Il 24 gennaio 1979, Guido Rossa, sindacalista e operaio all’Italsider di Genova, viene assassinato da un commando delle Brigate Rosse. Per la prima volta le BR colpiscono non solo un sindacalista, ma anche un militante del Partito Comunista.
La denuncia di Rossa
Guido Rossa, noto per il suo impegno sindacale e per la sua dedizione alla causa operaia, aveva visto Francesco Berardi, un operaio brigatista, nascondere volantini sovversivi dietro un distributore di bevande. La sua decisione di denunciare Berardi si rivela cruciale: la testimonianza di Rossa porta alla condanna di Berardi, ma segna anche la sua condanna a morte da parte delle Brigate Rosse, che vedono nella denuncia un atto imperdonabile.
L'assassinio
Il 24 gennaio, mentre si trova nella sua automobile, Rossa viene ucciso. Questo atto di violenza non è solo un omicidio, ma un messaggio chiaro: chiunque osi opporsi alle BR e alle loro ideologie sarà messo a tacere. La brutalità dell'atto suscita indignazione e paura, ma anche una reazione di mobilitazione tra i lavoratori e i cittadini.
Ai funerali partecipazione di circa 250.000 persone, tra cui il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. La presenza di Pertini sottolinea l'importanza del momento e la gravità della situazione.

