Migranti, 153 trasferimenti in un'ex struttura alberghiera ad Abbadia San Salvatore: Destra Sociale chiede chiarimenti al Prefetto
Il vicepresidente nazionale di Destra Sociale e coordinatore provinciale senese, Paolo Maccari, interviene in merito alla notizia del previsto trasferimento di 153 migranti da parte della cooperativa Chiaro di Luna all'interno di una ex struttura alberghiera acquisita dalla stessa cooperativa, che, secondo le informazioni in nostro possesso, sarebbe situata nel centro abitato del paese.
«Una notizia che solleva numerosi interrogativi ai quali riteniamo necessario fornire risposte precise e documentate, soprattutto considerando il numero significativo di persone coinvolte e la collocazione della struttura in prossimità del centro del paese. Non possiamo ignorare le possibili ripercussioni che una concentrazione di queste dimensioni potrebbe determinare sull'organizzazione dei servizi, sulla vivibilità del territorio e sulle attività economiche e turistiche locali. È quindi fondamentale conoscere quali valutazioni siano state effettuate per tutelare sia la popolazione residente sia le persone ospitate».
Destra Sociale rivolge pertanto una serie di domande direttamente a Sua Eccellenza il Prefetto di Siena, al quale riconosciamo il delicato compito di coordinare le attività istituzionali connesse all'accoglienza e alla sicurezza del territorio.
In primo luogo, chiediamo se una cooperativa che gestisce un Centro di Accoglienza Straordinaria possa decidere autonomamente il trasferimento di 153 persone in un'altra struttura oppure se tale operazione debba essere preventivamente autorizzata dalla Prefettura. Quali comunicazioni e autorizzazioni sono intervenute nel caso specifico?
In secondo luogo, chiediamo se siano state valutate, insieme alla Prefettura e alle autorità competenti, le modalità operative del trasferimento, l'adeguatezza della struttura e le eventuali misure di sicurezza necessarie per prevenire disordini, situazioni di criticità o pericolo.
La struttura è effettivamente idonea ad accogliere un numero così elevato di persone? Sono state effettuate tutte le verifiche previste in materia di agibilità, sicurezza, prevenzione incendi, condizioni igienico-sanitarie e capacità ricettiva? È stata inoltre valutata la possibilità di garantire un efficace controllo dell'area e un tempestivo intervento delle Forze dell'Ordine qualora si rendesse necessario? Un ulteriore interrogativo riguarda la scelta di concentrare 153 migranti in un'unica struttura, anziché valutare soluzioni di accoglienza maggiormente distribuite sul territorio.
«Riteniamo legittimo domandarsi se strutture con un numero inferiore di ospiti possano consentire una gestione più capillare, un monitoraggio più efficace e una migliore organizzazione dei servizi, evitando di concentrare eccessivamente il sistema di accoglienza in singole realtà locali.
La sicurezza deve essere garantita a tutti, senza creare allarmismi, ma senza neppure sottovalutare le esigenze delle comunità interessate». Destra Sociale ritiene inoltre necessario affrontare il tema della gestione complessiva dei CAS presenti nella provincia di Siena. Quanti Centri di Accoglienza Straordinaria sono attualmente operativi nella provincia? Quante persone ospitano complessivamente? Come sono distribuiti nei diversi comuni e quali sono i costi sostenuti dalla collettività?
Sono informazioni che riteniamo debbano essere rese pubbliche, nel rispetto della normativa vigente, affinché i cittadini possano conoscere la reale dimensione del sistema di accoglienza sul territorio provinciale.
Occorre inoltre verificare con attenzione la posizione amministrativa e giuridica delle persone accolte, distinguendo chi ha diritto alla protezione internazionale da chi, al termine delle procedure previste dalla legge, risulti privo dei requisiti per permanere sul territorio nazionale. Per questi ultimi chiediamo che siano applicate le
procedure di rimpatrio previste dall'ordinamento, nel rispetto delle garanzie di legge.
«Non possiamo pensare che il sistema di accoglienza si limiti a trasferire continuamente persone da una struttura all'altra senza un'adeguata programmazione territoriale, una verifica dei costi e una chiara gestione delle diverse posizioni giuridiche.
È altrettanto importante conoscere se il Comune interessato sia stato preventivamente informato e coinvolto nelle valutazioni relative all'impatto del trasferimento sulla comunità locale».
Destra Sociale non intende formulare accuse preventive nei confronti di nessuno, ma pretende chiarezza istituzionale su decisioni che possono incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini. «Ci auguriamo che Sua Eccellenza il Prefetto di Siena voglia fornire risposte puntuali a questi interrogativi, fugando ogni perplessità e chiarendo quali garanzie siano state predisposte.
I cittadini hanno diritto di vivere serenamente nei propri paesi, gli operatori turistici e commerciali hanno diritto di conoscere le scelte che interessano il territorio e le istituzioni hanno il dovere di assicurare trasparenza, legalità e sicurezza.
L'accoglienza deve essere gestita attraverso regole certe, controlli adeguati e una programmazione sostenibile, senza lasciare i comuni e le comunità locali nell'incertezza.
Per queste ragioni chiediamo alla Prefettura un chiarimento ufficiale sul trasferimento dei 153 migranti e un quadro aggiornato della distribuzione dei CAS nell'intera provincia di Siena».
Comunicato stampa Paolo Maccari
Vicepresidente nazionale Destra Sociale
Coordinatore provinciale di Siena
Destra Sociale – Coordinamento provinciale di Siena

