Ospedale di Nottola, Destra Sociale: «Difendere la struttura per garantire la salute in Valdichiana»
Le criticità che interessano l'ospedale di Nottola non nascono certamente oggi. Parliamo di problematiche che, sotto forme diverse, accompagnano questa struttura praticamente dalla sua nascita e che devono essere affrontate attraverso una visione complessiva della sanità della Valdichiana senese e, più in generale, dell'intera provincia.
Già la realizzazione di Nottola suscitò forti polemiche, a cominciare dalla contemporanea chiusura dei piccoli ospedali presenti sul territorio. Strutture che, pur con i limiti legati alle loro dimensioni, riuscivano a garantire numerose prestazioni e cure ordinarie, mentre i casi più complessi venivano trasferiti a Siena.
Negli anni abbiamo invece assistito a un progressivo ridimensionamento e a una continua rimodulazione della sanità nazionale e locale. Paradossalmente, mentre aumentavano le esigenze di una popolazione distribuita su un territorio molto vasto, si procedeva con razionalizzazioni, accorpamenti e concentrazioni dei servizi.
Nel nostro territorio questo processo ha avuto come punto centrale proprio la creazione dell'ospedale di Nottola. Una struttura che, anche per la propria collocazione geografica, ha posto fin dall'inizio questioni relative ai tempi necessari per raggiungerla e alla gestione degli interventi e dei trasferimenti più urgenti.
A tutto questo si sono aggiunte nel tempo altre criticità: dalla cronica carenza di personale alla necessità di disporre di strumentazioni adeguate e moderne, fino alle problematiche che oggi interessano anche il punto nascita.
Il calo delle nascite segue certamente un trend demografico negativo che riguarda l'intera nazione, ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto una questione statistica. Dietro la denatalità esistono anche problemi legati alla gestione dei territori, alla mancanza di prospettive per i giovani e all'insufficienza delle politiche sociali, familiari e di welfare messe in campo nel corso degli anni dai diversi livelli istituzionali.
Riteniamo apprezzabile che il Partito Democratico stia cercando oggi una soluzione alle problematiche di Nottola. Non possiamo tuttavia dimenticare che molte delle criticità attuali sono maturate proprio durante lunghi anni nei quali il centrosinistra ha avuto un ruolo predominante nella
gestione politica della Regione Toscana e della sanità regionale.Allo stesso modo ci lasciano perplessi alcune recenti posizioni provenienti dal centrodestra regionale, che sembrano in alcuni casi avvicinarsi proprio a quella stessa impostazione della sanità che per anni è stata contestata.La posizione di Destra Sociale è differente e molto chiara: Nottola deve essere difeso, potenziato e completato.
Oggi questo ospedale rappresenta un punto di riferimento per un'area geografica molto vasta e per una popolazione numerosa. Pensare a un suo ulteriore ridimensionamento significherebbe indebolire ancora di più l'assistenza sanitaria territoriale e rischierebbe di produrre un ulteriore sovraccarico sul policlinico di Siena, che deve già affrontare proprie criticità.
Per questo chiediamo agli enti locali, alla Regione Toscana e al Governo di assumersi ciascuno le proprie responsabilità e di avviare un vero lavoro di coordinamento.
Alla Regione chiediamo anche di affrontare con rapidità e concretezza le difficoltà economiche del sistema sanitario, garantendo che le esigenze di bilancio non si traducano automaticamente in minori servizi per i cittadini.
Al Governo chiediamo invece di favorire, insieme a Regione e Comuni, una programmazione che non consideri separatamente sanità, natalità, famiglia, anziani e politiche sociali.Serve un sistema nel quale sanità e welfare accompagnino concretamente il cittadino dalla nascita fino alla vecchiaia, garantendo assistenza, prevenzione e servizi adeguati nelle diverse fasi della vita.
Nel caso specifico di Nottola questo significa avere il coraggio di completare definitivamente la struttura e renderla un ospedale vero, dotato delle professionalità, delle apparecchiature, dei reparti e dei servizi necessari per rispondere alle esigenze della popolazione.
Occorre inoltre garantire personale numericamente adeguato, formato e professionalmente incentivato, creando le condizioni affinché medici, infermieri e operatori sanitari possano scegliere di lavorare e rimanere nelle strutture periferiche.
Trasformare progressivamente Nottola in un mero presidio territoriale sarebbe, secondo noi, un grave errore. Non risolverebbe i problemi della sanità senese ma rischierebbe semplicemente di trasferirli altrove, aumentando ulteriormente la pressione sull'ospedale di Siena e costringendo i cittadini a spostamenti sempre maggiori per ottenere prestazioni che dovrebbero invece essere
garantite sul territorio.
Dopo anni di scelte che riteniamo spesso caratterizzate da una visione troppo miope della programmazione sanitaria, è arrivato il momento che ognuno faccia la propria parte.
Su salute e assistenza non dovrebbero esistere campanilismi né contrapposizioni politiche fini a sé stesse. La salute riguarda tutti, indipendentemente dal colore politico, e proprio per questo le istituzioni devono essere capaci di confrontarsi e trovare soluzioni concrete.
Come Destra Sociale continueremo a monitorare attentamente la situazione dell'ospedale di Nottola e dell'intera sanità provinciale, mantenendo la nostra disponibilità al dialogo istituzionale e mettendo sul tavolo idee e proposte che possano contribuire alla tutela dei cittadini.Difendere Nottola significa difendere il diritto alla salute di un intero territorio. E difenderlo significa soprattutto metterlo finalmente nelle condizioni di funzionare pienamente come un vero ospedale.
Comunicato stampa
Paolo Maccari
Vicepresidente nazionale Destra Sociale
Coordinatore provinciale di Siena

