29 Luglio 2026

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«Quelle fughe da bambino col pallone fino al Baluardo»

«Quelle fughe da bambino col pallone fino al Baluardo»

Inizia con questo articolo una nuova rubrica del nostro giornale, Cose di Colle.  Riccardo Vannetti, candidato sindaco di Colle Val d'Elsa per il centro sinistra, condurrà i colligiani in un giro per Colle attraverso i suoi luoghi del cuore, raccontandoli dal suo punto di vista, grazie all'aiuto di foto d'epoca e foto attuali.

baluardo

A un certo punto, quando ero piccolo, la mia nonna si trasferì all’inizio di via San Sebastiano, per la Costa. La casa aveva una soffitta con delle finestrelle da cui si vedeva il Baluardo. Venendo dalla campagna, lo pensavo altissimo e irraggiungibile.

Quando la mia mamma mi lasciava a casa della nonna e scendevo in strada per giocare, di nascosto salivo tutta la Costa fino al Baluardo. A volte con altri bambini, più spesso da solo.

Invece di andare a fare i giochini al Bar Centrale, al tempo andava PacMan, preferivo salire lassù. Portavo con me un pallone e poi scendevo di corsa, inseguendolo.

La sensazione che provavo all’arrivo era la più forte. Il Baluardo era maestoso e da lì c’era una vista sconfinata.

A scuola la maestra Diana Capresi ci spiegava che il simbolo di Colle era una testa di cavallo per la forma della città vista dall’alto. E io salivo fin lassù per vedere la testa di cavallo, che però non riconoscevo mai.

Spesso c’erano i bambini delle Ancelle. Giocavo con loro e mi sembrava di trovare delle conoscenze esotiche.

Non l’ho mai detto a nonna, non me lo avrebbe fatto fare più. Nemmeno a mamma.

Finché non fui beccato. Successe che mamma finì prima le sue commissioni e arrivò al bar in anticipo sull’orario solito e io non c’ero. Si girò e mi vide scendere dalla Costa con il pallone.

L’avventura finì lì. Quel monumento maestoso, senza balaustre, era troppo pericoloso per un bambino delle elementari.

Recentemente sono tornato più volte a camminare intorno al Baluardo. Per me è un luogo di astrazione, quasi sospeso, ma anche protetto. Il cuore della città, il punto di connessione tra alto e basso.

Credo che l’ascensore debba essere riattivato il prima possibile, ma allo stesso tempo occorre studiare la possibilità di realizzare impianti di risalita alternativi che permettano finalmente una ricongiunzione reale tra Piano, Borgo e Castello.

È necessario anche studiare un progetto di presa in cura dell’area che dal Baluardo si irradia per via Gracco del Secco, via Dietro le Mura, fino alla Porta Nuova.

Immagino il Baluardo come il fulcro da cui ricongiungere la parte alta con il resto della città. Il fiore all’occhiello della nuova realtà colligiana.

Riccardo Vannetti