08 Agosto 2026

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Sesto Fiorentino, acqua presa abusivamente dall’acquedotto mediceo: denunciato

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Sesto Fiorentino, acqua presa abusivamente dall’acquedotto mediceo: denunciato

SESTO FIORENTINO – Un tubo interrato per circa 200 metri e collegato direttamente alla conduttura principale dell’antico Acquedotto mediceo di Valcenni. È così che, secondo quanto accertato dai carabinieri forestali, sarebbe stata realizzata una derivazione abusiva per prelevare acqua pubblica destinata all’irrigazione e all’allevamento avicolo. L’intervento dei militari è partito dalle segnalazioni dei residenti, che avevano lamentato ripetute carenze nell’approvvigionamento idrico nelle abitazioni della zona.

A individuare la derivazione sono stati i carabinieri del Nucleo forestale di Ceppeto, impegnati negli accertamenti dopo le segnalazioni arrivate dalla località Valcenni. Durante le verifiche è stato scoperto un sistema di captazione per caduta realizzato con una tubazione del diametro di circa quattro centimetri, interrata per circa 200 metri e collegata alla condotta principale dell’acquedotto.

Secondo gli accertamenti, l’acqua sarebbe stata utilizzata per scopi irrigui e per l’allevamento di pollame. La persona individuata quale responsabile della derivazione è stata denunciata all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di furto aggravato, in relazione all’utilizzo di mezzi fraudolenti e al danneggiamento delle cose, ai sensi degli articoli 624 e 625 del Codice penale.

L’intervento assume particolare rilievo anche per il valore storico dell’infrastruttura interessata. L’Acquedotto mediceo di Valcenni risale alla seconda metà del Cinquecento e fu realizzato per alimentare originariamente i giardini di Villa La Pietraia e di Villa Castello. Nei secoli l’opera ha mantenuto la propria importanza e ancora oggi alcune famiglie residenti sulle colline di Sesto Fiorentino dispongono di concessioni per l’utilizzo delle sue acque a uso domestico.

Durante gli accertamenti è stato inoltre rilevato il danneggiamento della conduttura principale, sottoposta a tutela come bene culturale. Una situazione che, secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbe inciso sulla disponibilità della risorsa idrica per i residenti della zona.

Oltre alla denuncia penale, sono state contestate le violazioni amministrative previste dalla normativa sulle derivazioni e sull’utilizzo delle acque pubbliche che possono comportare sanzioni da 3mila fino a 30mila euro.

L’attività dei Carabinieri forestali ha consentito di interrompere la derivazione abusiva e di riportare sotto controllo l’utilizzo della risorsa idrica. 

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