Campostaggia, Monni visita il Punto nascita: «Può rimanere aperto e migliorare»
POGGIBONSI – Il futuro del Punto nascita di Campostaggia torna al centro del confronto tra Regione, Asl e territorio. L’assessora regionale alla Sanità Monia Monni ha visitato oggi, mercoledì 23 settembre, l’ospedale valdelsano, incontrando gli operatori dei reparti e successivamente i sindaci della Valdelsa. Una visita arrivata mentre resta aperta la discussione sul futuro dell’ospedale e sulla delibera regionale che ipotizza un ridimensionamento della struttura.
Ad accompagnare Monni sono state la direttrice generale facente funzione dell’Asl Toscana sud est Biancamaria Rossi, la direttrice sanitaria Barbara Innocenti, la direttrice di Campostaggia Lucia Grazia Campanile, la presidente della Società della Salute Alta Val d’Elsa e sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni e la direttrice della SdS Laura Tattini.
Il sopralluogo nei reparti
L’assessora ha incontrato gli operatori di Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Neonatologia, Oncologia medica e Chirurgia generale. Particolare attenzione è stata dedicata al Punto nascita, dove sono stati illustrati i percorsi dedicati alla fisiologia del parto e all’integrazione tra assistenza alla madre e al neonato.
Tra le innovazioni introdotte figurano il rooming in per le ostetriche, il cesareo dolce e, da ottobre, l’assistenza psicologica nella preparazione al parto.
Al termine del sopralluogo, Monni ha incontrato in auditorium i sindaci del territorio e gli altri professionisti dell’ospedale, in un confronto dedicato ai prossimi obiettivi della struttura e al rapporto con la sanità territoriale.
Monni: «Questo Punto nascita va preservato»
Il messaggio dell’assessora sul Punto nascita è stato netto: «Credo che questo vada preservato». Monni ha sottolineato la qualità del percorso offerto da Campostaggia, definendolo «complesso e completo», dalla fase precedente alla gravidanza fino al periodo successivo al parto.
«Siamo ottimisti rispetto alla nostra capacità di costruire un modello toscano che servirà a tutto il Paese», ha aggiunto l’assessora, sostenendo che il Punto nascita «non soltanto può rimanere aperto, ma può ulteriormente migliorare e portare questa esperienza di qualità altrove».
I sindaci: «In Valdelsa si continuerà a nascere»
La visita è stata promossa anche nell’ambito della mobilitazione dei sindaci del territorio a difesa del Punto nascita. Susanna Cenni, intervenendo anche a nome dei primi cittadini di Barberino Tavarnelle, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Certaldo, Colle di Val d’Elsa, Gambassi Terme, Monteriggioni, Radicondoli e San Gimignano, ha parlato di una «battaglia comune» da portare avanti insieme alla Regione e alle comunità locali.
«In Valdelsa si continuerà a nascere», ha affermato Cenni, collegando la difesa del Punto nascita anche alla necessità di valorizzarne esperienza, innovazione e qualità.
La sindaca ha però indicato anche il tema successivo: la possibile riorganizzazione attraverso l’integrazione interaziendale con Le Scotte di Siena. Un percorso che, secondo Cenni, dovrà garantire il mantenimento dell’integrità e delle eccellenze del reparto.
Il confronto, dunque, resta aperto. La visita di Monni consegna al territorio una valutazione positiva sul Punto nascita, mentre sul futuro complessivo di Campostaggia e sulle ipotesi di riorganizzazione della struttura saranno necessari ulteriori passaggi istituzionali.


