Salvato dall'amico. Come in una favola di Sepulveda. Come in un film della Disney. Come in una bella storia di Natale, di quelle che fanno bene al cuore.
Poggibonsi si sveglia coperta da una grigia giornata di dicembre, qua e là qualche luce colorata annuncia le feste imminenti. Teo, gattino curioso e irrequieto dal pelo rosso, si avventura alla scoperta del mondo. Approfittando della distrazione della famiglia di Viola e della porta aperta, si lancia furtivo lungo le scale, verso l’ignoto. Non conosce il rombo delle automobili, non sa del calpestìo frenetico degli umani, né dello scoppiettare dei motorini.
Un mondo sconosciuto
Tutto è nuovo, tutto è un rumore spaventoso. Vaga circospetto e impaurito sul marciapiede affollato di ragazzi urlanti. Macchine parcheggiate selvaggiamente sono mostri, lo guardano con grandi occhi spaventosi e bocche spalancate. Ma la sua voglia di scoperta è più forte.
Un clacson strombazza improvviso, il pelo rosso si drizza, la schiena si arcua, la coda diventa un pinnacolo gonfio. Teo balza dentro la fessura della rete di protezione di un cantiere. Si ritrova improvvisamente tra attrezzi, sacchi, pali di ferro e cemento. È un mondo mai visto. Muove pochi passi e finisce per essere inghiottito dentro un antro: soltanto un po’ di luce filtra dall’alto, la polvere offusca i suoi occhi. Non vede via d’uscita. Le orecchie dritte, lo sguardo impaurito, le vibrisse intirizzite: Teo è solo, in un incubo.
Intanto Viola si è accorta della scomparsa di Teo. Corre disperata per tutta casa, si precipita lungo le scale, cerca sotto le auto, tra i sacchi, le strade affollate. Chiede ai passanti. Guarda, ovunque. Sale la disperazione per quel gattino scomparso in pochi secondi. Chiede aiuto sui social, continua a cercare sotto letti e dentro armadi, nella dispensa e fuori. Niente. Di Teo nessuna traccia.
Lucio, amico di Teo si mette alla ricerca
In casa, altri due gatti Lucio e Lucia osservano quel frenetico ricercare. Avvertono la tensione della proprietaria. Sentono chiamare “Teo, Teo…” ripetutamente. La disperazione lascia il posto al panico.
Lucio, gattone nero di 4 anni, scende le scale. Si lascia guidare dall'istinto. Fiuta tracce di Teo, segue orme invisibili. Ripercorre il girovagare di Teo. Viola lo segue con ansia crescente. All’improvviso, Lucio si infila in un’apertura, sente un miagolio flebile, ma tanto basta per guidare il gatto nero verso l’amico felino.
Poi, la magìa. Nel buio, Lucio vede Teo nascosto sotto sacchi di cemento e assi di legno. Il pelo è sporco, lo sguardo atterrito. Lucio lo odora, lo lecca, con la zampa sfiora il musino, quasi in una carezza rassicurante. L’amicizia è salvezza. Teo sfiora con le fusa la schiena dell’amico ritrovato. Lucio ha deciso, afferra con la bocca la collottola di Teo che si lascia sollevare dolcemente e procede lento, tra ragnatele e detriti, verso il chiarore lontano.
E la fiaba diviene realtà. Viola, sorpresa e attonita, vede uscire dal pertugio il gatto nero con in bocca un gattino rosso. Quasi non crede a quello che vede. Un sorriso di meraviglia e piacere le illumina il viso. Si china piano piano e avvolge in un abbraccio i due mici-amici, quello birichino e quello saggio. Come in un film della Disney, come in una favola di Sepulveda, come a Natale. A Poggibonsi.






