13 Aprile 2026

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Sì all’energia pulita, no alle speculazioni: la Piana di Rosia difende il proprio futuro

Sì all’energia pulita, no alle speculazioni: la Piana di Rosia difende il proprio futuro

Oltre 700 persone, accompagnati dalle note della Jazz Band locale e dai gonfaloni di numerosi comuni, hanno attraversato ieri le strade di Rosia. Il messaggio è univoco, chiaro e non ammette fraintendimenti: la transizione energetica è necessaria, ma non può diventare il "cavallo di Troia" per speculazioni finanziarie che minacciano di stravolgere il patrimonio paesaggistico ed economico della provincia senese.

       

La Piana di Rosia: "Non è un vuoto da riempire"

Dal palco del campo sportivo, il Sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti ha tracciato una linea netta tra due visioni opposte di futuro. "Oggi segniamo il solco tra chi vede nelle rinnovabili solo un’occasione di profitto e chi, come noi, crede in una visione ecologica frutto di programmazione e rispetto", ha dichiarato Gugliotti.

Al centro della contesa c’è la Piana di Rosia, oggetto di una recente pressione per l’installazione di mega-impianti, tra cui un progetto da 238 ettari e 180 mila pannelli agrivoltaici. Un impatto che la comunità giudica insostenibile per un territorio che ha costruito la propria identità e la propria economia sull'agricoltura e sul turismo di qualità. Già a febbraio, la Giunta comunale ha approvato all'unanimità la richiesta per dichiarare la Piana area di notevole interesse pubblico, un atto politico e amministrativo volto a proteggere quell’ultimo 20% di territorio comunale non ancora vincolato.

Il fronte dei Sindaci: "Stop alle decisioni calate dall'alto"

La manifestazione non è stata solo una protesta locale, ma un coro istituzionale che ha visto la partecipazione della Presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, della Sindaca di Poggibonsi e Presidente Anci Toscana, Susanna Cenni, e di rappresentanti della Regione e delle associazioni agricole come la CIA.

Il tema politico centrale è la pianificazione territoriale. Agnese Carletti ha espresso con forza il disagio dei primi cittadini senesi, firmatari di un documento unitario sul tema: "Non possiamo accettare che i Comuni vengano privati dallo Stato degli strumenti di programmazione. Senza potere di pianificazione, i sindaci perdono l'unica leva di contrattazione per migliorare l'impatto degli impianti o fermare quelli sovradimensionati".

Il riferimento è ai recenti casi che hanno colpito non solo Sovicille, ma anche le Crete Senesi per l'eolico e territori di confine come San Casciano dei Bagni. Il rischio, secondo Carletti, è che le amministrazioni siano relegate a spettatori non paganti di trasformazioni del suolo rapide e irreversibili.

Un bene morale ed economico

La giornata si è conclusa con un appello alla "testimonianza di civiltà". Per il territorio senese, il paesaggio non è un concetto estetico astratto, ma un asset economico vitale.

"Difendere il paesaggio non significa chiudersi al cambiamento", ha concluso Gugliotti, "ma guidarlo. Il paesaggio è un bene morale ed economico da cui dipende la qualità del nostro abitare". La battaglia di Rosia diventa così un simbolo nazionale: la sfida di produrre energia pulita senza distruggere la bellezza e l'autonomia dei territori che quella stessa energia dovrebbero ospitare.

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