11 Agosto 2026

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Via Dometaia e ciclabile da Google Maps, spiegazione for dummies

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Via Dometaia e ciclabile da Google Maps, spiegazione for dummies

Che cosa vuol dire “luogo rimosso” dai servizi del colosso di Mountain View? Proviamo a spiegarlo nel modo più semplice possibile. E speriamo che basti

di Simona Pacini

Dal momento che scrivo, mi piace scrivere e ritengo la scrittura uno dei mezzi più efficaci dati al genere umano per comunicare, spesso butto giù delle recensioni.

Esempio.

Trascorro una domenica pomeriggio a Dometaia, scoprendo che c’è una stele raffigurante il mio maestro di prima elementare Mario Manganelli (che emozione, quando mi hanno detto che era lui)? Mi viene voglia di farlo sapere a più persone possibile.

Così scrivo.

Scrivo su Google Maps, su Trip Advisor, sui siti dove è permesso e dove, soprattutto, è richiesto.

Ho fatto lo stesso durante una delle mie innumerevoli passeggiate sulla pista ciclabile Colle - Poggibonsi.

L’ho fatto, molto probabilmente, non solo perché mi piace scrivere, amo comunicare, sono generosa di carattere e mi fa piacere condividere informazioni utili su posti belli con altre persone. L’ho fatto, molto probabilmente, anche perché, dopo la mia visita, sul mio cellulare è apparso un messaggio di Google che mi chiedeva se volevo recensire il posto in cui ero appena stata.

E io l’ho fatto.

Ho scritto delle recensioni per il servizio Maps di Google che riteneva che il posto che avevo visitato fosse di interesse pubblico tanto da meritare che gli utenti lo recensissero per aiutare altri utenti.

dometaia google maps
Il sito di Dometaia

Questo è successo un po’ di tempo fa.

In queste settimane, non so perché, ma sono scelte di Google sulle quali non vado certo a sindacare, il motore di ricerca deve aver cambiato idea.

Ha fatto dei controlli, ha visto che certi luoghi non corrispondevano ai requisiti necessari per godere del servizio e li ha rimossi.

Non solo li ha rimossi, ma lo ha anche gentilmente comunicato a tutti quelli che avevano collaborato, spendendo un minuto e mezzo della loro vita, per scrivere una recensione su quel sito.

In fondo, in piccolo, c’è scritto: ti abbiamo inviato questa email perché hai contribuito pubblicando contenuti su Google Maps.

Eccolo qua il messaggio arrivato direttamente nella mia posta elettronica (tra l’altro gmail) dal colosso di Mountain View.

Appena l’ho letto mi sono chiesto che cosa volesse dire. La recensione l’avevo scritta anni fa ed era stata pubblicata. Che cosa stava succedendo, ora, di diverso?

Non è difficile da capire, me lo spiega lo stesso Google.

Quindi leggo più attentamente la mail, vedo che “il luogo per il quale hai pubblicato un post è stato rimosso da servizi Google come Maps e la Ricerca”, clicco sul link azzurro per visualizzare le norme relative ai contenuti e, tra le varie regole riportate per la non pubblicazione, ne leggo alcune che in effetti possono giustificare questa scelta.

Era già successo qualche settimana prima. Con il sito di Dometaia.

Era andato tutto nello stesso identico modo. Così come sarebbe successo per la Pista ciclabile tra Colle e Poggibonsi, anche su Dometaia Google mi ha espresso i suoi dubbi, comunicandomi che per tagliare la testa al toro, toglieva (pardòn, rimuoveva) la Necropoli Etrusca da Maps e da Search.

Quindi, siccome mi piace scrivere e anche condividere le cose che ritengo utili al prossimo, ci ho scritto un articoletto. Uno e poi un altro.

Il primo su Dometaia e il secondo sulla Pista Ciclabile.

Poi, siccome sono abbastanza giornalista da sapere che le cose che si dicono vanno anche dimostrate, ho aggiunto gli screenshot delle comunicazioni ricevute da Google di persona personalmente.

Ma, è giunto il momento di chiedersi, chi è mai Google per decidere che cosa fa Google?

Evidentemente nessuno.

Perché appena i suddetti articoli sono stati condivisi nel calderone dei social in molti si sono sentiti in dovere di smentire quanto scritto da me riferendo la comunicazione di Google.

Tutti lì a pubblicare uno screenshot dietro l’altro: ecco Dometaia! ecco la Ciclabile!

Non è vero che sono stati rimossi! Ci sono ancora!

Ma che vuoi che ne sappia Google di quello che fa Google. Avranno pensato, grande com’è, un colosso appunto, non potranno mica sapere tutte le mani sinistre che cosa stiano facendo le mani destre.

Loro, quelli che scrivono sui social, invece, lo sanno.

Hanno il telefonino.

In ogni caso, siccome sono una boomer, è da quando ci sono state tutte queste rimostranze che mi sto scervellando sulla questione.

Stai a vedere che mi sono fatta incastrare da un Google qualsiasi e hanno ragione quelli di Facebook (non Zuckerberg, quegli altri…)?

Intanto rispondo ai commenti pubblicando gli screenshot delle email di Google. (Basteranno? Mi chiedo: Google sarà abbastanza primaria come fonte per una decisione presa e comunicata da Google?)

La risposta è: no.

No, perché se si cerca Necropoli Etrusca di Dometaia o Pista Ciclabile Colle Poggibonsi su Maps risulta che esistono sempre.

E giù screenshot come piovesse a dimostrare che Google parla ma non sa nemmeno lui (boh, lo metto al maschile, mancando la nostra lingua del neutro) quello che dice.

Ora, io non credo che si debba essere proprio dei nativi digitali per capire quanto scritto nel messaggio di Google. Anzi, forse basta avere giusto una certa dimestichezza con la lingua italiana.

Il luogo per il quale hai pubblicato un post è stato rimosso da servizi Google come Maps e la Ricerca”.

È stato rimosso da servizi Google come Maps e Search non ha lo stesso significato di: non esiste più nell’universo mondo e nessuno da ora in poi potrà visitare Dometaia o camminare sulla Ciclabile perché Google, potenza sua, li ha dissolti.

Vuole semplicemente dire che quei luoghi non godranno dei “servizi” di Maps e Search.

Allora, provate a scriverci una recensione e vedete un po’ che succede.

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