Il libro, un albo illustrato, narra la storia di Alba, una bambina di cinque anni che custodisce nel cuore una domanda profonda e universale: chi è un papà? Attraverso un dialogo tenero e sincero con la nonna Tramonto, la protagonista intraprende un viaggio fatto di emozioni e immaginazione per cercare risposte su una figura che le manca. Grazie alla saggezza della nonna, Alba scopre che l’amore può assumere molte forme e che il senso di protezione e appartenenza può nascondersi in chiunque ci ami davvero, offrendo una visione dell’identità che va oltre la presenza fisica.
Dalla vita privata al metodo pedagogico
Il cuore del libro affonda le sue radici nella vita privata dell’autrice, che ha trasformato in narrazione l'esperienza vissuta con suo figlio Ascanio, affrontando la sfida di integrare la figura paterna nella quotidianità nonostante l’interruzione dei rapporti. "Sapevo che era fondamentale intraprendere un percorso di accettazione di una situazione dolorosa per garantire una crescita equilibrata", spiega Giovanna Giacomini. "Il libro è nato osservando i disegni di mio figlio e utilizzando il racconto come strategia per mantenere vivo un legame che il tempo rischiava di affievolire; guardavamo le fotografie, lui disegnava la famiglia e io usavo quei segni per costruire storie che dessero senso a quella mancanza".
Sfruttando le proprie competenze professionali e l'ispirazione derivante dalla pratica buddista, l'autrice ha trasformato quello che era un metodo personale in un libro-strumento operativo accessibile a tutti. Inizialmente pensato per un bisogno privato di elaborazione, il testo è ora a disposizione di altre madri e bambini che attraversano l'esperienza dell'assenza, sia essa dovuta a separazione, lutto o dinamiche complesse.
Non solo una favola: un piccolo laboratorio di idee
A differenza di un tradizionale albo illustrato, il volume guida il lettore attraverso un percorso attivo che alterna la narrazione a veri e propri esercizi di rielaborazione. Il libro diventa così uno spazio fisico di espressione dove i più piccoli possono utilizzare il disegno e il collage per dare forma alle emozioni, mentre i più grandi vengono accompagnati in sessioni di scrittura autobiografica per razionalizzare il proprio vissuto. In questo processo, l'adulto trova una guida preziosa per individuare le "parole giuste" con cui narrare l'invisibile, trasformando il senso di vuoto in un valore universale di amore e presenza.
L'atto di "mettere a terra" e portare fuori da sé i propri vissuti e le proprie emozioni attraverso un segno tangibile è la parte fondamentale di questo processo di guarigione. Il racconto accompagna così i bambini nel confronto con i coetanei e con la propria realtà interiore, aiutandoli a sentirsi parte di una rete d'amore diffusa e offrendo agli adulti le parole giuste per narrare l'invisibile, trasformando la paternità in un valore universale che circonda il bambino indipendentemente dalla presenza fisica.
Non siamo soli: costruire una rete attorno al vuoto
Il libro si apre con una lettera dedicata a una mamma, “una figura che sento profondamente vicina alla mia esperienza. Mi rivolgo a chi resta, a chi si assume l'intera responsabilità di offrire sicurezza e di dare spazio ai vissuti emotivi dei propri figli. L'integrazione nella storia di Nonna Tramonto, ispirata a mia madre, figura chiave nella vita di mio figlio Ascanio, apre il racconto a una prospettiva più ampia” dice la Giacomini.
L'insegnamento più grande che spero emerga da queste pagine è l'importanza di non rimanere soli. Quando si attraversa un vuoto, la famiglia non è solo quella biologica: è fatta di nonni, zii, ma anche di amici che scelgono di esserci. Questa energia positiva che si è creata attorno a me e Ascanio è stata la base per un percorso di crescita sereno. Per questo, il libro è pensato per chiunque desideri stare vicino a una famiglia che vive una mancanza: che sia un nonno, una zia o un amico fraterno.
Sebbene il racconto nasca da una storia personale di assenza paterna, il testo si rivela estremamente flessibile. Può essere letto a ritroso dagli adulti per rielaborare l'infanzia, o utilizzato in casi di lutto, separazione e assenze affettive dove la figura è presente ma non partecipe, funzionando perfettamente anche a ruoli invertiti qualora fosse la madre a mancare. Il bambino, infatti, non compie un'analisi tecnica dei ruoli: il racconto parla di un'assenza e, in quanto tale, diventa uno specchio universale in cui ogni vissuto può riflettersi e trovare conforto.
Alba e Tramonto: Il ciclo della vita
La scelta dei nomi delle protagoniste, Alba e Tramonto, richiama esplicitamente la ciclicità della vita. Mentre Alba rappresenta l'inizio e la vulnerabilità di fronte alle emozioni, Tramonto incarna la saggezza e l'accettazione matura. Grazie a questo incontro generazionale, Alba scopre che l’amore può assumere molte forme e che il senso di appartenenza risiede in chiunque ci ami davvero.
Il mio augurio è che chiunque sfogli queste pagine possa intraprendere un vero e proprio viaggio interiore. Spero che i lettori ritrovino in questa storia il senso della ciclicità: la consapevolezza che, anche dopo il tramonto più difficile, ci sarà sempre una nuova alba.
Le illustrazioni sono realizzate da Margherita Da Pont che, per accompagnare un testo su un tema delicato come il ruolo e l'assenza della figura paterna, ha scelto immagini capaci di sottolineare il calore di un rapporto già presente. Le tavole favoriscono la libera interpretazione dei piccoli lettori, invitandoli a cercare dettagli e proponendo opzioni fantasiose. L'interazione tra Alba e Tramonto è un dialogo tra due stagioni della vita, uno spazio di rituali quotidiani, la raccolta delle verdure, la cucina, il tè caldo, dove riflettere sulle grandi questioni risulta naturale e libero da pregiudizi.
_________________________________________________________________________
Sinossi
Alba ha cinque anni e una domanda nel cuore: chi è un papà? In un dialogo tenero e sincero con la nonna Tramonto, attraversa un viaggio fatto di emozioni, ricordi e immaginazione per cercare risposte sulla figura paterna che le manca. Con l’aiuto della nonna, scopre che l’amore può assumere molte forme e che, a volte, i “papà” si nascondono in chi ci ama davvero. Un racconto delicato su assenza, identità e accoglienza.
BIO
Giovanna Giacomini, nata nel 1978 a Treviso, è pedagogista, formatrice e ideatrice di “Scuole Felici”, un approccio educativo che unisce l'ispirazione dei modelli del Nord Europa e delle filosofie orientali, di cui è appassionata. Si dedica alla divulgazione dell'educazione alla felicità. Autrice del libro Scuole Felici e del podcast Il giovedì delle pare, è mamma di Ascanio e nutre una profonda passione per la letteratura per l'infanzia, i viaggi e la scoperta dei cimiteri. Crede fermamente che l’educazione sia la chiave per costruire una società più consapevole e felice.
BIO
Margherita Da Pont, diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Padova, è un'illustratrice che predilige le tecniche tradizionali di acquerello e matite per esplorare la vibrante dimensione tra il botanico e il fantastico, alla ricerca dei personaggi che vivono in questo spazio.
