«Mia madre è disabile, ma ci hanno detto di andare via»: la protesta di una lettrice a Colle
COLLE DI VAL D'ELSA - Una sosta di circa un'ora, necessaria secondo la segnalazione per accompagnare una madre di 89 anni con gravi difficoltà di deambulazione, si è trasformata in una discussione con due donne che si sarebbero presentate come addette del Centro di Salute Mentale di via Gramsci, a Colle di Val d'Elsa. La lettrice racconta di essere stata rimproverata per aver lasciato l'auto nel piazzale antistante la struttura e contesta soprattutto il modo in cui sarebbe stata affrontata la situazione.
Secondo quanto riferito nella lettera inviata alla redazione, l'episodio è avvenuto nella giornata di oggi, domenica 27 settembre. La donna si trovava a pranzo con la madre in un ristorante di via Gramsci e, non avendo trovato posti auto disponibili lungo la strada, avrebbe cercato un'alternativa nelle vicinanze del Centro, poco prima dell'inizio del giardino.
La scelta, spiega, sarebbe stata determinata dalle condizioni della madre, 89 anni, titolare di un permesso di parcheggio per persone con disabilità, esposto, e con evidenti difficoltà nel camminare. Dopo aver constatato che gli altri spazi disponibili erano occupati, la lettrice avrebbe lasciato l'auto per circa un'ora nel piazzale davanti al Centro.
Il ritorno alla macchina
Al rientro, intorno alle 14.13, avrebbe trovato sul parabrezza un foglio con la scritta «NON POSTEGGIARE». Poco dopo, sempre secondo il racconto, due donne si sarebbero avvicinate contestando la sosta e spiegando che il parcheggio avrebbe potuto creare problemi in caso di necessità per gli utenti della struttura.
La lettrice racconta di aver fatto presente le difficoltà di deambulazione della madre, che in quel momento si sarebbe avvicinata all'auto utilizzando una stampella. Una circostanza che, secondo la sua versione, non sarebbe stata presa in considerazione dalle due donne.
Da qui la protesta della lettrice, che nella lettera definisce l'episodio «offensivo» e «discriminatorio» e chiede di verificare la correttezza del comportamento tenuto dalle due persone.
La richiesta di verifiche
La segnalazione, inviata alla Usl, contiene anche un elemento che la stessa autrice considera da chiarire: non è infatti certa che le due donne fossero realmente operatrici del Centro di Salute Mentale. Per questo chiede di verificare anche la loro effettiva appartenenza alla struttura.
La lettrice sostiene inoltre di aver successivamente controllato gli orari del Centro, osservando che la struttura risulterebbe chiusa nella giornata di domenica e anche il sabato. Da qui le sue perplessità sull'argomentazione relativa a una possibile emergenza.
Resta dunque da chiarire la ricostruzione dell'accaduto, compresa la natura degli spazi utilizzati per la sosta e, soprattutto, l'identità e il ruolo delle due persone che avrebbero affrontato la donna.
La redazione riporta la segnalazione nei termini in cui è stata ricevuta, lasciando naturalmente alle strutture e alle persone eventualmente coinvolte la possibilità di fornire la propria versione dei fatti.
La lettera della lettrice
Buongiorno
scrivo per segnalare un episodio sgradevole, offensivo e soprattutto discriminante avvenuto poco fa fuori dal Centro di Salute Mentale di Colle di Val d'Elsa, in via Gramsci, con due "sedicenti" addette dello stesso Centro.
Oggi, domenica 27 settembre, mi sono fermata con mia madre per un pranzo veloce al ristorante Sugoi di via Gramsci. Dal momento che lungo la strada non c'erano posti auto disponibili ho seguito l'esempio di altri automobilisti e sono entrata nella via che porta al Centro di Salute Mentale. I posti (non so se regolari o no) sotto gli alberi erano tuttavia al completo. Mi sono quindi spinta verso il piazzalino davanti al Centro, poco prima dell'inizio del Giardino e ho lasciato la macchina per un'ora. Il motivo per cui non ho cercato un posto più lontano riguarda le condizioni di mia madre, 89 anni e con gravi problemi di deambulazione (tanto da essere titolare di un permesso di parcheggio per disabili (n° ...) rilasciato dal Comune di Colle di Val d'Elsa).
Era in ogni caso più che evidente che il Centro di Salute Mentale, che sappiamo benissimo non svolgere funzioni di residenza, era chiuso, come risulta essere non solo nella giornata di domenica ma anche in quella di sabato.
Tuttavia, al nostro ritorno, alle 14.13, abbiamo trovato la seguente situazione: cartello NON POSTEGGIARE scarabocchiato su un foglio e posto sotto il nostro parabrezza, e due addette del centro (così si sono palesate) che ci hanno redarguite per aver creato una situazione di pericolo.
"Noi ospitiamo persone malate e con problemi di deambulazione - ha detto una delle due - quindi qui non potete posteggiare. Se avessimo dovuto chiamare un'ambulanza avremmo avuto dei problemi".
Ho fatto notare che anche mia madre, che camminava con evidente difficoltà appoggiandosi a una stampella nell'avvicinarsi lentamente verso la macchina, aveva problemi di deambulazione.
Ma per l'addetta del centro non erano problemi di cui tener conto, visto che li ha liquidati velocemente con il gesto di una mano e ha detto "Non credo che fare un pezzo di strada in più sarebbe un problema".
Quindi, per difendere un ipotetico disabile che potrebbe avere bisogno di un servizio, un ipotetico disabile che non c'è, tra l'altro, in quanto il Centro di riferimento è chiuso per ben due giorni consecutivi, si intendono creare problemi a una persona presente e realmente disabile, offendendola e discriminandola.
Io sono rimasta assolutamente allibita.
Ah, una delle sedicenti operatrici ci ha anche detto, con grande ironia e a denti stretti, che avremmo dovuto ringraziarle perché non avevano chiamato i vigili.
Mi sono allontanata sempre più delusa e stupita della cattiveria e della maleducazione che possono coltivare persone addette alla cura altrui (sempre che le due persone fossero realmente operatrici del Centro, ripeto).
Giunta a casa ho controllato on line gli orari del Centro di Salute Mentale per verificare che non solo la domenica è giorno di chiusura, come era del tutto evidente, ma che lo è anche il sabato.
Non credo quindi che alcun disabile si sia trovato nella condizione né di essere presente al Centro, né di necessitare dell'intervento di un'ambulanza.
Rimane il gesto, offensivo, discriminatorio, inutile e gratuitamente cattivo.
Va da sé che il non aver chiamato la polizia municipale (con quale tipo di segnalazione, poi, mi domando) è legato anche e soprattutto al fatto che la domenica è chiuso perfino quel servizio, oltre al Centro di Salute Mentale.
Con questa mia chiedo di verificare la correttezza del comportamento delle due addette [...omissis per descrizione delle due persone] se siano veramente due addette del Centro.
Naturalmente noi con l'auto non ci eravamo mai entrate prima e mai ci rientreremo, ma credo che simili comportamenti debbano essere individuati e stigmatizzati al momento in cui si manifestano.
Ringrazio e porgo cordiali saluti

