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Nicholas Bonner porta l'arte coreana a Colle

Nicholas Bonner porta l'arte coreana a Colle

Una collezione di oltre tremila opere mai viste di artisti della Repubblica Popolare per un museo unico al mondo, che verrà ricavato in due vecchi capannoni industriali. Oltre all'arricchimento dal punto di vista artistico ed espositivo la città godrà di un'importante opera di rigenerazione urbana 

di Simona Pacini

Fino al 2020 faceva visitare ai turisti alcuni dei paesi più difficili del pianeta. La sua agenzia, Koryo tours, con base a Pechino, è specializzata dal 1993 in viaggi in Corea del Nord, Mongolia, Buthan e Asia Centrale. Ma anche in progetti culturali e nella produzione di film e documentari. Intanto Nicholas Bonner, britannico appassionato di arte e regista, acquistava opere di artisti locali.

Oggi la sua collezione conta oltre tremila opere, mai viste in Occidente, realizzate dal 1950 ad oggi, ed è pronta per l'esposizione permanente che nascerà a Colle Val d'Elsa.

arte

L'idea di promuoverla da solo è venuta a Bonner dopo che il British Museum si era fatto avanti chiedendogli di poterne acquistare una parte. Bonner decide allora di cercare in Italia lo spazio in cui far sorgere il primo museo di Arte Realista Socialista. Alcune circostanze fanno sì che questa scelta ricada proprio su Colle Val d’Elsa. Nel 2020 infatti Bonner è costretto a sospendere le attività dell'agenzia di viaggi dopo che la Corea del Nord ha chiuso i confini a causa del Covid.

Lo stesso anno, grazie ai contatti stabiliti in oriente con gli architetti dello studio colligiano Zag, Bonner è a Colle Val d'Elsa per il festival dell'architettura nello spazio Michelucci.

Visitando la città, il collezionista britannico si convince che Colle sia il posto giusto per far sorgere il suo centro espositivo di arte moderna coreana. Bonner inoltre già conosce il lavoro di Galleria Continua sul territorio.

Nel 2021 quindi acquista due capannoni gemelli in zona Fabbrichina, nella traversa di Vallibona. Le ex Officine Meccaniche Nencini, che fino a pochi anni fa ospitavano un mercatino di oggetti di seconda mano, diventano così la base su cui costruire il coraggioso progetto Twin sheds.

Lo scorso weekend Bonner ha aperto le porte dei capannoni a un pubblico selezionato di artisti, collezionisti, curatori e imprenditori provenienti da diverse parti del mondo, cui ha mostrato una selezione delle sue opere. Quadri, opere grafiche, manifesti di propaganda del regime, che sono stati osservati da un pubblico di oltre centocinquanta persone.

Rappresentanti della stampa, operatori culturali e studiosi potranno visitarla fino al 30 novembre, su appuntamento. Dopo questa data il museo rimarrà chiuso fino al completamento dei lavori.

Contestualmente è stata aperta anche la raccolta di fondi che serviranno a contribuire all'impegnativo restauro dei due edifici.

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«Usare la cultura come finestra è il primo passo per rompere l’isolamento di un paese chiuso
come la Corea del Nord», dice Nicholas Bonner. «Per conoscere la sua gente e andare oltre
agli stereotipi».

Bonner, che si sta adoperando per stabilirsi definitivamente a Colle Val d’Elsa con la moglie italiana, è inoltre estremamente soddisfatto della sede che ospiterà il museo.

«La cultura del lavoro presente in molte di queste opere - continua Bonner - si sposa
perfettamente al contesto industriale dei due capannoni gemelli
. E allo stesso tempo fa eco
alla storia manifatturiera di Colle
».

Nick Bonner donerà la sua intera collezione al museo. L'esposizione sarà articolata in due categorie: opere di Arte Realista Socialista approvata dallo Stato, l'unico genere permesso in Corea del Nord dal 1945 dove il regime vieta qualsiasi altro stile espressivo permettendo solo quella che esalta il valore del lavoro e della lotta.

E poi ci sono le opere personali di artisti e i progetti su commissione che rappresentano un prezioso contrappeso a quelle autorizzate dal regime. I soggetti in questo caso sono rappresentati in maniera più realistica e offrono uno spaccato della mente dell'artista nordcoreano che dipinge in relativa libertà nonostante i divieti e i vincoli imposti dallo Stato.

Per la prima volta saranno inoltre esposte opere dell’artista coreano Hong Jong Won.

Il centro, oltre alla collezione, ospiterà uno spazio immersivo e una galleria temporanea aperta a mostre itineranti.

Le opere raccolte da Bonner in oltre trent’anni di viaggi sono state pubblicate in due volumi editi da Phaidon, uno dei principali editori di arti visive, mostrati alla Biennale di Venezia e alla triennale Asia Pacific, alla Queensland Modern Art Gallery, in Australia.

Il progetto di ristrutturazione dello studio Zag prevede il rifacimento totale della parte interna dei capannoni, dei quali rimarranno però le facciate che rappresentano un eccezionale esempio di architettura industriale.

Il progetto di Nick Bonner rappresenta un'enorme occasione per la città di Colle. Prima di tutto per la rigenerazione dei capannoni e dell'area urbana interessata. Poi per il traffico di collezionisti, visitatori e artisti che sarà generato dall'apertura di un museo unico al mondo.

E chissà che la novità non stimoli altri progetti. Per Colle e per la zona della Fabbrichina è un’occasione da non perdere.