30 Luglio 2026

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Pii si presenta ai colligiani, ma parla di Vannetti

Pii si presenta ai colligiani, ma parla di Vannetti

C’era Meris Gelli, presidente della neonata associazione Colle Sarà (vice Andrea Parri, segretario Mario Poggetti). Poi Monica Sottili, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, con l’endorsement della coordinatrice provinciale Bonella Martinozzi a sostenere il candidato civico Piero Pii senza l’utilizzo del simbolo. Ancora, Alberto Galgani, di Su per Colle, che dopo aver sostenuto Canocchi (“che è stato un gran sindaco”), Andreucci (“che lo sarebbe stato”) ora sostiene Pii (“che certo lo sarà”). C’era Valerio Peruzzi, che già aveva proposto a Pii di candidarsi sindaco per Io Cambio nel 2019. C’era Piero Pii, il candidato sindaco civico ex Pci, ex Ds, quindi oppositore del Pd.

E poi, nella saletta del Relais della Rovere, gremita, con il pubblico in piedi e qualcuno anche fuori dalla porta, c’era il convitato di pietra, Riccardo Vannetti, assente, ma incredibilmente nominato da Pii una decina di volte. 

Il candidato del centrosinistra è già stato protagonista di un evento legato alla sua assenza, quando a fine luglio Pd e Sinistra per Colle ne hanno annunciato quella che a molti è apparsa come una frettolosa candidatura. Chissà se avrebbe mai immaginato di diventare il protagonista della prima vera uscita pubblica del contendente.

“Mi spiace per Riccardo Vannetti - ha detto il più volte vittorioso sindaco di Casole - ma alla sua presentazione in piazza Arnolfo, guardando le prime tre file del suo pubblico, sembrava di essere nella Piazza Rossa di Breznev”.

Una cosa brutta, per Pii, “perché quelle sono tutte persone che sussurreranno al suo orecchio, mentre un sindaco deve essere autonomo. Prima viene il Comune e poi la politica”.

Dopo Breznev, Pii chiama in ballo Freud, “che ci ha studiato tanto”. Sul piatto stavolta c’è la "dimenticanza" di Vannetti nel citare tra i sindaci di Colle il Donati. “Capisco che gli faccia venire l’orticaria, ma che non abbia ricordato nemmeno Roberto Donati, mi fa pensare che ci sia qualcosa che non torna”.

E ancora: “Il Vannetti può essere nato a Scarna, ma io con queste persone (poco prima aveva citato Enzo Sammicheli, detto Burrasca, perché arrivava da Casole come la tempesta, Luciano Giannelli, il Paghe, Carlo Cigni) ci ho vissuto. Lui no”.

Non pago, Pii continua a chiamare in causa l’avversario. “Un’altra differenza tra me e Vannetti? Colle è Colle. Un vero colligiano non dirà mai Colle di Val d’Elsa, come lui ha ripetuto più volte in piazza. Non è un termine, è un valore. Colle è stata Colle per 600 anni finché non ci è stata imposta l’identificazione dei luoghi (anche Casole è diventata d’Elsa), dai piemontesi dopo l’Unità d’Italia. Questo è l’errore che ci fa capire chi è straniero e chi non lo è”.

E pensare che i colligiani, evidentemente di memoria corta, credevano di dover ringraziare proprio l’ex sindaco Roberto Donati per aver riportato in auge da un documento storico l’antica dicitura Colle di Val d’Elsa, con il fatidico “di”.

Un'altra cosa di Vannetti che ha fatto perdere il sonno a Pii è stato un “brutto passaggio del suo discorso, quando ha detto che i civici si candidano per mero interesse”. 

Forse la costruzione della frase era leggermente diversa, ma Pii l’ha intesa così.

Prima dell’ultima bordata per Vannetti (“arriva uno che si candida perché Schlein ha vinto il congresso, altrimenti, l’ha detto lui, non si sarebbe candidato”), c’è spazio anche per un colpetto al segretario del Pd di Colle, Daniele Boschi.

“Ha detto che in trenta hanno deciso di non candidare Donati scegliendo Vannetti. Ma quanti avevano votato Donati nel 2019? Migliaia. Migliaia di cittadini ai quali non è stata data una spiegazione”. Il decano, oggi civico sembrerebbe quindi aver dimenticato come i partiti prendano le loro decisioni in seno ai direttivi.

Di Pii, invece, dice Pii: “Io Colle la conosco. Il 2 luglio 1973 ho vinto un concorso e sono entrato in Comune. Alle medie facevo tutti i giorni il tratto dal San Pietro al Baluardo, dalle Ancelle, dove aspettavo fino alle 18.30 la Sita per Casole. Poi il liceo. Il mio primo grande maestro è stato Mario Cappelli. Uno che ti formava. Il maestro di quegli anni, poi grande amico. Alle medie il preside era Lovanio Rossi. Ricordo ancora oggi a memoria il 5 Maggio. Me lo fece ricopiare 50 volte perché non avevo fatto i compiti a casa”. 

E ancora, Danton Paradisi, il viaggio a Venezia con il Sammicheli. Il blitz in Regione da sindaco Pci contro il Pci di Poggibonsi che si era fatto stornare i fondi destinati a Casole. “Fui deferito ai probiviri del partito, ma in un anno e mezzo si fece la scuola media a Casole”.

“Il nostro progetto civico - dice Pii - punta a venti anni. Dopo di me lo proseguiranno loro (indicando i sostenitori). Chiamatemi per ogni cosa, sarò a disposizione”.

All’ingresso si raccolgono adesioni per Colle Sarà, 10 euro all’anno, e iscrizioni ai tavoli di lavoro.

Il primo è fissato per il 27 settembre alle 20 al teatro del Popolo con il mondo del lavoro, imprese, sindacati, operai e dirigenti.

Il secondo, in data da stabilire, affronterà la vivibilità del centro storico, dalla Porta Nuova al Baluardo.

di Chiara Mannucci