Sono oltre 50mila (anche se per la Questura erano 10mila) i partecipanti alla manifestazione antifascista organizzata dalla Cgil Toscana in risposta al pestaggio subito qualche giorno fa dagli studenti del liceo Michelangiolo di Firenze. Ma anche per la difesa di scuola, Costituzione, antifascismo. Hanno partecipato dalla Valdelsa, dal Chianti e da tutta la Toscana. Ma ci sono state presenze da tutta Italia.
Come commenta Rossano Rossi segretario generale Cgil Toscana «alcuni ci davano per 50mila ieri. Oggi siamo molti, molti di più. Una marea che non si vedeva da tempo. Siamo stati molti di più, oltre le previsioni. Oggi è stato mandato un segnale forte sulla difesa di scuola, Costituzione, antifascismo».

Prima, l’aggressione agli studenti davanti al liceo Michelangiolo. Poi, le inaccettabili parole del ministro Valditara sulla lettera della dirigente scolastica del liceo Leonardo Da Vinci. E oggi la grande manifestazione a Firenze. Con partenza da piazza Santissima Annunziata e conclusione in piazza Santa Croce, a difesa di scuola, Costituzione, antifascismo, durante la manifestazione sono state chieste le dimissioni dei ministri Valditara e Piantedosi.
Lanciata dai rappresentanti delle Rsu delle scuole fiorentine e indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua, la manifestazione ha visto la partecipazione di tantissime realtà democratiche e antifasciste, di leader di partito. Fino a partiti, sindacati, associazioni ed organizzazioni, oltre a tanta gente di Firenze, dalla Toscana e anche dal resto d’Italia.
Le parole di Rossano Rossi, segretario generale di Cgil Toscana (che ha sfilato in corteo accanto a Maurizio Landini): «Oggi una grandissima risposta di partecipazione. Firenze e la Toscana sono state oggi al centro della realtà democratica e politica del Paese. L’auspicio è che questa giornata, questo modello di mobilitazione, possano segnare una speranza. E una svolta per difendere con sempre maggior forza i diritti sociali, costituzionali e del lavoro. Se la politica vuole recuperare la fiducia della gente deve ripartire da piazze come quelle di oggi».

