29 Luglio 2026

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Due imprenditori senesi denunciati per bancarotta, sequestrati beni per 300mila euro

Due imprenditori senesi denunciati per bancarotta, sequestrati beni per 300mila euro

Bancarotta, false fatture e Iva non compensata. Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Siena hanno sequestrato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per circa 300mila euro. È stato emesso dal gip del Tribunale di Siena nei confronti di 2 soggetti residenti in provincia di Siena. Sono coinvolti a vario titolo in una vicenda giudiziaria va dal 2015 al 2020.

Le misure cautelari sono state eseguite dopo una complessa indagine, condotta dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Siena. Sotto l’egida della locale Procura della Repubblica,. Ha permesso di scoprire un articolato sistema fraudolento nel settore delle costruzioni.

False fatture per diminuire il patrimonio

Più nel dettaglio, un imprenditore operante nel campo edilizio, oltre a compensare iva inesistente, per gli anni di imposta dal 2015 al 2017, ha emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti di un altro soggetto giuridico, operante nel medesimo settore. Per poi adottare, in prossimità della chiusura dell’attività d’impresa, una serie di condotte tese a diminuire il patrimonio della società fallita in danno dei creditori e del fisco.

Tali condotte sono culminate, in vista del fallimento, con la cessione delle quote societarie ad un prestanome.

Oltre alla bancarotta anche danno erariale per 1.9 milioni di euro

Le attività di indagine, esperite mediante accertamenti bancari, audizioni di testimoni, controlli incrociati ed analisi della documentazione acquisita, hanno comunque permesso di acclarare in capo agli indagati, a vario titolo, i reat. Bancarotta fraudolenta documentale, per aver sottratto i libri e le scritture contabili societarie. Bancarotta fraudolenta patrimoniale, per aver distratto, anche in maniera preferenziale, dal patrimonio societario circa 700mila euro. Emissione ed uso di fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di 122mila euro. Indebita compensazione (per iva inesistente) per gli anni di imposta dal 2015 al 2017 per circa 270mila euro.

Inoltre, dalla ricostruzione del passivo fallimentare, è stato rilevato un danno patrimoniale all’Erario di circa 1.900.000 euro derivante dal reiterato omesso versamento di imposte e contributi.