di Simona Pacini
Google cancella dalle sue mappe e dalla ricerca il Parco Archeologico di Dometaia, a Colle Val d’Elsa. Il motivo della mancata idoneità dell’importante sito etrusco è da ricercare nella lista pubblicata dal colosso di Mountain View. La linea della società statunitense tende a eliminare luoghi falsi e località che gli utenti non possono visitare né contattare. Così come attività false o fittizie, eventi unici o comunque temporanei, luoghi privati come case di persone comuni o celebrità, attività stagionali o ricorrenti senza una sede permanente, attività senza presenza fisica, o area coperta dal servizio locale come possono essere quelle solo on line o senza un call center.

Probabilmente il motivo che ha fatto cancellare il parco di Dometaia dai servizi di Maps e Search da parte di Google è legato all’apertura stagionale del sito, visitabile nei pomeriggi festivi da giugno a ottobre.
Questo non significa che ricercandolo nel motore di ricerca non otterremo alcun risultato. A parte la prima indicazione che indica Dometaia addirittura come un comune italiano, il Parco Archeologico continua ad esistere sul web grazie ai siti istituzionali e turistici che gli dedicano il loro spazio. Ne parlano quindi il Comune di Colle di Val d’Elsa, i Musei Archeologici in Toscana, la voce dedicata a Dometaia di Wikipedia, Visit Tuscany e Visit Colle di Val d’Elsa, Museo Archeologico di Colle Val d’Elsa, pagina Facebook del Parco, Fondazione Musei Senesi, Ministero della Cultura e altri.
La storia di Dometaia
Il Comune di Colle di Val d’Elsa, in merito al sito della necropoli etrusca di Dometaia, fa risalire le prime ricerche documentate alla fine del 1800, anche se lo scavo complessivo dell’area è avvenuto “tra la fine degli anni ‘70 del 1900 ed il 2020 ad opera dell’allora Soprintendenza Archeologica della Toscana in collaborazione con il Gruppo Archeologico Colligiano”.

Oggi le tombe individuate e scavate sono 56, sia ipogee che a fossa e a catino. I reperti sono conservati per la maggior parte nel Museo Archeologico colligiano intitolato a Ranuccio Bianchi Bandinelli e nel Museo Archeologico Nazionale di Siena (Collezione Chigi Zondadari) e comprendono corredi di ceramica a vernice nera e a figure rosse di produzione volterrana oltre a frammenti di ceramica attica a figure nere e rosse, destinate ai sepolcri delle famiglie più ricche.
Nell’area di Dometaia, nell’epoca a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, si recava il pittore e scrittore colligiano Cennino Cennini a raccogliere colori raschiando le pareti delle grotte selvatiche.
Nell’attesa di risolvere il mistero della cancellazione del riferimento al Parco di Dometaia sui servizi Google, il Gruppo Archeologico Colligiano, che quest’anno ha festeggiato il mezzo secolo dalla propria fondazione avvenuta nel 1973 grazie allo storico presidente Mario Manganelli, scomparso nel marzo 2017, potrebbe approfittare dell’attenzione verso l’attività dell’associazione per dare un contenuto alla pagina Wikipedia ad esso dedicata. Il sito del Comune di Colle di Val d’Elsa invece, per quanto riguarda le indicazioni sul Parco Archeologico di Dometaia, risulta fermo al 2021.

