19 Agosto 2026

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Poesia di un sogno in una fuga da scuola a 6 anni

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Poesia di un sogno in una fuga da scuola a 6 anni

Un buco nella rete di recinzione della scuola sembra ispirare una fuga. E la mente di un bambino di sei anni si apre alla fantasia. Prende per mano l'amichetto e insieme si avviano verso l'ignoto.

La meta è Roma. Piace a Giulio, non si sa perché. Ma per vederla e mostrarla all'amico Edoardo (i nomi sono di fantasia; la storia è reale, accaduta nel Chianti qualche giorno fa) è disposto a tutto.

Perfino a fuggire dalla scuola. A mettere in ansia i genitori, a sconvolgere le insegnanti della Primaria che frequentano. Ma la voglia di avventura era più forte di tutto. La voglia di essere grandi. All'improvviso. In un buco in un rete di recinzione.

Tanto da abbracciare l'incoscienza e mettersi in cammino. Da prendere un autobus e arrivare da Grassina a Firenze. Cercare di raggiungere la stazione da dove prendere un treno per Roma. La città eterna. La città del sogno.

Come sia andata l'ha raccontato la cronaca. Come andrà a finire per la scuola, le insegnanti lo dirà il tempo.

Il babbo del piccolo "monello", come in un film in bianco e nero di Charlie Chaplin, ha detto alla Rai che non sporgerà denunzie. È andata bene e tanto basta.

Ha capito la poesia della fuga del figlio? Forse anche lui sarebbe voluto fuggire e sognare sopra ad un treno che non è partito mai come vita una nota canzone. Avrebbe voluto vedere la realtà scorrere veloce, sfocata, sui finestrini per poi prendere forma all'improvviso, in un mondo sconosciuto. In un mondo immaginato soltanto.

È bello vivere un sogno. È fantastico tentare una fuga per rendere reale un sogno.

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