09 Aprile 2026

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Sicurezza a Poggibonsi, FdI risponde a Rifondazione: «Il Daspo urbano non è un fallimento, ma serve coraggio politico»

Sicurezza a Poggibonsi, FdI risponde a Rifondazione: «Il Daspo urbano non è un fallimento, ma serve coraggio politico»

Apprendiamo dalla stampa le dichiarazioni di Rifondazione Comunista che, senza mezzi termini, afferma il sostanziale fallimento del Daspo urbano, introdotto su iniziativa dei gruppi di centrodestra. Queste dichiarazioni si appaiano con le posizioni espresse in aula consiliare dal loro stesso gruppo, il quale, in occasione della presentazione da parte nostra dell’Ordine del Giorno per l’utilizzo del Fondo nazionale per la sicurezza urbana e la valutazione dell’uso di parte della tassa di soggiorno per iniziative di pubblica sicurezza, ribadì la sua contrarietà a politiche volte ad aumentare la sicurezza dei cittadini, definendo il nostro atto come “puramente ideologico”. In realtà le uniche posizioni ideologiche erano quelle espresse dalla maggioranza e da Rifondazione, le quali chiudevano ogni possibilità allo sviluppo di un dibattito pubblico e a una valutazione per l’ampliamento di progetti per la pubblica sicurezza.

Il Daspo urbano come strumento contro il degrado

Il Daspo urbano non è la panacea di tutti i mali, ma si tratta di un tassello fondamentale nel rafforzamento della sicurezza urbana, in quanto aumenta gli strumenti in mano all’amministrazione per coadiuvare le Forze dell’Ordine e lo Stato nella lotta alla criminalità e al degrado. Per la sua struttura, esso necessita di essere comminato dal Sindaco in prima battuta e, successivamente, di essere reiterato dal Prefetto. Tuttavia, come ribadito in sede consiliare, la valutazione di una politica pubblica non si esprime in pochi mesi ma richiede diverso tempo. Il Daspo è stato introdotto, dopo una lunga negoziazione, nemmeno un anno fa e la sua applicazione è stata discontinua.

Le cause del declino: integrazione fallimentare e spopolamento

Parte delle forze di maggioranza e Rifondazione Comunista si sono ferocemente opposte alla sua applicazione, riconoscendo la causa della crisi di sicurezza a Poggibonsi nella mancanza di “partecipazione” e di luoghi di aggregazione giovanili. Si ignora il problema: l’esistenza o meno di un consiglio di quartiere nel Centro storico non ha alcun impatto sulla sicurezza cittadina, così come la presenza di locali. Il degrado deriva da anni di politiche d’integrazione fallimentari, da un’incuria generalizzata e dallo spopolamento, financo commerciale, del Centro. Senza considerare che, in virtù della propria posizione geografica, la nostra città è un nodo importante nel traffico di stupefacenti e di altre attività criminali.

Oltre la prevenzione: la necessità di un contrasto attivo

La soluzione alla “questione sicurezza” non può essere unicamente rivolta a politiche “preventive”, ma serve una commistione di strumenti di contrasto attivo e di contrasto passivo. L’educativa di strada, che viene tanto sbandierata, non può funzionare in un contesto come quello poggibonsese, in quanto ci sarebbe bisogno di un ambiente integrato (comprendente scuole, Forze dell’ordine, sanità) in grado di fornire servizi che mancano alla cittadinanza e per colmare le lacune educative della gioventù cittadina. E il problema è proprio qui: la mancanza di sicurezza non è causata solo dai giovani. Infine, la maggioranza degli studi sul tema sono stati effettuati in contesti assai differenti da Poggibonsi, come grandi città nordamericane e/o città di milioni di abitanti in quartieri degradati dal punto di vista economico e sociale e i risultati sono stati alquanto eterogenei.

Conclusioni: basta polemiche, servono soluzioni concrete

La chiusura ideologica di Rifondazione Comunista a qualsiasi tentativo di combattere il degrado dimostra che non vi è alcun interesse da parte loro nella risoluzione del problema, bensì pare si preferisca fare polemica politica di basso livello.

Direttivo FdI Poggibonsi

Manfredi Biotti

Gruppo Consiliare FdI Poggibonsi

Federico Gozzi

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