09 Ottobre 2026

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Poggibonsi, sei misure cautelari per la faida tra famiglie: cinque indagati

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Poggibonsi, sei misure cautelari per la faida tra famiglie: cinque indagati

POGGIBONSI – Sei ordinanze cautelari nei confronti di cinque indagati per una serie di gravi episodi di violenza che, tra luglio e settembre, hanno contrapposto due gruppi legati a distinti contesti familiari a Poggibonsi. L'operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena, ha ricostruito aggressioni armate, risse, una rapina e un episodio ai danni di un minorenne. Durante le perquisizioni sono stati inoltre sequestrati cocaina, hashish e oltre 10mila euro in contanti.

Le misure sono state eseguite nelle prime ore di venerdì 9 ottobre. Quattro persone sono state condotte in carcere e una donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono state eseguite dalla Squadra mobile di Siena, dal Commissariato di Poggibonsi e dai Carabinieri della Compagnia e della Stazione locale. Uno degli indagati è destinatario anche di un obbligo di dimora relativo a un altro fatto, misura non eseguita perché l'uomo è stato condotto in carcere.

Il procedimento coinvolge complessivamente dieci persone e comprende, oltre a rapina, sequestro di persona e rissa aggravata, contestazioni relative a lesioni aggravate, minacce aggravate, porto di armi bianche o strumenti atti a offendere e violenza privata.

Gli scontri armati di luglio e il minorenne rapinato

I primi episodi ricostruiti dagli investigatori risalgono alla metà di luglio. Tra il 15 e il 16 luglio i Carabinieri sono intervenuti per alcune gravi aggressioni con armi, durante le quali sarebbero stati esplosi colpi d'arma da fuoco. Secondo l'ipotesi investigativa, gli attacchi sarebbero stati compiuti da componenti di una famiglia contro quella rivale.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio, durante le perquisizioni domiciliari, i militari hanno sequestrato nell'abitazione di un italiano di 54 anni una pistola lanciarazzi.

Nel pomeriggio del 17 luglio si è verificato un altro grave episodio ai danni di un minorenne straniero. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il ragazzo sarebbe stato costretto a salire su un'automobile, minacciato con un coltello, aggredito fisicamente e rapinato di 60 euro.

Le risse dell'11 e del 31 agosto

L'11 agosto le volanti del Commissariato di Poggibonsi sono intervenute in una pizzeria del centro per una rissa che avrebbe coinvolto cinque persone appartenenti ai gruppi contrapposti. Durante lo scontro sarebbero stati utilizzati un machete e un cacciavite acuminato. Uno dei contendenti ha riportato lesioni lievi a un braccio, mentre anche un poliziotto intervenuto sul posto è rimasto ferito a una mano.

Il 31 agosto un'altra violenta rissa si è verificata nelle strade del centro cittadino. Il confronto sarebbe degenerato in un fitto lancio di pietre e mattoni, con il danneggiamento di diverse auto parcheggiate. L'intervento delle forze di polizia ha interrotto lo scontro e scongiurato conseguenze più gravi.

La rapina del 20 settembre

L'ultimo episodio ricostruito nel comunicato risale al 20 settembre. Due cittadini stranieri di 24 e 33 anni, residenti a Poggibonsi, sono indagati perché ritenuti coinvolti, insieme ad altre persone, in una rapina ai danni di un giovane straniero vicino a uno dei gruppi in conflitto.

Secondo l'ipotesi accusatoria, la vittima sarebbe stata minacciata con una pistola, colpita con un'arma e aggredita con calci e pugni. Le sarebbero stati sottratti il telefono cellulare e 200 euro.

Gli investigatori descrivono un contesto caratterizzato da ripetute intimidazioni e violenze, che sarebbero state utilizzate come strumenti di pressione e di regolamento dei contrasti tra i gruppi.

Sequestrati cocaina, hashish e oltre 10mila euro

Nel corso delle perquisizioni eseguite nella notte del 9 ottobre, due indagati sono stati trovati in possesso di circa 95 grammi di cocaina e 35 grammi di hashish, nascosti all'interno di un garage. Per il rinvenimento della sostanza stupefacente è scattato l'arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio.

In un'altra perquisizione, nell'ambito della stessa operazione, è stata sequestrata una somma superiore ai 10mila euro in contanti, nascosta nella camera da letto di uno degli stranieri destinatari della custodia cautelare in carcere.

In conferenza stampa il procuratore Andrea Boni ha indicato un possibile collegamento tra la rivalità e lo spaccio di stupefacenti, precisando tuttavia che non vi sono certezze su questo punto.

L'indagine è stata condotta attraverso una stretta collaborazione tra Polizia di Stato e Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Siena.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza: le eventuali responsabilità saranno definitivamente accertate soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

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