Candidati alla cerimonia scolastica sulla legalità: Istituto Comprensivo Salvetti nella bufera social
È successo a Colle di Val d’Elsa dove si inaugurava un lavoro degli studenti ispirato alla vita di Giovanni Falcone
Avrebbe dovuto essere un momento di festa ma anche di riflessione. E invece l’iniziativa della scuola media Antonio Salvetti (Istituto Comprensivo 1) di Colle di Val d’Elsa, si è trasformata in una buccia di banana, un evento dai risvolti alquanto scivolosi.
Alcuni giorni fa, all’istituto scolastico colligiano è stato inaugurato un pannello, una stampa di un elaborato degli studenti, ispirato al libro “Per questo mi chiamo Giovanni” dello scrittore Luigi Garlando. Il volume, destinato a un pubblico giovanissimo, dagli otto anni in su, riprende i temi della legalità, della lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, dell’importanza della scuola come centro di formazione e di sviluppo di una coscienza civica.
Alla cerimonia erano presenti la dirigente scolastica Danila De Angelis, insegnanti e studenti. L’attore Giovanni Guidelli ha letto una lettera scritta da Paolo Borsellino a Giovanni Falcone. E fin qui, tutto regolare.
Dopo alcuni giorni ha cominciato a serpeggiare una domanda sui social, in cui qualcuno si chiedeva che ruolo avesse avuto uno dei quattro candidati a sindaco di Colle di Val d’Elsa nella cerimonia alla quale era stata registrata la sua presenza.
Solo due candidati presenti, la spiegazione della scuola
La questione sembrerebbe essere stata chiarita da una docente, Maria Chiara Viviani, insegnante di discipline artistiche alla scuola media Salvetti. «La dirigente del Comprensivo 1 Salvetti - ha spiegato Viviani sul social media Facebook - aveva invitato per conoscenza il sindaco uscente e tutti i candidati. Sono però intervenuti solo il candidato Pii e il candidato Toticchi. Presumo per orario infelice, purtroppo avevano chiuso la strada, la sera c'era il dibattito dei candidati al Teatro del Popolo. Tutti gli eventi scolastici sono sempre concentrati nel mese di giugno. Sono molto dispiaciuta che questo lavoro sia stato preso come merce da propaganda politica. Spero invece con tutto il cuore, che sia presa seriamente in considerazione la situazione scolastica disastrosa delle medie di Colle dal futuro sindaco, qualunque esso sia. Spero di aver chiarito. Inoltre spero che possa piacere un po' di colore e di creatività sulla facciata di un edificio scolastico».
A chi ha chiesto perché fossero stati invitati i candidati sindaco a un evento scolastico, la docente ha risposto così.
«Credo per conoscenza e anche per buona educazione, data l'importanza del messaggio dell'immagine. È stato ritenuto corretto per non fare disparità di trattamento dato il periodo di elezioni, invitare oltre al sindaco, anche gli altri candidati».
Ma i candidati a sindaco quale rappresentanza hanno
Quindi la docente, e ancor prima di lei la dirigente scolastica che ha esteso gli inviti (“per conoscenza e buona educazione”), ritiene che “in periodo di elezioni” i candidati a sindaco abbiano lo stesso peso e la stessa rappresentatività del primo cittadino effettivamente in carica, che è stato eletto con la maggioranza dei voti, è pubblico ufficiale ed ha giurato sulla Costituzione davanti al Consiglio Comunale e che rappresenta l'istituzione Comune finché non subentra il successore.
I candidati alle elezioni rappresentano se stessi ed eventualmente i partiti che li sostengono. Il fatto che dirigenti ed educatori della scuola pubblica confondano la politica con le istituzioni non è cosa di poco conto.
Che poi qualcuno la veda, per dirla con le parole della professoressa, «come merce da propaganda politica», non sembra toccare la docente che, una volta che gli inviti sono partiti «senza disparità di trattamento», ritiene evidentemente di aver fatto la cosa giusta nei confronti dei suoi studenti e dell’istituzione scolastica che rappresenta.
Ficcanaso Squitt

