06 Ottobre 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. A accusamus cumque excepturi illum iste magni minus quaerat rerum tenetur voluptatibus!

cer

Castellina in Chianti, ridurre le emissioni di gas serra? Si può, aderendo alla CER

Condividi:
Castellina in Chianti, ridurre le emissioni di gas serra?  Si può, aderendo alla CER

Ridurre le emissioni di gas serra complessive su Castellina del 45% entro il 2030 rispetto al 2019. E’ l’obiettivo ambizioso che il Comune si è dato adottando il Paesc, Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima, ad aprile scorso. Una delle modalità concrete, fattibili, capaci di dare risultati di risparmio e efficienza sul fabbisogno di energia elettrica e gas per riscaldamento è la Comunità Energetica a cui l’amministrazione ha già aderito. Ora c’è da metterla in pratica, spiegare come funziona, quali sono i vantaggi, accompagnarne il percorso, aderire e iniziare a generare benefici per la comunità.

 

E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa che si terrà a Castellina in Chianti venerdì 16 ottobre alle 21 in Sala Brunelleschi con il sindaco Giuseppe Stiaccini.

 

“Il clima è una urgenza mondiale, ne abbiamo fatto esperienza con l’estate torrida che abbiamo vissuto, la vendemmia anticipata di un mese e, purtroppo, tutto questo non è ormai più un fatto eccezionale. E’ la nostra nuova normalità - fa notare il sindaco Giuseppe Stiaccini - La crisi climatica non deve essere un argomento divisivo ed ha bisogno di una risposta collettiva, ognuno secondo le proprie possibilità e nella propria responsabilità. Faccio mie le parole di Papa Leone che ha sottolineato come nei confronti della crisi climatica: "Non ci sia spazio per l'indifferenza né per la rassegnazione". Ognuno di noi ha il dovere di agire senza delegare il problema solo agli esperti. L'impegno individuale richiede di "Passare da un ambientalismo puramente verbale a scelte operative concrete". Tanto più che oggi la maturità sociale su questo argomento c’è ed è forte. L’adesione alla Cer è una concreta possibilità per ogni soggetto di partecipare alle decisioni, senza delegare nessuno”.

 

“Perché fare una Comunità energetica – si chiede il sindaco - Oggi in Toscana l’autonomia energetica è al 30%, cioè il 30% dell’energia proviene da fonti rinnovabili, quasi interamente geotermiche. La tecnologia che può essere utilizzata in maniera più diffusa e che mostra maggiori potenzialità di portarci all’indipendenza energetica è il fotovoltaico. Fare Comunità Energetica vuol dire consentire ad ogni cittadino, impresa, attività, associazione di aggregare persone e soggetti giuridici attorno a un obiettivo, una finalità sociale e ambientale, si produce energia, si consuma, si condivide una parte della produzione con gli altri membri, si limitano le perdite delle reti di distribuzione, si generano risparmi per i semplici consumatori, si ottengono benefici economici”.

 

Perché conviene la Cer. La famiglia o l’azienda che vogliono investire in un nuovo impianto, ovvero per il “Prosumer”, in primo luogo hanno un risparmio, quasi totale, dei propri costi. Inoltre, rendono possibile che la loro energia, non consumata, sia usata direttamente dagli altri soci della Cer. Questo scambio interno alla Cer, “energia condivisa”, genera un incentivo che viene riconosciuto dalla Cer. L’energia autoconsumata ha un premio per 20 anni di 10,57 euro a MWh (corrispettivo ARERA) che i produttori non potrebbero avere se non fossero soci della Cer, ma soprattutto l’energia utilizzata dai soci collegati in Cer è valorizzata con circa 100 euro MWh. La somma dei benefici è ripartita dalla Cer stessa, da ogni socio, cittadino o impresa, non c’è un Decreto o una legge che stabilisce: ogni Cer decide per conto proprio. Al produttore va una ulteriore parte dei benefici.

 

Per chi non ha possibilità di mettere gli impianti fotovoltaici, ovvero un “Consumer”, far parte della Cer come membro collegato comporta ugualmente dei vantaggi. Sulla base della quota decisa dalla Cer, al singolo consumatore viene assegnata a fine anno una quota, che può arrivare anche al ristoro del 10% della bolletta media, ovvero 100-150 euro all’anno per una famiglia media, semplicemente per aver condiviso (consumato, senza fare niente) l’energia prodotta a Castellina dai soci Cer invece che da una centrale termoelettrica di Livorno, magari. E poi, un “Consumer” che vuole fare un investimento diventa automaticamente “Prosumer” con tutti i vantaggi che ne derivano e con l’ampliamento dei benefici indotto sulla Cer negli anni seguenti. Il nuovo Prosumer è stimolato a fare gli investimenti dalla Cer stessa che agevolerà la conoscenza degli strumenti di incentivo esistenti per interventi nel campo dell’efficientamento energetico e degli impianti fotovoltaici (il Conto Termico 3.0, l’atteso prossimo Bonus 65% per la conversione delle vecchie centrali termiche, i benefici fiscali, ecc)

 

Insieme ai benefici economici, la Cer genera ricadute ambientali e sociali: con la produzione rinnovabile di energia si fornisce un contributo significativo alla riduzione delle emissioni climalteranti del territorio e ci si unisce agli obiettivi indicati dall’Amministrazione nel PAESC.

 

Benefici sociali. La Cer può portare avanti l’idea di un sistema di redistribuzione dei benefici per le famiglie che si collocano nella fascia di povertà energetica, in situazione economica di maggiore difficoltà. Nello stesso tempo ci può essere un contributo della Cer a progetti e attività rivolte all’ambiente, sociale, cultura, borse di studio ecc..  per ampliare consapevolezza e sensibilità, attivare comportamenti ideali alla condivisione di energia e alla disseminazione sul territorio di buone pratiche.

 

Chi può aderire ad una Cer. La comunità energetica non ha vincoli e vi possono partecipare indistintamente, tutti: è il singolo POD, il singolo contatore che si associa, possono farlo le abitazioni residenziali singole e plurifamiliari, i condomini, le pubbliche amministrazioni (edifici di servizio, scuole, ecc.), le piccole e medie imprese (e le associazioni sindacali di categoria), le associazioni, le aziende agricole, i pubblici esercizi e i centri di servizio e commerciali.

 

Forse potrebbe interessarti anche...