Tirata giù la saracinesca della pasticceria Ceccarelli di Follonica
Adesso è una saracinesca grigia su via Litoranea. Il Caffè d'Arte Ceccarelli di Follonica ha chiuso i battenti dopo quarant'anni di attività. Soprattutto ha chiuso un pezzo di storia di Follonica, non soltanto una pasticceria. Da oggi non c'è più il profumo delle paste a svegliare la città alle 5 del mattino. Quella piccola bottega famigliare all'inizio di Pratoranieri ha cessato l'attività.
La mia è stata per anni una frequentazione estiva, di caffè all'alba e bomboloni (una vera opera d'arte). Due chiacchiere sul giornalismo (la passione di Maurizio) e sulle difficoltà della professione, poi immancabilmente il discorso scivolava sul suo amore, ahimè l'Inter.
Il bar era un punto di riferimento. Per i follonichesi, quelli che alle 7 del mattino erano in giro per lavoro. Per i villeggianti che sciamavano attorno alle 9 e affollavano bar e marciapiede. E per chi poi si fermava per una pausa fuori tempo quando tutti erano alle prese con sabbia e creme abbronzanti.
Era un piccola bottega. Quando entravi lo sguardo era indeciso tra la vetrina e le foto alle pareti, con calciatori, ahimè dell'Inter, vip come Vittorio Sgarbi. A volte ci trovavi una mostra, e le pareti erano occupate da quadri di artisti famosi. Era una bottega, d'arte, di pasticceria. Dove si respirava l'amore per la vita e per le professioni, quella vera di pasticcere e quella sognata, di giornalista.
È stato bello aprire la finestre, le mattine d'estate e sentire l'odore del mare sfumare in quello delle brioche e della marmellata che la moglie Enrica ha preparato per anni con le albicocche e altra frutta che gli portava qualche piccolo coltivatore.

Quando ho saputo della notizia speravo non fosse vero. Che fosse una di quelle fake news che circolano nei giorni di tempesta, quando il libeccio batte e il cielo è pennellato di nuvole nere. Oggi, con il sole e il cielo azzurro avrei aperto la finestra e sentire il profumo prendermi il desiderio. Anche a distanza di chilometri. Perché i bomboloni e le paste del "Cecca" sono un desiderio dell'anima, un piacere dello spirito. E il loro aroma non si dissolve, mai.
È una perdita. D'affetto, di gusto. Di tradizione. Ma il tempo passa. Sono cresciuti i figli Ilaria e Lorenzo. Maurizio Ceccarelli è diventato nonno. E allora il Caffè d'Arte diventa un ricordo.
Ma i ricordi, e i profumi, non svaniranno con il grigio della saracinesca chiusa su via Litoranea.
