30 Luglio 2026

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19 cani segregati in un appartamento, condannato

19 cani segregati in un appartamento, condannato

Condannato a un anno e sei mesi l'uomo di origine siciliana che aveva tenuto segregati in casa a Poggibonsi almeno 19 cani. Uno dei quali, Calimero, in condizioni disumane. A dare notizia della condanna avvenuta da parte del tribunale di Siena, è l'associazione Una - Uomo Natura Ambiente, proprietaria del canile rifugio di Poggibonsi.

L'uomo, si legge nella nota a firma della presidente dell'associazione Una, Lucia Brogi, deteneva «numerosi cani in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche e produttive di gravi sofferenze». Una si era «costituita parte civile nel processo penale per tutelare gli animali ed in particolare uno, Un meticcio nero oggetto di sequestro, rinvenuto dai Carabinieri Forestali di Siena, in un container di metallo, al buio, in mezzo alle proprie deiezioni, senza ricambio d'aria a più di 37 gradi di temperatura, senza cibo e con pochissima acqua».

Calimero, uno dei cani, segregato in condizioni vergognose

«Calimero, questo è il nome dato dai volontari al cane, è arrivato al Rifugio dell'Associazione che ne ha assunto la custodia, denutrito, disidratato, con difficoltà di deambulazione. Ed è stato immediatamente sottoposto a tutte le cure veterinarie necessarie. Ora Calimero sta bene. Poi una volta confiscato, affidato ad Una. Non tornerà nelle mani di chi l'ha ridotto in quello stato».

Altri cani, continua la nota, «ben 19 erano detenuti presso l'abitazione dell'imputato, segregati in stanze chiuse e al buio, malnutriti e senza mai uscire all'aperto. Una ha combattuto nel processo proprio per far sì che tale condotta ai danni degli animali non restasse impunita. E che Calimero non venisse restituito all'uomo che, incurante di tutto il male che arreca ai propri animali, continua nella sua attività di accumulo».

Per questo, sottolinea Lucia Brogi, «Non bisogna abbassare la guardia nei confronti di chi, a qualunque scopo, si attorni di animali. Costringendoli ad una vita di privazioni e inaudita sofferenza.
Ringrazio, per l'attività legale prestata, Raffaella Sili, avvocata del Foro di Roma».