Inaugurata a Serre di Rapolano la mostra “Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone”
Taglio del nastro, sabato 10 ottobre, per la mostra “Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone”, allestita nel Museo dell’Antica Grancia di Serre di Rapolano e dedicata a uno degli aspetti meno conosciuti della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini: il suo rapporto con la pittura, il paesaggio e la figura umana. L’inaugurazione pomeridiana è stata preceduta nella mattina dalla preview per la stampa, a cui hanno partecipato Alessandro Starnini e Giulia Russo, rispettivamente sindaco e assessora di Rapolano Terme che ha coordinato l’iniziativa per conto del Comune; Alessandro Ricceri e Carolina Taddei, rispettivamente presidente e coordinatrice della Fondazione Musei Senesi, Monica Barbafiera, vicepresidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze. Insieme a loro i curatori della mostra, Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti. L’esposizione sarà aperta al pubblico da domani, domenica 11 ottobre, e rimarrà allestita fino al 10 gennaio 2027.

La mostra - promossa dal Comune di Rapolano Terme in collaborazione con Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Vernice Progetti Culturali, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e l’Archivio Giuseppe Zigaina - si concentra su uno degli aspetti meno noti della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini: la sua attività pittorica. «Come per molti intellettuali del suo tempo, Pasolini è stato un artista poliedrico», spiega Daniela Ferrari, curatrice dell’esposizione. «Tra tutte le discipline, quella di pittore è meno conosciuta, ma è parte integrante della sua produzione. Lo si nota nella predilezione per la camera fissa, per i movimenti che invitano alla contemplazione, per le citazioni raffinate. Una sensibilità che molto deve alla cultura visiva assorbita negli anni della formazione».
Il percorso svela un taglio inedito: il legame con i paesaggi e le persone che li hanno plasmati. «In Pasolini, il tema del corpo e del paesaggio», fa eco il curatore Riccardo Maria Balzarotti, architetto, «è parte di uno stesso nucleo di lettura del mondo. Una ricerca nata sotto la luce della subalternità, maturata nell’incontro con le classi contadine di Casarsa».
La sede dell'Antica Grancia di Serre di Rapolano, storicamente una delle tenute agricole del Complesso del Santa Maria della Scala, si rivela quindi il luogo ideale per ospitare l’itinerario: recentemente sottoposta a lavori di restauro, torna oggi a celebrare l’ancestrale rapporto tra le campagne e l’azione degli uomini e delle donne.
La mostra è realizzata con la partecipazione dell'ERPAC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ha il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e del Centro Studi Pier Paolo Pasolini; in collaborazione con LivinGrancia e Unicoop Firenze; con il contributo di Estra e la mobility partnership con at - autolinee toscane.
LA BIBLIOTECA PERSONALE DI PASOLINI
L’allestimento prende avvio da una sala dedicata alla Biblioteca di Pasolini, con alcune delle prime edizioni degli scritti dello stesso e volumi appartenuti alla sua selezione personale, tutti provenienti dalla Biblioteca e dall'Archivio del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze.
Da un lato spiccano i suoi testi: Poesie a Casarsa, La meglio gioventù, La religione del mio tempo, Teorema, Trasumanar e organizzar, Il sogno di una cosa, Scritti corsari e i Quadri friulani de Le ceneri di Gramsci. Dall'altro, le letture degli amici: Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, La noia di Alberto Moravia, Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani e Il principe costante di Alberto Arbasino (il cui ritratto realizzato da Pasolini è in mostra). Inoltre, si trovano testimonianze critiche e giornalistiche: l'inchiesta di Bolaffi Arte (con le foto di Massimo Listri) sugli scrittori-pittori, l'articolo Pasolini recensisce Pasolini da “Il Giorno” e la prima raccolta I disegni 1941/1975 curata dall'amico Giuseppe Zigaina.
Già in questa prima sezione viene introdotta una riflessione sul paesaggio, attraverso una selezione di libri, pubblicazioni originali, fotografie e immagini di scena volte a ricomporre un ideale tavolo di lavoro. Tra questi, la Casarsa della Delizia rurale del Casel e del Tagliamento, il casone di Grado, legato al rapporto con Giuseppe Zigaina e alle riprese di Medea, la Tuscia e il rifugio della Torre di Chia. I tavoli espositivi sono progettati dallo studio AOUMM; il design è ispirato al piano di lavoro che Pasolini usava nella sua abitazione di Sabaudia: il tavolo Effe dell’Autoprogettazione di Enzo Mari.
IMMAGINI COME POESIE. POESIE COME IMMAGINI
La sezione sulle opere pittoriche si apre con un omaggio a Roberto Longhi, storico dell’arte e maestro di cui Pasolini riconobbe sempre il profondo debito formativo. La sua fu una lezione incentrata sulla lettura critica dell'opera, sull'impaginazione della visione e sulla scelta dei soggetti: elementi destinati a influenzarne l'intera produzione. Il profilo di Longhi — parte di una serie di omaggi realizzati nel 1975, a decenni dagli anni universitari e ben oltre la scomparsa del maestro — introduce il pubblico all'universo pittorico pasoliniano. Dipingere è un’esigenza vitale che affianca e nutre la scrittura e il cinema, come testimonia una continua sperimentazione materica condotta su qualsiasi supporto e con i materiali più diversi, anche casuali. Dalle opere visive di Pasolini affiorano i temi della sua poetica: le abitazioni umili, gli animali e i paesaggi di Casarsa dove i luoghi e le figure umane sono indagati attraverso la materialità del colore e la forza del tratto.
(AUTO)RITRATTI. PASOLINI ALLO SPECCHIO, LO SPECCHIO DI PASOLINI
Pasolini ritrae amici, intellettuali e volti incontrati per caso, accentuando attraverso il tratto e il segno la sua interpretazione del soggetto. Nelle opere più celebri come l’Autoritratto con la vecchia sciarpa (1946), Pasolini attraverso poche pennellate fa emergere gli zigomi, le gote e le orbite degli occhi in ombra, in un equilibrato dialogo cromatico tra toni del verde, dell'azzurro e del rosso.
Per tutta la vita affianca a soggetti quotidiani i volti delle figure chiave del suo percorso umano e artistico, come Alberto Arbasino, Giuseppe Zigaina e Andrea Zanzotto, fino al famoso studio sul profilo di Maria Callas.
PASOLINI E ZIGAINA. TRA AMICIZIA E VISIONE
In mostra trova spazio una ricerca dedicata alla laguna con opere di Pasolini e di Giuseppe Zigaina, pittore friulano suo grande amico e figura chiave. Emergono analogie negli sguardi verso la laguna e, più in generale, in relazione al paesaggio. «Pasolini dipingeva da poeta e faceva film da pittore»: così Giuseppe Zigaina sintetizzava l'intreccio tra le discipline nella vita di Pasolini, dove il disegno si faceva cinema e viceversa – come evoca il bozzetto per La Terra vista dalla Luna. È Zigaina a introdurlo alla laguna di Grado e all’isolotto di Mota Safon: la mostra espone sia le opere di Pasolini, sia gli scatti dell'amico che lo ritraggono al lavoro. Qui, nell’estate del 1969, Pasolini gira esterni di Medea e ritrae Maria Callas sperimentando sabbia, colla e spumante. Nel 1970, durante il festival cinematografico gradese fondato in antitesi al Festival del Cinema di Venezia, torna al disegno ritraendo i fiori viola di limonio tipici degli isolotti.
PER E CON PIER PAOLO PASOLINI. OPERE VIDEO
Una selezione di contributi audiovisivi dà corpo, voce e movimento ai temi della mostra. In Pasolini e la forma della città (1974), Pasolini attraversa Orte e Sabaudia insieme a Ninetto Davoli, trasformando la lettura del paesaggio urbano in una critica antropologica all'omologazione consumistica. Pasolini. Il corpo e la voce (2015) restituisce un ritratto dell'intellettuale, attingendo ai materiali restaurati delle Teche Rai, mentre la sezione si conclude con 1° Maggio a Cervignano (1953), l’unico film realizzato da Giuseppe Zigaina, attorno al rito collettivo della Festa dei lavoratori, documentato sul campo insieme all'amico Ado Buiatti.
OMELIA CONTADINA E LA CAMPAGNA CONTEMPORANEA
A corredo della mostra, viene proposto un dialogo con la stretta contemporaneità attraverso la proiezione di Omelia Contadina (2020), azione cinematografica realizzata da Alice Rohrwacher e JR sull'altopiano dell’Alfina. Allarmati dalla devastazione del paesaggio e dalla scomparsa dell'agricoltura tradizionale, i due artisti danno vita a una potente azione corale partendo dall’assunto che se il mondo contadino è davvero finito, allora se ne possono celebrare i funerali. I monumentali ritratti di quattro agricoltori del luogo, scattati da JR, vengono portati in processione e sepolti tra le orazioni funebri dei presenti. L’opera, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2020, evoca le riflessioni di Pier Paolo Pasolini sulla scomparsa del mondo agricolo, divorato dall’iperproduttività e dallo sfruttamento delle persone e delle terre.
IL CATALOGO
Il progetto di mostra è completato dal catalogo edito da Sillabe (Livorno) che raccoglie, oltre ai testi dei curatori Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti, contributi di Federico Abate, dottorando in storia dell’arte all'Università di Siena e specializzato sui rapporti tra Roberto Longhi e i collaboratori, Marta Ghigi, storica dell’arte contemporanea, di Francesca Agostinelli, responsabile dei progetti di valorizzazione della Casa del pittore Zigaina a Cervignano del Friuli, e di Franco Zabagli, filologo e critico letterario, a lungo curatore del fondo di manoscritti di Pier Paolo Pasolini presso il Gabinetto Vieusseux.
FONDAZIONE MUSEI SENESI
Fondazione Musei Senesi è il sistema museale della provincia di Siena e rappresenta la prima rete museale della Toscana. Da oltre vent’anni si impegna nella promozione e valorizzazione del territorio, ricercando l’integrazione tra le collezioni e i loro contesti di provenienza, le comunità locali, le tradizioni e il paesaggio. FMS collabora inoltre con gli istituti di ricerca, le realtà produttive, la filiera turistica e le attività creative. Oggi, la Fondazione coordina oltre 50 musei dedicati agli aspetti materiali e immateriali del patrimonio culturale: preziose testimonianze archeologiche, capolavori d’arte, affascinanti collezioni scientifiche e naturalistiche, raccolte storiche ed etnografiche.
Un territorio, tante storie.
DICHIARAZIONI ISTITUZIONALI
“L’Antica Grancia di Serre di Rapolano – affermano il sindaco di Rapolano Terme, Alessandro Starnini, e l’assessora Giulia Russo che ha coordinato l’iniziativa per conto del Comune – rappresenta un luogo di forte vocazione storica e sociale che abbiamo recentemente riqualificato e valorizzato come spazio di cultura e di confronto contemporaneo. La mostra dedicata a un lato così originale e meno conosciuto di un intellettuale straordinario come Pier Paolo Pasolini rafforza questa vocazione e accende i riflettori sul rapporto fra paesaggio, persone e trasformazioni della società che attraversa l’opera di Pasolini e che trova nelle Crete Senesi e nella storia della Grancia un contesto particolarmente suggestivo. Questo progetto è di grande valore ed è stato costruito grazie a una rete importante di istituzioni che ringraziamo per aver permesso al nostro territorio di ospitare un appuntamento di così alto profilo. Ringraziamo sentitamente tutti i soggetti che hanno reso possibile questa bella iniziativa culturale”.
“Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti – commenta la coordinatrice della Fondazione Musei Senesi, Carolina Taddei – hanno curato il percorso espositivo tra le sale dell’Antica Grancia, un luogo in cui la campagna e il lavoro agricolo che l'ha modellata risuonano in ogni ambiente, mettendosi in dialogo con un nucleo selezionato di opere di Pier Paolo Pasolini e con il suo profondo legame con la terra e chi la abita. La mostra vede come primo prestatore il Gabinetto Vieusseux, custode di tante opere e della biblioteca di Pasolini, insieme alla collaborazione dell'Archivio Zigaina e al patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini: è nato, dunque, un progetto scientifico di alto valore che sarà accompagnato dal catalogo edito da Sillabe. Un lavoro accurato che porta Pasolini nel territorio e proietta l'eco delle sue riflessioni nella contemporaneità, fino al richiamo dell'opera video Omelia Contadina di JR e Alice Rohrwacher».
“La mostra – aggiunge il presidente della Fondazione Mps, Riccardo Coppini – è un'occasione preziosa per approfondire una dimensione meno conosciuta ma fondamentale dell'opera di Pier Paolo Pasolini, restituendone la complessità attraverso il linguaggio delle arti visive e il suo profondo legame con il paesaggio e con l’umanità che lo abitava. È un progetto che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e realtà culturali diverse, capaci di condividere competenze, visioni e patrimonio di conoscenze per costruire un'iniziativa di grande valore per il territorio. Come Fondazione Mps sosteniamo questo percorso perché crediamo nella cultura come strumento di crescita civile, confronto e partecipazione. Favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati e rendere accessibili contenuti culturali di alta qualità significa contribuire a rafforzare il legame tra comunità, memoria e futuro, offrendo al territorio opportunità concrete di conoscenza e approfondimento”.
Informazioni
Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone
A cura di Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti
11 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
Antica Grancia di Serre di Rapolano, Rapolano Terme (SI)
Anteprima stampa 10 ottobre ore 11.30
Orari: venerdì ore 15-18.30, sabato e domenica ore 10-13 e 15-18:30
Antica Grancia di Serre di Rapolano Terme, Via Antica Grancia 3

