Il 24 maggio 1915 l'Italia si gettava nel vortice della Prima guerra mondiale. Dieci mesi dopo l'inizio delle ostilità in Europa, le truppe italiane varcavano il confine con l'Impero austro-ungarico, mirando a quelle "terre irredente" – Trentino, Friuli e Venezia Giulia – che rappresentavano il cuore delle rivendicazioni territoriali.
La Grande Guerra, conclusasi l'11 novembre 1918, non fu solo un conflitto tra potenze, ma una catastrofe umana. Quindici milioni di morti tra soldati e civili in un conflitto che dilaniò l'Europa e coinvolse ventisette paesi. Le sue conseguenze furono rivoluzionarie: la fine di imperi secolari come quello austro-ungarico e ottomano, e la caduta del regime zarista in Russia, spazzato via dalla Rivoluzione bolscevica del 1917.
L'onda d'urto di quegli anni avrebbe ridefinito per sempre la geografia e la politica mondiale.
