Il racconto di Mattia Ciappi e del suo viaggio in Ucraina
Non è la prima volta che Mattia Ciappi si mobilita per l'Ucraina. All'inizio dello scoppio della guerra aveva raccolto viveri, medicinali e beni di prima necessità. Stavolta in Ucraina c'è andato. Questo il suo racconto fatto per il nostro giornale.

Il 30 settembre 2023 sono partito per l’Ucraina insieme a una squadra di 9 attivisti di Mediterranea, un’ong che si occupa di salvare vite nel mediterraneo e che tutela i rifugiati sulla rotta balcanica e in Ucraina.
Il viaggio è stato molto lungo, abbiamo sostato la notte al confine polacco-ucraino. Così la mattina del primo ottobre eravamo già in terra ucraina (dopo aver trascorso 3 ore in frontiera).
Sono partito da Poggibonsi e mi sono diretto a Brescia dove, insieme ai volontari, abbiamo noleggiato due van, che abbiamo riempito con due tonnellate di aiuti umanitari, tra i quali prodotti alimentari, prodotti sanitari, igiene femminile, vestiti e coperte.
Abbiamo passato una settima intera nell’oblast di Leopoli, distribuendo i nostri aiuti: in una casa di riposo nella quale vi erano dentro più di 100 persone tra anziani, adulti e bambini (tutti provenienti dalle zone del Donbass, Zaporizha, Kerson).

In un monastero che accoglie più di 50 famiglie; in un palazzo di 5 piani adibito a rifugio, nel quale vivono circa 100 persone in un edificio vecchio con criticità, con finestre rotte e umidità; in un campo profughi di Leopoli, dove vivono circa 950 persone di cui un terzo minori, oltre a anziani e disabili.
È difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa ho vissuto in Ucraina. Non nego che prima della partenza avessi paura. Mi chiedevo se ne valesse davvero la pena rischiare così tanto; se ne valesse la pena far preoccupare le persone a me più care.
Dopo una settimana posso dire che Si ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena strappare un piccolo sorriso a persone che hanno perso tutto. La paura iniziale è stata spazzata via dalle lacrime di commozione degli adulti, degli anziani e dei giovani che abbiamo incontrato.

Difficile, infatti, immaginare come da un momento all’altro la vita di ognuno di noi possa cambiare. Le persone a cui abbiamo portato cibo, vestiti e medicine vengono da zone che ormai sentiamo abitualmente in televisione: Donesk, Zaporizha, Karkhiv, Luhansk.
Dietro a questi nomi ci sono persone, dietro a queste persone ci sono vite devastate dalla follia della guerra.
Ecco, l’esperienza in Ucraina mi ha fatto capire quanto sia un privilegiato per aver avuto la fortuna di nascere nella parte agiata del mondo. Dal privilegio ho capito però che nasce un dovere: quello di non voltare mai le spalle a chi è in difficoltà. Perché anche un piccolo gesto può regalare un sorriso a chi ha perso tutto.
Mattia Ciappi
