Teatro Niccolini di San Casciano: al via la stagione 2026-2027 tra prosa e danza
Per il Niccolini di San Casciano in Val di Pesa si inaugura una stagione ricca d’arte e cultura teatrale che segna e testimonia la vitalità di un’importante realtà toscana alimentata da idee e sogni che vengono da lontano, sostenuta dallo stesso rapporto che da trent’anni intrattiene con la sua comunità. Un luogo carico di identità e memoria, incastonato nel tesoro storico del paese, intento a coltivare aspirazioni, elaborare progetti, comunicare linguaggi e costruire prospettive, tese a dare profondità all’atto collettivo del fare teatro. Si apre un nuovo capitolo nella storia dello stabile chiantigiano, riaperto dal 1996, che lega e consolida l’intensa collaborazione con il partner di sempre, Fondazione Toscana Spettacolo, ente che affianca il Comune nella realizzazione del palinsesto, nella valorizzazione e nella promozione dei contenuti artistici.
I punti di forza che, a trent’anni dalla riqualificazione, avvenuta grazie ad un complesso intervento di restauro finanziato dal Comune, spingono il Teatro ad affacciarsi sulla dimensione culturale contemporanea con rinnovata determinazione sono due: lo spessore artistico dei titoli e il prestigio dei protagonisti, nomi illustri nel panorama teatrale nazionale, che rispecchiano la vocazione innata del teatro: la commistione di spettacoli che amano la tradizione e osano con l’innovazione, giocano con le reinterpretazioni dei classici e strizzano l’occhio alle giovani produzioni.
Altro elemento da cui deriva la portata sempre più energica ed estesa del comunale è l’aumento progressivo degli spettatori che ha raggiunto livelli altissimi negli ultimi anni. A dimostrarlo è il dato record degli abbonati e la presenza massiccia del pubblico che la scorsa stagione ha fatto registrare in ogni serata, o quasi, il tutto esaurito. Il Teatro Niccolini è riconosciuto come strumento di conoscenza, crocevia culturale dove puntualmente si aprono spazi dedicati alle produzioni sperimentali, alle produzioni di danza, si attivano progetti ed eventi formativi che generano opportunità di crescita, inclusione e accessibilità attraverso l’arte della scena. Conferiscono ampio respiro alla funzione sociale e artistica del Niccolini la passione, il senso di cura, la competenza della realtà residente, una delle più rilevanti su scala nazionale, la Compagnia Xe, diretta da Julie Ann Anzilotti.
Il cartellone 2026-2027, che si articola su dieci appuntamenti distribuiti in un arco temporale di sei mesi, dal 12 novembre al 17 aprile, mira a far dialogare il linguaggio classico e quello contemporaneo. Gli appuntamenti sono l’espressione della ricerca di un equilibrio tra le varie proposte, aspetto che è diventato una vera e propria cifra della programmazione: la convivenza tra i generi e la possibilità di offrire spettacoli destinati ad un pubblico eterogeneo sempre più sensibile alla qualità e alla diversificazione dell’offerta.
Prosa
La stagione di prosa comprende un interessante ventaglio di titoli in abbonamento. L’apertura del cartellone è affidato a Lucia Poli, Giorgio Lupano, Maria Alberta Navello, Luigi Tabita che portano al Niccolini un classico della tradizione letteraria anglosassone, il capolavoro comico di Oscar Wilde “L’importanza di chiamarsi Ernesto” (12 novembre), curato alla regia da Geppy Gleijeses. “Tipico maschio italiano” è lo spettacolo di e con Lorenzo Maragoni con cui l’amministrazione comunale rievocherà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (27 novembre).
Una delle protagoniste della stagione del Niccolini è la celebre interprete Laura Morante che sul palcoscenico sancascianese approda con “Insieme” (18 dicembre), scritto e diretto da Fabio Marra. Il testo racconta il complesso rapporto tra una madre e la figlia. Il 2027 si inaugura con un testo di grande successo, prodotto dalla compagnia Lombardi–Tiezzi. Si tratta di” Edipus” 30 anni dopo (30 gennaio) di Giovanni Testori con Sandro Lombardi per la regia Federico Tiezzi.
Il palinsesto del Niccolini si contraddistingue per la volontà di dare voce e spazio alla drammaturgia prodotta da giovani talenti che calcano le scene per la prima volta. E’ il caso della rilettura dell’opera eduardiana “Ditegli sempre di sì” (10 febbraio), firmata alla regia da Domenico Pinelli e interpretata da undici attori e attrici under 40. La stagione prosegue con uno spettacolo corale, infarcito di storia, poesia, musica, canto e danza. E’ “Re Lear è morto a Mosca” (domenica 28 febbraio), uno spettacolo dell’Isola del Teatro per la drammaturgia César Brie e Leonardo Ceccanti, con la collaborazione di tutta la compagnia. Dalla tradizione, dall’omaggio alla memoria di un grande teatro, ancora un salto sul terreno della contemporaneità. Rossana Gay e Tommaso Taddei mettono in scena “L’imperativo categorico” (giovedì 11 marzo) di Victoria Szpunberg per la regia Tommaso Taddei. Lo spettacolo successivo è quello di Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri che danno vita a “Scemi del villaggio”, progetto teatrale e regia di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri (21 marzo).
Danza
Quanto alla danza, a calcare le scene del Niccolini sarà in prima nazionale la coreografa italo-americana Julie Ann Anzilotti con “Sii forte e coraggioso” (17 aprile). Lo spettacolo è legato al Progetto Personae, un laboratorio permanente di teatrodanza integrato dedicato a giovani e adulti con disabilità per favorire la socializzazione e l’inclusione attraverso il movimento. Il debutto di “Sii forte e coraggioso” è un lavoro di danza integrata che riflette su temi quali il coraggio, la paura, la resistenza, l’allegrezza, il gioco e l’alleanza.

La danza sarà protagonista anche con la produzione “The Fridas/Wabi Sabi per la coreografia di Sofia Nappi, ispirata all’artista Frisa Khalo (5 dicembre).
I commenti
“Prosegue la proficua collaborazione fra il Comune e Fondazione Toscana Spettacolo - commenta Roberto Ciappi, sindaco del Comune di San Casciano in Val di Pesa - per la stagione teatrale ormai alle porte, un cartellone dinamico costituito da dieci titoli che approfondiscono i temi della contemporaneità in un’armoniosa alternanza con la rilettura dei classici del teatro o della letteratura. Filo rosso della stagione, ricca e diversificata, è la qualità e l’attenzione alla contemplazione di più generi quali la prosa, la danza, il teatro di narrazione e la ricerca. Siamo felici di poter celebrare il trentesimo anniversario della riapertura del nostro stabile, battezzata dalla straordinaria Carla Fracci, con una stagione vivace che si racconta attraverso molteplici linguaggi, rispecchiando la natura eclettica del Niccolini, luogo di comunità, aperto e trasversale”.

“Il Teatro Niccolini - dichiara Sara Albiani, assessore alla Cultura del Comune di San Casciano in Val di Pesa - rappresenta storicamente un punto di riferimento culturale senza età, capace di parlare a generazioni diverse con linguaggi differenti, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di far dialogare il Niccolini con quella fascia di spettatori meno vicina alla realtà di un palcoscenico, per noi è fondamentale intercettare il target giovanile e invitarlo a frequentare il teatro godendo di un programma, come quello confezionato quest’anno, che si propone di divertire e offrire una valida alternativa di intrattenimento”.
IL CARTELLONE NEL DETTAGLIO
giovedì 12 novembre
Lucia Poli, Giorgio Lupano, Maria Alberta Navello, Luigi Tabita
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
traduzione Masolino D’Amico
con Giulia Paoletti, Bruno Crucitti, Gloria Sapio, Riccardo Feola
regia Geppy Gleijeses
costumi Chiara Donato
scene Roberto Crea
luci Luigi Ascione
produzione Dear Friends, ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale
L’importanza di chiamarsi Ernesto, ultima delle sette commedie scritte da Oscar Wilde, debuttò a Londra nel febbraio 1895 e registrò subito un grande successo. Lo scandalo che però poco dopo travolse l’autore, accusato pubblicamente di sodomia, ne causò l’immediata sospensione e non fu più rappresentata finché Wilde rimase in vita. Quando la commedia tornò sulle scene non ebbe difficoltà a confermare il proprio valore. Un testo dal meccanismo perfetto, colmo di battute fulminanti, dialoghi brillanti, paradossi e nonsense tipici dello stile di Wilde. L’opera è una critica alla società vittoriana con le sue rigide imposizioni sociali, l’ipocrisia, le buone maniere, il rincorrere l’apparenza, il moralismo formale. Tutti i personaggi, non solo i protagonisti, si esprimono attraverso virtuosismi verbali, battute ciniche e sarcasmo e un grande pregio della versione messa in scena da Geppy Gleijeses è proprio il voler rispettare l’impostazione data dallo stesso Wilde: una recitazione che nello stesso tempo risulta non farsesca e neppure realistica.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
venerdì 27 novembre
TIPICO MASCHIO ITALIANO
Uno spettacolo che inizia dalla fine di una storia d’amore e finisce dove deve finire
di e con Lorenzo Maragoni
musiche originali Giovanni Frison
regia Lorenzo Maragoni
produzione Teatro Metastasio di Prato, in collaborazione con Retropalco srl, con il sostegno di Carrozzerie
| n.o.t
Tipico maschio italiano è uno spettacolo che inizia dalla fine di una storia d’amore e finisce dove deve finire. Come si può parlare, oggi, da uomo, di amore, di sesso, di consenso, di rifiuto, di gelosia, di manipolazione, di violenza, ma anche di autenticità, di emozioni, di libertà in modo credibile? Tipico maschio italiano chiama a raccolta gli uomini per cercare di gettare le maschere che sentono di dover indossare, per cercare di riconoscere i comportamenti problematici, per cercare delle alternative.
Lo spettacolo, che nasce dalla wake up call seguita al femminicidio di Giulia Cecchettin, si sviluppa come una riflessione a livello nazionale, coinvolgendo gruppi di autocoscienza maschile, esperti e il pubblico, in un’indagine sulle dinamiche della maschilità in Italia. Storie personali, testimonianze e punti di vista si intrecciano, partendo dalla biografia personale di un uomo che finisce una storia d’amore, e arrivando alle domande che ci riguardano. Lo spettacolo si propone di trattare questi temi delicati con leggerezza e ironia. Con un approccio intimo e disarmato, lo spettacolo prova a metterci davanti a una verità difficile ma necessaria: è arrivato il momento di un cambiamento, soprattutto per noi uomini che non sapevamo di dover cambiare.
progetto Note dinamiche
sabato 5 dicembre
THE FRIDAS/WABI SABI
The Fridas
coreografia Sofia Nappi
in collaborazione con i danzatori Paolo Piancastelli, Adriano Popolo Rubbio
produzione Komoco/Festival Danza in Rete – Teatro Comunale Città di Vicenza
Wabi-Sabi coreografia Sofia Nappi
danzatori Sofi a Nappi, Adriano Popolo Rubbio, Paolo Piancastelli
produzione Komoco/Sofia Nappi
The Fridas è un duetto ispirato al dipinto Le due Frida di Frida Kahlo, e esplora il complesso tema dell’identità umana attraverso un rapporto di complicità e contrasto tra due danzatori. Movimenti speculari e divergenti incarnano conflitti e armonie interiori, così come l’espressività fisica e l’uso dello spazio (nel linguaggio Komoco considerato elemento vivo capace di unire e dividere), rappresentano due elementi complementari ed essenziali nella ricerca. Wabi-Sabi, dal giapponese, indica una visione del mondo incentrata sull’accettazione della transitorietà delle cose e sulla ricerca della bellezza nell’imperfezione e nell’incompletezza delle nostre vite. Wabi-Sabi esplora il nostro viaggio di vita come individui, perlopiù costantemente insoddisfatti e in diversi stadi di tormento e propone una riflessione sulla nostra esistenza. L’accettazione dell’essenza della nostra natura e della bellezza che si può trovare nell’imperfezione porta crescita, rinnovamento e gioia.
venerdì 18 dicembre
Laura Morante
INSIEME
scritto e diretto da Fabio Marra
con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia Palau
musiche Claudio Del Vecchio
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
disegno luci Giuseppe Filipponio
video design Stefano Di Buduo
produzione Ente Teatro Cronaca, MAT Scène Productions
“Insieme” racconta il complesso rapporto tra una madre, Isabella, profondamente legata e protettiva nei confronti del figlio Michele, e la figlia Sandra, che cresce sentendosi esclusa e desiderosa di recuperare il rapporto con la madre. La storia affronta il tema della disabilità e delle difficoltà che possono emergere all’interno della famiglia, interrogandosi sull’accettazione della diversità, sul senso di inadeguatezza e sul valore che attribuiamo alla vita. Il testo invita inoltre a riflettere sui pregiudizi e sul concetto di “normalità”, sottolineando l’importanza di comprendere e valorizzare ogni persona nella sua unicità. L’obiettivo è promuovere una società più inclusiva, capace di accogliere le fragilità e offrire a ciascuno il sostegno necessario, senza lasciarsi condizionare da schemi e aspettative prestabilite.
sabato 30 gennaio
Lombardi–Tiezzi
EDIPUS
30 anni dopo
di Giovanni Testori
con Sandro Lombardi
regia Federico Tiezzi
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
in collaborazione con Fondazione Teatri di Pistoia e Associazione Giovanni Testori
A distanza di 30 anni, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi riallestiscono uno dei loro maggiori successi, quell’“Edipus” di Giovanni Testori che, all’indomani della morte del suo autore, ne rilanciò la drammaturgia. In Edipus si narra di un capocomico abbandonato da tutti che, sera dopo sera, è costretto a mettere in scena tutto solo l’Edipo di Sofocle coprendo tutti i ruoli e tutte le funzioni: da Laio a Giocasta, da Edipo a Dioniso, nel progressivo intensificarsi di una tensione al delirio e alla follia. Eros e politica, religiosità e senso panico della natura, gusto del grottesco e anarchica rivendicazione di una libertà assoluta, si intrecciano in un groviglio inestricabile, dipinto con i colori plumbei e funerei della grande pittura lombarda del seicento. Ma attraversato di continuo da irresistibili scariche di comicità.
mercoledì 10 febbraio
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli
DITEGLI SEMPRE DI SÌ
di Eduardo De Filippo
regia Domenico Pinelli
e con Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace scene Luigi Ferrigno, Sara Palmieri costumi Viviana Crosato, Antonietta Rendina
musiche Mario Autore
foto di scena Francesco Maria Attardi
produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
Domenico Pinelli, alla sua prima regia teatrale, guida un cast di undici giovani attori under 40 che con audacia e passione hanno deciso di portare in scena uno dei capolavori eduardiani. “Ditegli sempre di sì” è una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia. In questo allestimento si presta una maggiore attenzione al testo e agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa e articolata approfondendo la condizione umana di tutti i personaggi.
domenica 28 febbraio
RE LEAR È MORTO A MOSCA
uno spettacolo dell’Isola del Teatro
drammaturgia César Brie e Leonardo Ceccanti, con la collaborazione di tutta la compagnia
testo ispirato al libro di Ala Zuskin Perelman, I viaggi di Veniamin – Vita, arte e destino di un attore ebreo
regia César Brie
attori creatori César Brie, Leonardo Ceccanti, Eugeniu Cornitel, Davide De Togni, Anna Vittoria Ferri,
Tommaso Pioli, Annalesi Secco, Laura Taddeo, Alessandro Treccani
lavoro corporale Vera Dalla Pasqua
scenografia dell’ensemble, costumi Matteo Corsi
luci César Brie e l’ensemble
musica Pablo Brie e musiche tradizionali Yiddish
consulenza storica Antonio Attisani
foto di scena Paolo Porto
ringraziamenti coniugi Spezia, Rossella Tansini, Altea Bonatesta, Michelangelo Nervosi
vincitore Premio “Theatrical Mass 2023”
produzione Teatro dell’Elfo, Isola del Teatro, Campo Teatrale
La storia di Solomon Michoels e Veniamin Zuskin, due attori giustiziati dal regime staliniano nel 1948 a causa della loro arte. Lavoravano al Goset, il Teatro Ebraico di Mosca ed erano protagonisti del primo e unico Re Lear in yiddish mai più andato in scena. Condannati per aver volato troppo in alto, colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti, danze e poesie in lingua yiddish nell’Unione Sovietica di Stalin. Attraverso i dipinti di Chagall, le lettere di Gordon Craig e i personaggi del Re Lear di William Shakespeare, Cèsar Brie racconta una storia vera, ormai dimenticata. Uno spettacolo corale, pieno di storia e di poesia, di musica, canto e danza. Un omaggio alla memoria di un grande teatro e due straordinari attori del Novecento.
giovedì 11 marzo
L’IMPERATIVO CATEGORICO
L’imperatiu Categòric
di Victoria Szpunberg
regia Tommaso Taddei
con Rossana Gay e Tommaso Taddei
luci e tecnica Antonella Colella
traduzione Pino Tierno
produzione GOGMAGOG, Fondazione Armunia Castello Pasquini
con il sostegno di: Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo e con il sostegno di Giallo Mare
Minimal Teatro
Clara, una cinquantenne professoressa di filosofia precaria e appena separata, si ritrova a vagare nel caos urbano tra stipendi insufficienti, case inaccessibili a causa dell’overtourism e un sistema accademico sordo e cinico. Accerchiata da una serie di figure maschili rigide e alienanti che incarnano il potere sociale, dall’agente immobiliare al preside, dallo psichiatra al vicino di casa, la donna inizia a manifestare malesseri psicofisici e a scivolare in un labirinto demoralizzante di svenimenti e pensieri oscuri. Sarà il fortuito ritrovamento di un coltello da cucina affilato ad alterare la sua bussola interiore, trasformando la tragedia quotidiana in una tragicommedia nera in cui l’etica kantiana si scontra con il rifiuto di una morale imposta e oppressiva.
domenica 21 marzo
Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri
SCEMI DEL VILLAGGIO
progetto teatrale e regia Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri
drammaturgia Niccolò Fettarappa
aiuto regia Maria Chiara Arrighini
contributo intellettuale Christian Raimo
sound designer Lorenzo Minozzi
produzione Agidi e ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale
con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” 2024
Scemi del villaggio è un grido teatrale che vuole riscoprire la città con lo sguardo satirico e surreale, tipico di Fettarappa/Guerrieri. Protagonista è il territorio e il rapporto conflittuale con i diversi spazi sociali, dai paesi di provincia alle metropoli. Al centro dello spettacolo le città di tutto il mondo che tendono sempre più ad assomigliarsi e ad omologarsi secondo i dictat del mercato e del turismo. Turisti e militari fanno festa per il centro, mentre gli ultimi vengono scortati in periferia. Le città diventano sempre più macchine di espulsione, enclave chiuse di ricchi privilegiati. Venezia può essere affittata per eventi privati, mentre intanto i centri sociali vengono sgomberati. Insomma, come “stiamo insieme” nelle nostre città? Male, ci stiamo molto male.
prima nazionale
sabato 17 aprile
lunedì 19 aprile matinée per le scuole
SII FORTE E CORAGGIOSO
coreografia Julie Ann Anzilotti
con Marco Bandinelli, Emanuele Checcucci, Giulia Ciani, Damiano Forni, Valentina Foschi, Filippo
Gori, Francesca Lentucci, Francesca Mazzoni, Manola Nunziati, Luciano Nuzzolese, Federica Salvini
scena Tiziana Draghi
costumi Loretta Mugnai
responsabile tecnico Francesco Margarolo
organizzazione Lorenzo Alla
produzione Compagnia Xe
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune San Casciano Val di Pesa,
Fondazione Toscana Spettacolo Onlus con il contributo di Fondazione CR Firenze
La Compagnia Xe è una storica realtà di teatrodanza fondata e diretta a Firenze nel 1991 dalla coreografa e regista Julie Ann Anzilotti con l’obiettivo di studiare e approfondire il legame tra il linguaggio della danza e quello del teatro. Dal 1997 ha la sua residenza coreografica presso il Teatro Comunale Niccolini di San Casciano Val di Pesa e cura il Progetto Personae, un laboratorio permanente di teatrodanza integrato dedicato a giovani e adulti con disabilità per favorire la socializzazione e l’inclusione attraverso il movimento. Lo spettacolo in prima nazionale Sii forte e coraggioso è un lavoro di danza integrata che riflette su temi quali il coraggio, la paura, la resistenza, l’allegrezza, il gioco e l’alleanza.
Inizio spettacoli ore 21
Campagna abbonamenti
rinnovi fino al 12 ottobre - nuovi abbonamenti dal 12 al 26 ottobre
abbonamento 10 spettacoli
platea e palco centrale: intero € 130, ridotto € 115, palco laterale: intero € 100, ridotto € 80
abbonamento Niccolini under 30 - 4 titoli a scelta
palco laterale €30
biglietti
platea e palco centrale: intero € 18, ridotto € 16, ridotto per allievi corsi e laboratori € 13
palco laterale: intero €14, ridotto € 12, ridotto per allievi corsi e laboratori € 9
biglietto futuro under 30 in collaborazione con Unicoop Firenze e carta Studente della Toscana € 8
biglietto ridotto punti Coop € 10
riduzioni
over 60, soci Coop, ARCI, ACLI, SDIAF, ChiantiBanca, possessori Carta dello spettatore FTS (solo per i
biglietti), allievi corsi e laboratori in residenza al Teatro Niccolini,
promozione biglietti Coop per i soci Coop e attiva la promozione 1000 punti mille emozioni.
Info e adesioni presso i punti vendita Unicoop Firenze.
info e prevendita Teatro Niccolini, ufficio segreteria piazza della Repubblica, 12
lunedì, martedì e venerdì ore 9.30 - 13.30, giovedi ore 9.30 - 13.30 e 15-19
tel. 055 8256388 teatroniccolini@gmail.com - prevendite BoxOffi ceToscana e Ticketone
apertura sala e biglietteria un’ora prima dello spettacolo
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