Francis Halzen vince il premio Nobel per la Fisica
In relazione all’assegnazione del Premio Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen, University of Wisconsin-Madison USA per “i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica”, Stefano Fabris, direttore del Dipartimento scienze fisiche e tecnologie della materia del Consiglio nazionale delle ricerche(Cnr-Dsftm), commenta: “Il Nobel assegnato a Francis Halzen riconosce una delle trasformazioni più affascinanti dell’astrofisica contemporanea: avere reso il neutrino di altissima energia un nuovo strumento per osservare l’Universo. IceCube, realizzato nei ghiacci dell’Antartide ha aperto una nuova finestra sull’Universo permettendo di utilizzare i neutrini di altissima energia come messaggeri dei fenomeni cosmici più estremi”.

“Halzen- continua Fabris- ha reso possibile il passaggio del neutrino da particella quasi inafferrabile a messaggero astronomico, costruendo di fatto una nuova modalità di osservazione dell’Universo. Egli ha avuto la visione di immaginare un telescopio completamente diverso da quelli tradizionali: non uno strumento che raccoglie la luce proveniente dal cielo, ma un volume di un chilometro cubo di ghiaccio antartico capace di rivelare particelle quasi inafferrabili. La realizzazione di IceCube è stata essa stessa una straordinaria sfida scientifica e tecnologica, ma ciò che ne è seguito ha superato le aspettative: la scoperta dei neutrini cosmici di altissima energia ha aperto un nuovo modo di studiare il cosmo e alcune delle sue sorgenti più violente”.
“Questo Nobel- osserva Fabris- è un esempio particolarmente efficace di come le grandi scoperte nascano dall’incontro tra una domanda scientifica molto ambiziosa e la capacità di sviluppare strumenti che prima non esistevano. Quindi porta l’attenzione sulle grandi infrastrutture di ricerca sulle quali il nostro Paese e l’Europa investe moltissimo ed è all’avanguardia. IceCube ha richiesto nuovi sensori, elettronica estremamente affidabile, sistemi avanzati di acquisizione ed elaborazione dei dati e soluzioni ingegneristiche capaci di funzionare per anni a chilometri di profondità nei ghiacci antartici. La frontiera della conoscenza e quella della tecnologia avanzano spesso insieme.”È inoltre un Nobel- sottolinea Fabris- che ha una particolare risonanza per l’Italia, un Paese che possiede una tradizione straordinaria nella fisica dei neutrini e dei raggi cosmici, a partire da Enrico Fermi e Bruno Pontecorvo, e che oggi continua a svolgere un ruolo importante nell’astrofisica delle particelle e nell’astronomia multimessaggera”.
Fonte Dire.it

