Con il fine lavori del teleriscaldamento a Belforte torna lo Statuto del 1382
Taglio del nastro, lavori per il teleriscaldamento conclusi, fibra ad alta velocità, nuova pavimentazione. Ma non potevano mancare le radici, la storia. Ed infatti a Belforte, con la festa di fine lavori, è tornata anche una copia dell’antico Statuto di questo borgo che un tempo è stato Comune sotto il controllo di Siena e poi di Firenze.
“E’ la sorpresa che abbiamo voluto fare a questa comunità - fa notare il sindaco Francesco Guarguaglini – Lo Statuto del Comune di Belforte del Contado di Siena serviva a chi aveva il controllo dei territori per ricordare le norme. Qui ci sono le antiche regole di quella antica società. Regole che testimoniano modalità di gestione nonché i principi del governo di questo territorio che aveva una sua autonomia e non faceva ancora parte del Comune di Radicondoli. Lo Statuto serviva a chi aveva il controllo dei territori. Il grazie di tutti va alla preziosa collaborazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica per la Toscana e il Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale”.

Il documento presentato durante la festa di fine lavori, che rimarrà nell’archivio storico del Comune di Radicondoli, è una copia autentica della metà del ‘700. E’ un grande registro legato in legno e cuoio con borchie e chiusure metalliche. E’ ben conservato nelle carte e negli inchiostri, ma dovrà essere restaurato. Contiene una copia dello Statuto del Comune di Belforte redatto nel 1382 con aggiunte, riforme e approvazioni apportate nel tempo fino ad arrivare all'inglobamento a Radicondoli.
E’ disponibile grazie alla collaborazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica per la Toscana e il Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che hanno permesso la restituzione al Comune di questo importante strumento. L’originale del 1382 è conservato in presso l’Archivio di Stato di Siena.
“La "festa del nostro registro" è grande anche perché in tempi remoti era andato perduto. Grazie a una ricerca promossa dall’amministrazione comunale e con l'intervento del Nucleo dei Carabinieri per il patrimonio culturale, coadiuvato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica per la Toscana, è stato individuato e restituito al Comune - conclude il sindaco Guarguaglini – Ora ci occuperemo di definire il piano di visite guidate all’interno dell’Archivio storico del Comune di Radicondoli, attività di valorizzazione già avviata da tempo e che raccoglie grande successo. La prossima visita all’Archivio sarà l’11 di settembre, speriamo in quel contesto di poter avere già anche a disposizione questa meravigliosa testimonianza di storia, utile a tutti noi”.
La storia dello Statuto e i suoi contenutiv
La scelta del contenuto dello Statuto si deve, a partire dal 1382, a tre statutari locali eletti dal Consiglio generale di Belforte, mentre la stesura materiale è stata a cura del notaio e vicario senese. Al suo interno al “rubricario” seguono il “proemio” e tre gruppi di norme: il primo sull’organizzazione comunale, il secondo sul processo e sul diritto civile, il terzo sul processo e diritto penale, aspetto questo assolutamente non comune. Lo Statuto di allora infatti (diversamente dallo Statuto di oggi) era un corpus unico che comprendeva norme di diritto pubblico, amministrativo, civile e penale. I contenuti venivano elaborati da cittadini (di una certa cultura ovviamente) del posto che quindi elaboravano delle norme adatte alla loro comunità e al loro territorio (a Belforte, ad esempio, venivano promesse ricompense pecuniarie se uno si presentava con un lupo morto, perché faceva paura, mentre non si parla della pesca perché residuale). Alla fine, per la stesura materiale, ci voleva un professionista della scrittura e della legge e quindi ci si rivolgeva a un notaio che era anche in grado di firmare il documento e dare quella "autorevolezza" indispensabile per farlo riconoscere.
Belforte è stato inglobato nel Comune di Radicondoli il 1 gennaio del 1778, fino ad allora le norme dello Statuto sono rimaste in vigore. Belforte aveva già perso la sua autonomia (come altri Comuni del resto) a favore di Siena, dopo arrivò Firenze. Per poter controllare quanto succedeva nel territorio, a Siena venne istituito un ufficio (il Magistrato dei regolatori) con il compito di fare copie degli Statuti dei Comuni sottomessi al fine di poterli controllare meglio. Vennero fatte delle copie, come nel caso di Belforte. L'originale spesso rimaneva all'ufficio dei copisti a Siena e la copia veniva resa al Comune che da quel momento in poi considerava la "copia" il suo "originale".

