15 Ottobre 2026

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Comunità Energetica Rinnovabile

A Castellina in Chianti si presenta la Comunità Energetica, domani, 16 ottobre, alle 21 in Sala Brunelleschi

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A Castellina in Chianti si presenta la Comunità Energetica, domani, 16 ottobre, alle 21 in Sala Brunelleschi

La Comunità Energetica si presenta a Castellina in Chianti nell’iniziativa pubblica che si terrà domani venerdì 16 ottobre alle 21 in Sala Brunelleschi con il sindaco Giuseppe Stiaccini.

 

Si parlerà del perché aderire alla Cer, dei benefici economici, dei benefici sociali, di come aderire e di chi può aderire. Tutte informazioni che partono da un presupposto: una delle modalità concrete, fattibili, capaci di dare risultati di risparmio e efficienza sul fabbisogno di energia elettrica e gas per riscaldamento è la Comunità Energetica a cui l’amministrazione di Castellina ha già aderito. Ora c’è da metterla in pratica, spiegare come funziona, quali sono i vantaggi, accompagnarne il percorso, aderire e iniziare a generare benefici per la comunità.

 

In primo luogo, fare Comunità Energetica vuol dire consentire ad ogni cittadino, impresa, attività, associazione di aggregare persone e soggetti giuridici attorno a un obiettivo, una finalità sociale e ambientale, si produce energia, si consuma, si condivide una parte della produzione con gli altri membri, si limitano le perdite delle reti di distribuzione, si generano risparmi per i semplici consumatori, si ottengono benefici economici”.

 

Tutti Possono aderire ad una Cer: il singolo POD, ovvero il singolo contatore delle abitazioni residenziali singole e plurifamiliari, i condomini, le pubbliche amministrazioni (edifici di servizio, scuole, ecc.), le piccole e medie imprese (e le associazioni sindacali di categoria), le associazioni, le aziende agricole, i pubblici esercizi e i centri di servizio e commerciali.

 

La Cer, poi, conviene. La famiglia o l’azienda che vogliono investire in un nuovo impianto, ovvero per il “Prosumer”, in primo luogo hanno un risparmio, quasi totale, dei propri costi. Inoltre, rendono possibile che la loro energia, non consumata, sia usata direttamente dagli altri soci della Cer. Questo scambio interno alla Cer, “energia condivisa”, genera un incentivo che viene riconosciuto dalla Cer. L’energia autoconsumata ha un premio per 20 anni di 10,57 euro a MWh (corrispettivo ARERA) che i produttori non potrebbero avere se non fossero soci della Cer, ma soprattutto l’energia utilizzata dai soci collegati in Cer è valorizzata con circa 100 euro MWh. La somma dei benefici è ripartita dalla Cer stessa, da ogni socio, cittadino o impresa, non c’è un Decreto o una legge che stabilisce: ogni Cer decide per conto proprio. Al produttore va una ulteriore parte dei benefici.

 

Per chi non ha possibilità di mettere gli impianti fotovoltaici, ovvero un “Consumer”, far parte della Cer come membro collegato comporta ugualmente dei vantaggi. Sulla base della quota decisa dalla Cer, al singolo consumatore viene assegnata a fine anno una quota, che può arrivare anche al ristoro del 10% della bolletta media, ovvero 100-150 euro all’anno per una famiglia media, semplicemente per aver condiviso (consumato, senza fare niente) l’energia prodotta a Castellina dai soci Cer invece che da una centrale termoelettrica di Livorno, magari. E poi, un “Consumer” che vuole fare un investimento diventa automaticamente “Prosumer” con tutti i vantaggi che ne derivano e con l’ampliamento dei benefici indotto sulla Cer negli anni seguenti. Il nuovo Prosumer è stimolato a fare gli investimenti dalla Cer stessa che agevolerà la conoscenza degli strumenti di incentivo esistenti per interventi nel campo dell’efficientamento energetico e degli impianti fotovoltaici (il Conto Termico 3.0, l’atteso prossimo Bonus 65% per la conversione delle vecchie centrali termiche, i benefici fiscali, ecc)

 

Insieme ai benefici economici, la Cer genera ricadute ambientali e sociali: con la produzione rinnovabile di energia si fornisce un contributo significativo alla riduzione delle emissioni climalteranti del territorio e ci si unisce agli obiettivi indicati dall’Amministrazione nel PAESC. Ad esempio, la Cer può portare avanti l’idea di un sistema di redistribuzione dei benefici per le famiglie che si collocano nella fascia di povertà energetica, in situazione economica di maggiore difficoltà. Nello stesso tempo ci può essere un contributo della Cer a progetti e attività rivolte all’ambiente, sociale, cultura, borse di studio ecc..  .

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