La mostra di Bruno Ehrs alla Chiesa di San Rocco
di Claudio Zeni
Prosegue il percorso di rigenerazione di San Pancrazio, frazione del comune di Bucine (AR), promosso da Palazzo Tiglio, il boutique hotel che affianca all'accoglienza la riattivazione dei luoghi simbolo del borgo. Dal 24 settembre al 22 novembre apre al pubblico la nuova mostra personale di Bruno Ehrs, fotografo svedese di fama internazionale, ospitata all’interno dell’antica Chiesa trecentesca di San Rocco.
Al centro dell'esposizione vi è una collezione di immagini scaturite dall'incontro dell'artista con Andy Warhol. Nel 1979, su incarico di una rivista culturale per documentare la scena artistica newyorkese, un giovane Ehrs fece ingresso nella celebre Factory. Da quell'esperienza ha sviluppato un lavoro incentrato sulla composizione di dittici: affiancamenti visivi in cui le due immagini a volte dialogano e interagiscono tra loro, altre volte creano un aperto conflitto visivo. L’esposizione si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio storico di San Pancrazio intrapreso da Palazzo Tiglio. Attraverso il recupero e la riapertura di spazi simbolici come l'antica Chiesa di San Rocco e la storica Filarmonica, l'hotel restituisce una funzione pubblica e comunitaria ai luoghi del borgo, trasformando la programmazione artistica e la cultura in un motore concreto di rigenerazione locale.

Bruno Ehrs (Stoccolma, 1953) ha iniziato la sua carriera a metà degli anni Settanta come fotografo d'architettura e beni culturali presso lo Stockholm City Museum, per poi proseguire la professione da freelance dai primi anni Ottanta con un approccio incentrato su rigore geometrico, composizione e ricerca dell'armonia spaziale. Nel corso di una carriera quarantennale ha spaziato tra architettura, documentario, ritrattistica e natura morta. Particolarmente noto per l'attività di ritrattista, ha fotografato la famiglia reale svedese – i cui ritratti del Re e della Regina sono stati utilizzati per un'emissione ufficiale di francobolli nel 2010 – e le sue opere sono conservate nella Swedish National Portrait Gallery. Ha all'attivo circa 40 mostre personali, a partire dal debutto del 1987 al Moderna Museet di Stoccolma (dove le sue immagini sono tuttora incluse nella collezione permanente), fino alle esposizioni al National museum e al Fotografiska. Autore di oltre cinquanta volumi, attualmente lavora per l'editore francese Flammarion a una monografia sullo stile Swedish Grace degli anni '20. Tra le sue committenze recenti figurano anche progetti per la maison Dior a Parigi e il reportage sulle insegne reali pubblicato su Vogue Scandinavia.

