Foto su Facebook: la crociata contro Mino Paradisi. E la solidarietà di tutti
di Simona Pacini
C’è un gruppo di Facebook dove le persone si ritrovano per vedere vecchie foto, scambiare pensieri sulla propria città. È un gruppo come tanti altri. Solo che in questi giorni l’argomento top è diventato quello della privacy. E non certo per un rigurgito del caso Cambridge Analytica.
Il gruppo La Colligianità di Colle, è un gruppo pubblico, in cui chiunque può iscriversi e pubblicare post senza passare per l’approvazione dei moderatori.
Come accade in ogni gruppo, virtuale o meno, e come è naturale che sia, ci sono persone con personalità, interessi, pensieri del tutto diversi, ma con una cosa in comune. In questo caso un legame con la città di Colle e le sue tradizioni.
Sulla Colligianità può capitare di vedere vecchie foto di piazza Arnolfo con l’inevitabile schieramento, nei commenti, tra i nostalgici della versione con l’obelisco al centro e tra chi apprezza quella attuale. C’è chi posta bellissimi tramonti colligiani, chi ricorda personaggi del passato. C’è perfino qualcuno che si ostina ad augurare il buongiorno come nei primi tempi di Facebook.

E poi c’è Mino Paradisi.
Mino Paradisi è un signore quasi centenario con la passione per gli archivi e le vecchie foto. Un gruppo come la Colligianità di Colle, chiedo scusa per la facile metafora, è un vero paradiso per il signor Paradisi. Che vi può postare quotidianamente e liberamente, anche a ritmi piuttosto serrati, immagini della Colle del passato, ricordi personali e storielle riprese dalla Martinella o da altri giornali d’epoca.
Da qualche tempo Mino Paradisi pubblica vecchie foto dell’archivio di Gino Gori, suo caro amico ormai scomparso. Al quale nel 2014 è stato attribuito il premio Città di Colle di Val d’Elsa, oltre che per la produzione di stampi per la lavorazione di cristallo, “per l’apporto insostituibile dato negli anni alla Pro Loco, cogliendo con la sua macchina fotografica gli aspetti e i momenti più significativi della città”.
Nell'archivio di Gino Gori ci sono tanti scorci di una Colle che fu ma anche tanti colligiani, molti che furono, altri che ci sono ancora.
Mino pubblica le foto, senza didascalia. E scatta subito il gioco a cercare di riconoscere quella particolare via o i volti delle persone.
Questo tutti i giorni, da mesi, forse anni.

Fino a qualche giorno fa. Quando qualcuno ha ritenuto che pubblicare foto di persone, viventi o no, nel giorno del matrimonio, in costume da bagno o intente in altre occupazioni, costituisse una violazione della privacy. Qualcuno ha quindi intimato a Mino di smettere di mostrarle limitandosi a quelle di palazzi, per il momento esclusi dal concetto di privacy.
Mino, colpito nel vivo, ha quindi annunciato che avrebbe smesso. Ma la maggior parte degli iscritti lo ha pregato di non farlo. Ne sono scaturite discussioni, anche dotte. Con citazioni di codici e leggi. Dalle quali sembra essere emerso, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il signor Mino Paradisi da Colle di Val d’Elsa avesse più volte violato la privacy pubblicando vecchie foto di colligiani in un gruppo nato per scambiarsi vecchie foto di colligiani.
Difficile risalire all’inizio della polemica, ma scorrendo i commenti capita di scoprire che il più accanito tra gli accaniti difensori della privacy ha subìto in prima persona la pubblicazione della foto del matrimonio dei propri genitori vivendola come un trauma. Poi, dal momento in cui l’amministratore del gruppo gli ha fatto la gentilezza di cancellarla, anziché ringraziare e lasciare gli altri liberi di giocare come preferivano, ha dichiarato guerra a Mino Paradisi, violatore di tutte le privacy. Pare addirittura minacciando querele.
La parte bella di questa storia, per il resto piuttosto misera, sta nel fatto che tantissimi utenti hanno iniziato a postare nel gruppo proprie foto, in costume da bagno, nel giorno del proprio matrimonio o in altre occasioni, in segno di solidarietà a Mino.
Da ieri La Colligianità di Colle è un tripudio di foto di famiglia, vecchie e recenti, pubblicate come segno di solidarietà per Mino Paradisi, 97enne colligiano con la colpa di amare troppo la propria città e di voler condividere questa passione.
Almeno un risultato buono, chi ha voluto solo seminare zizzania, lo ha ottenuto.
