10 persone denunciate, 231 multe per 102mila euro: i carabinieri tutelano i boschi senesi
Sono stati oltre 1300 i controlli nei boschi che hanno portato a 10 persone denunciate per reati di rilevanza penale e a 231 multe per 102mila euro. È il frutto dei primi 10 mesi dell'anno di attività di controllo dei boschi senesi da parte dei carabinieri forestali della provincia di Siena.
I controlli, svolti sia d’iniziativa che a seguito di segnalazioni di cittadini ed associazioni ambientaliste, hanno interessato cantieri forestali stabiliti in tutto il territorio provinciale. In particolare quelli nelle zone a maggior pregio naturalistico, come le aree protette provinciali, i siti Natura 2000 (SIC/ZPS), i territori sottoposti a vincolo paesaggistico e le aree appartenenti al demanio idrico.
Il perdurare della complessità della situazione socio-economica dovuta alla crisi energetica, ha dato origine ad un notevole incremento del prezzo al dettaglio del legname e suoi derivati da destinare ad uso energetico (legna da ardere, cippato, pellet). Conseguentemente all’aumento della domanda di legna da ardere hanno fatto seguito crescenti interessi economici nello sfruttamento dei boschi. Questo parallelamente all’inevitabile emersione di fenomeni più o meno diffusi di illegalità.
Boschi presi di mira a causa del caro energia
La Provincia di Siena, dal punto di vista forestale e paesaggistico, rappresenta uno dei territori più boschivi della Toscana, in virtù dei suoi circa 63mila ettari di aree protette e dei suoi circa 172.000 ettari di superfice boscata, di cui la quasi totalità costituiti da “bosco” propriamente detto, ed una minima parte rimanente, pari a circa 10%, composta da impianti di “arboricoltura da legno” e “arbusteti” e superfici “assimilate a bosco”.
Pertanto l’attività di controllo dei Carabinieri Forestali della Provincia di Siena proseguirà anche nei prossimi mesi. Il fine è di verificare non solo la corretta esecuzione dei tagli boschivi e la legalità del legname posto in commercio. Ma anche altri aspetti attinenti al contrasto del lavoro nero e del caporalato ed alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il recente “Decreto Giustizia” ha introdotto importanti novità rispetto alla semplificazione delle procedure autorizzative per i tagli boschivi in zone sottoposte a Vincolo Paesaggistico. È stato stabilito che per i “tagli colturali” ricadenti in tali aree non è più necessaria la preventiva autorizzazione paesaggistica. Purché gli interventi siano previsti ed autorizzati ai sensi della normativa tecnica regionale.

