02 Novembre 2026

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Migranti

Migranti, 153 trasferimenti in un'ex struttura alberghiera ad Abbadia San Salvatore: Destra Sociale chiede chiarimenti al Prefetto

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Migranti, 153 trasferimenti in un'ex struttura alberghiera ad Abbadia San Salvatore: Destra Sociale chiede chiarimenti al Prefetto

Il vicepresidente nazionale di Destra Sociale e coordinatore  provinciale senese, Paolo Maccari, interviene in merito alla notizia del  previsto trasferimento di 153 migranti da parte della cooperativa  Chiaro di Luna all'interno di una ex struttura alberghiera acquisita  dalla stessa cooperativa, che, secondo le informazioni in nostro  possesso, sarebbe situata nel centro abitato del paese.

 «Una notizia che solleva numerosi interrogativi ai quali riteniamo  necessario fornire risposte precise e documentate, soprattutto  considerando il numero significativo di persone coinvolte e la  collocazione della struttura in prossimità del centro del paese.  Non possiamo ignorare le possibili ripercussioni che una  concentrazione di queste dimensioni potrebbe determinare  sull'organizzazione dei servizi, sulla vivibilità del territorio e sulle  attività economiche e turistiche locali. È quindi fondamentale  conoscere quali valutazioni siano state effettuate per tutelare sia la  popolazione residente sia le persone ospitate».  


Destra Sociale rivolge pertanto una serie di domande direttamente a  Sua Eccellenza il Prefetto di Siena, al quale riconosciamo il delicato  compito di coordinare le attività istituzionali connesse all'accoglienza  e alla sicurezza del territorio.  


In primo luogo, chiediamo se una cooperativa che gestisce un Centro  di Accoglienza Straordinaria possa decidere autonomamente il  trasferimento di 153 persone in un'altra struttura oppure se tale  operazione debba essere preventivamente autorizzata dalla Prefettura.  Quali comunicazioni e autorizzazioni sono intervenute nel caso  specifico? 
In secondo luogo, chiediamo se siano state valutate, insieme alla  Prefettura e alle autorità competenti, le modalità operative del  trasferimento, l'adeguatezza della struttura e le eventuali misure di  sicurezza necessarie per prevenire disordini, situazioni di criticità o  pericolo.  


La struttura è effettivamente idonea ad accogliere un numero così  elevato di persone? Sono state effettuate tutte le verifiche previste in  materia di agibilità, sicurezza, prevenzione incendi, condizioni  igienico-sanitarie e capacità ricettiva? È stata inoltre valutata la  possibilità di garantire un efficace controllo dell'area e un tempestivo  intervento delle Forze dell'Ordine qualora si rendesse necessario?  Un ulteriore interrogativo riguarda la scelta di concentrare 153  migranti in un'unica struttura, anziché valutare soluzioni di  accoglienza maggiormente distribuite sul territorio.  
«Riteniamo legittimo domandarsi se strutture con un numero inferiore  di ospiti possano consentire una gestione più capillare, un  monitoraggio più efficace e una migliore organizzazione dei servizi,  evitando di concentrare eccessivamente il sistema di accoglienza in  singole realtà locali.  
La sicurezza deve essere garantita a tutti, senza creare allarmismi, ma  senza neppure sottovalutare le esigenze delle comunità interessate».  Destra Sociale ritiene inoltre necessario affrontare il tema della  gestione complessiva dei CAS presenti nella provincia di Siena.  Quanti Centri di Accoglienza Straordinaria sono attualmente operativi  nella provincia? Quante persone ospitano complessivamente? Come  sono distribuiti nei diversi comuni e quali sono i costi sostenuti dalla  collettività?  


Sono informazioni che riteniamo debbano essere rese pubbliche, nel  rispetto della normativa vigente, affinché i cittadini possano conoscere  la reale dimensione del sistema di accoglienza sul territorio  provinciale.  
Occorre inoltre verificare con attenzione la posizione amministrativa e  giuridica delle persone accolte, distinguendo chi ha diritto alla  protezione internazionale da chi, al termine delle procedure previste  dalla legge, risulti privo dei requisiti per permanere sul territorio  nazionale. Per questi ultimi chiediamo che siano applicate le 
procedure di rimpatrio previste dall'ordinamento, nel rispetto delle  garanzie di legge.  
«Non possiamo pensare che il sistema di accoglienza si limiti a  trasferire continuamente persone da una struttura all'altra senza  un'adeguata programmazione territoriale, una verifica dei costi e una  chiara gestione delle diverse posizioni giuridiche.  
È altrettanto importante conoscere se il Comune interessato sia stato  preventivamente informato e coinvolto nelle valutazioni relative  all'impatto del trasferimento sulla comunità locale».  
Destra Sociale non intende formulare accuse preventive nei confronti  di nessuno, ma pretende chiarezza istituzionale su decisioni che  possono incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini.  «Ci auguriamo che Sua Eccellenza il Prefetto di Siena voglia fornire  risposte puntuali a questi interrogativi, fugando ogni perplessità e  chiarendo quali garanzie siano state predisposte.  
I cittadini hanno diritto di vivere serenamente nei propri paesi, gli  operatori turistici e commerciali hanno diritto di conoscere le scelte  che interessano il territorio e le istituzioni hanno il dovere di  assicurare trasparenza, legalità e sicurezza.  
L'accoglienza deve essere gestita attraverso regole certe, controlli  adeguati e una programmazione sostenibile, senza lasciare i comuni e  le comunità locali nell'incertezza.  
Per queste ragioni chiediamo alla Prefettura un chiarimento ufficiale  sul trasferimento dei 153 migranti e un quadro aggiornato della  distribuzione dei CAS nell'intera provincia di Siena».

 

Comunicato stampa Paolo Maccari  
Vicepresidente nazionale Destra Sociale  
Coordinatore provinciale di Siena  
Destra Sociale – Coordinamento provinciale di Siena

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