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Seconda edizione del Next Generation Fest: un secondo passo verso la GenZ

Seconda edizione del Next Generation Fest: un secondo passo verso la GenZ

di Simona Amatore

Ieri 21 ottobre, il Teatro del Maggio Fiorentino ha ospitato oltre 5mila giovani che hanno voluto partecipare alla seconda edizione del Next Generation Fest. L’evento organizzato dalla Presidenza della Regione Toscana e Giovanisì e finanziato interamente dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

Presentato da Veronica Maffei, Valentina Vignali e Gabriele Vagnato, il programma prevedeva il susseguirsi di oltre 60 speaker e ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo e del web. Una maratona che è durata dalle 10 del mattino fino alle 23 della sera. Il Festival è stato promosso anche come occasione per celebrare il 75° anniversario della Costituzione Italiana. 

Tra i tanti ospiti il cantautore Ermal Meta, Matteo Paolillo protagonista della serie tv Mare Fuori, Aurora Ramazzotti, Claudio Bisio, Alessandro Borghese, Michela Giraud, Andrea Moccia fondatore di Geopop, Pierluigi Pardo, Alec Ross, Andrea Lorenzon di Cartoni morti e tantissimi altri (qui il link per vedere gli speaker). 

All’interno del Teatro era stata presente anche un’area #Nfg Job allestita da Arti per i 150 candidati individuati dopo la preselezione dai centri per l’impiego per incontrare aziende come C&P Engineering, Ferragamo, ACF Fiorentina, Leonardo, Promo Cultura e Rifinizione Penny in cerca di nuovi profili.

Arti era presente anche nell’area Expo della manifestazione con uno stand aperto a tutti. In cui gli operatori hanno incontrato ragazze e ragazzi per raccontare loro le opportunità dei Centri per l’impiego della Toscana.

Next o Old Generation?

generation

Il Fest si è aperto con i saluti istituzionali, come definiti da programma, del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, del ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi e dell’ideatore del festival, Bernard Dika. Nonché portavoce dello stesso Presidente Giani. E più che saluti istituzionali, ciò che è trapelato dai loro interventi è stato il desiderio di comunicare con la GenZ. Di imparare un nuovo linguaggio, “di accorciare le distanze”, per citare Abodi.

Il fatto stesso che tra i suddetti “saluti istituzionali” ci sia stato a parlare un giovanissimo Bernard che ha voluto sdoganare le parole fallimento e ansia dice molto. Dika è uno di quelli che mette le mani in pasta girando per le scuole della Regione. Per ascoltare quei giovani che altrimenti sarebbero additati con le loro paure come pigri o inetti.

Sicuramente gli oltre 60 ospiti, selezionati accuratamente, tra i più conosciuti dalla GenZ hanno contribuito all’aumento del numero delle iscrizioni all’evento. Ognuno di loro ha avuto modo di raccontare la propria storia fatta di fallimenti e di successi, di dedizione e di passione.

A Firenze momento di incontro e di ascolto

Certo non sono mancate quelle frasi un po’ banalotte e paternalistiche del tipo “credete nei vostri sogni”. Oppure “per raggiungere il vostro obiettivo è necessario sacrificio”. Sì certo e poi mi propongono il tirocinio a 35 anni con un bel rimborsino spesa!

Battute a parte, nonostante l’evento sia stato organizzato da un'istituzione come la Regione Toscana, nonostante le continue premiazioni ad ogni ospite sul palco cui seguivano continui applausi, che si portavano dietro quella nostalgia per gli eventi old style, la seconda edizione del Next Generation Fest è stato un momento di incontro e di ascolto, un momento in cui quei Ministri, quei Presidenti che ci sembrano così lontani da noi, hanno potuto confrontarsi con persone e personaggi che sono in grado di insegnare loro un nuovo linguaggio; persone, storie di successi, che si sono fatti portavoce di questa generazione così problematica ma piena di risorse.

La GenZ ha tutte le carte in regola per rendere reali i diritti della Costituzione Italiana apparentemente utopistica. La GenZ è una generazione di combattenti, che lotta per farsi valere e far valere i propri diritti, ma come affermato da Bernard Dika se ne deve anche dare la possibilità.

Voglio concludere citando una parte del discorso di Sammy Basso intervenuto durante la giornata: «Non c’è una generazione giusta, ogni generazione è giusta per fare la differenza. Abbiamo il dovere e il diritto di fare la differenza e sperare in qualcosa di meglio per le generazioni future».