Finalista Premio Strega 2024, Tommaso Giartosio con Autobiogrammatica racconta la storia del linguaggio. È un romanzo legato alla dimensione individuale che diventa dimensione collettiva proprio attraverso le parole, formule magiche che interpretano l'esistenza.
Ricordi, memorie, aneddoti intessono un romanzo - non romanzo: il linguaggio fluisce veloce seguendo la trama inconscia dei ragionamenti che danno forma ad azioni, personaggi e vicende. Giartosio gioca con le parole che lentamente prendono vita.
Il narratore-autore entra prepotentemente in scena, ironizza, interloquisce con il lettore, lo trasporta dentro le righe, lo avvolge in una sorta di suspense. Il linguaggio è colto, riservato, talvolta rasenta la poesia con metafore, similitudini, calembour, ossimori, sinestesie.
Ieri (sabato), Giartosio ha presentato il suo Autobiogrammatica al teatro Niccolini di San Casciano come finalista del premio Chianti.

