Radicondoli, carabinieri chiudono cantiere illegale: sequestri e denunce per gravi violazioni
Non è stata una visita di cortesia quella che i carabinieri della stazione di Radicondoli, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) e della Forestale, hanno effettuato presso un casolare in ristrutturazione tra le colline senesi. Quello che doveva essere un normale recupero architettonico si è rivelato, agli occhi dei militari, un concentrato di irregolarità che ha portato al sequestro immediato dell’area e a denunce pesanti.
Quando la sicurezza è un optional
Il cuore dell'intervento ha riguardato la tutela di chi, su quel cantiere, ci lavora ogni giorno. Le verifiche del Nil hanno portato a galla mancanze che superano la semplice distrazione burocratica: niente Piano Operativo di Sicurezza (POS) e nessuna documentazione tecnica per il ponteggio in uso.
In un settore dove la prevenzione salva la vita, l’assenza di questi documenti non è un dettaglio, ma un rischio calcolato sulla pelle degli operai. Per questo motivo, l’attività imprenditoriale è stata immediatamente sospesa: i motori si spengono finché non verrà garantita la piena incolumità dei lavoratori.
Ambiente violato: rifiuti e paesaggio
Ma il sopralluogo ha svelato un altro lato oscuro della gestione del cantiere. I carabinieri Forestali di Colle di Val d’Elsa hanno infatti riscontrato violazioni ambientali che hanno fatto scattare il sequestro probatorio. Oltre all’esecuzione di lavori in assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica – fondamentale in un territorio delicato e prezioso come quello toscano – è stato scoperto un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi. Sostanze che, se non gestite correttamente, rappresentano una minaccia diretta per il suolo e le falde acquifere.
Il conto finale: denunce e sanzioni
Il bilancio dell'operazione è netto:
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Tre persone deferite (l'imprenditore edile, il direttore dei lavori e un operaio).
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Multe e ammende per oltre 6.000 euro.
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Cantiere sigillato.
Questa operazione non è un fulmine a ciel sereno, ma parte di una strategia capillare del Comando Provinciale di Siena. L'Arma lo ribadisce con i fatti: il controllo del territorio passa per la tutela dell'ambiente e, soprattutto, per il rispetto della dignità e della vita di chi lavora.
