Quando la parola salva: Mauro Sambi e Alessandro Fo a confronto sulla fragilità umana
Può la parola poetica farsi carico del dolore e trasformarsi in uno strumento di guarigione, non clinica ma spirituale? È questo il cuore pulsante di "Cura" (Ronzani Editore), l'ultima opera di Mauro Sambi, che verrà presentata venerdì 6 marzo alle ore 18:30 presso la libreria bistrot Olivia di Poggibonsi.
L’evento, curato dall’Associazione "La Scintilla", vedrà l’autore – già vincitore del prestigioso Premio Lerici-Pea – impegnato in un dialogo profondo con Alessandro Fo, latinista e poeta di chiara fama. Un sodalizio intellettuale che promette di esplorare i confini tra la fragilità umana e la forza della metrica.
Mettere in versi l'imprevedibile
Sambi, che nella vita professionale insegna Chimica all’Università di Padova, applica alla sua poesia una precisione quasi scientifica, pur restando fedele alla lezione di Giovanni Giudici: "mettere in versi la vita". In questa raccolta, però, la "vita" presenta il conto più difficile: quello della malattia.
L'autore non si ritrae di fronte all'inciampo, ma sceglie di trascriverlo con una fedeltà cristallina. La "cura" del titolo non è solo l’assistenza medica, ma è l'essenza stessa del fare poesia. Per Sambi, il verso è il tentativo di offrire una "salvezza non effimera" a ciò che il tempo e il male vorrebbero condannare all'oblio.
Tra rigore stilistico e naturalezza
Nonostante il tema complesso, la cifra stilistica di Sambi si distingue per una straordinaria naturalezza. Gran parte della raccolta si affida alla struttura del sonetto, una forma classica che l’autore abita con leggerezza, trasformando il colpo duro dell'esistenza in una vibrazione musicale. È una poesia che dialoga con i grandi maestri del Novecento, ma che sa parlare direttamente al "tu" di ogni lettore, offrendosi come un dono collettivo.
L'autore
Nato a Pola nel 1968, Mauro Sambi vanta una produzione letteraria vasta che spazia dalla poesia alla curatela di opere narrative (tra cui i lavori di Nelida Milani e Ligio Zanini). Con "Cura", conferma la sua posizione di rilievo nel panorama contemporaneo, unendo la sensibilità dell'esule alla precisione del ricercatore.
L’ingresso all'incontro è libero fino ad esaurimento posti.
