Il prezzo del lavoro: un omaggio in versi per Davide e Francesco
Angeli nell’ala
Si china il capo del soccorritore
verso i regni di polvere,
le mani abbassano il torace,
su e giù e gli occhi
più non vedono,
solo nebbia e polvere.
Il cuore si ferma sopra il cuore,
e andandosene dice messaggi estremi.
Angeli nell’ala uniti,
sospesi i due respiri,
diventano stelle.
Aria impura a pieni polmoni,
il respiro, cadendo a tocchi,
cerca ancora la vita, con rumore
fragoroso pesta la morte,
fino a sprofondare dentro.
Davide, fiaccola spenta nel ventre della terra,
Francesco, mano tesa che il buio ha stretto per sempre.
Uno chiamava la vita dal fondo della polvere,
l’altro rispondeva con il battito delle sue mani.
Poi il silenzio chiude le sue porte
al vento che raccoglie i due nomi.
Ho scritto questa poesia per rendere omaggio a Davide Anselmo e Francesco Bulgarella, due uomini uniti da una tragedia assurda e dolorosa, avvenuta mentre entrambi stavano svolgendo il proprio lavoro. Ho voluto trasformare il dolore in immagini poetiche: la polvere, la nebbia, il respiro e il cuore diventano simboli di una vita che cerca disperatamente di resistere. Le parole “si china il capo del soccorritore verso i regni di polvere” evocano il gesto di Francesco mentre tenta di restituire la vita a Davide, mentre “il cuore si ferma sopra il cuore” rappresenta il drammatico destino che li ha uniti. Gli “angeli nell’ala uniti” sono l’immagine di due vite che, pur provenendo da strade diverse, si sono incontrate nello stesso istante e nello stesso dolore. La poesia non vuole raccontare soltanto la morte, ma soprattutto ciò che rimane dopo: i nomi, il silenzio, le famiglie, le case vuote e la memoria. Per questo il mare, il vento e il cielo diventano custodi di Davide e Francesco.
È anche un pensiero rivolto a tutte le vittime del lavoro: perché dietro ogni nome c’è una persona, una famiglia e una vita che meritava di continuare. Questa poesia nasce, infine, da una convinzione semplice: nessun lavoro dovrebbe avere come prezzo la vita di un uomo.

