29 Luglio 2026

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Donne vittime di violenza, anche sul web

Donne vittime di violenza, anche sul web

“Sono 736 milioni le donne vittima di violenza nel mondo, il che fa del fenomeno una piaga a livello globale”. In particolare, “La violenza sul web può avere un impatto sulle donne sia a livello individuale che sociale ed è un fenomeno in crescita soprattutto nei confronti delle donne che rivestono un ruolo di primo piano nella vita pubblica”. Un vero e proprio grido di allarme quello dell’ambasciatore del Regno unito in Italia Edward Llewellyn in occasione del convegno in ambasciata UK dedicato alla violenza sulle donne sul web. L’evento è stato organizzato dall’ambasciata britannica, quella del Canada e dall’associazione Differenza Donna In vista della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, fissata dall’ONU il 25 novembre. L’evento ha messo a confronto Italia, Canada e Regno Unito per condividere opinioni, sfide ed esempi concreti del modo in cui il web e i social media possono, anche inavvertitamente, contribuire a incoraggiare e a giustificare la violenza sulle donne.

VIOLENZA, WEB TOSSICO PER LE DONNE


“Questo tipo di violenza- ha aggiunto l’ambasciatore- può avere un impatto duraturo portando molte donne a non parteciparvi più o a farlo in misura minore”. Tesi confermata dalla presidente di Differenza Donna, Elisa Ercoli, dati alla mano: “Il web è un ambiente tossico per le donne- ha sottolineato- La Meta, azienda che rappresenta i social network come Facebook, Instagram e Whatsapp, ogni mese intercetta oltre 500mila segnalazioni di foto e contenuti condivisi senza consenso dell’interessato. Nelle varie piattaforme vengono veicolati messaggi violenti ogni 30 secondi rivolti a donne impegnate in politica con l’obiettivo di arrivare alla loro rinuncia”.


Non va meglio su Youtube e Tiktok dove “vi è una massiccia pubblicazione di materiale pornografico senza il consenso con stupri anche a danni di minori”. Non mancano inoltre, “i messaggi che invitano allo stupro di persone che occupano cariche pubbliche come accaduto a più riprese alla deputata statunitense latina, Alexandra Ocasio Cortez. Il 35% delle donne vittime di violenza sul web ha riportato danni alla salute mentale, il 7% ha perso il lavoro”.


Secondo Ercoli quindi, “l’obiettivo di chi mette in atto tutto questo è quello di riaffermare l’uomo bianco, bianco e etero tramite, appunto, il web, intimorendo e allontanando le donne dall’affermazione pubblica”.

Fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it