11 Agosto 2026

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Punto nascita di Campostaggia, sindaci in piazza contro la chiusura: «Qui in Valdelsa si deve continuare a nascere»

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Punto nascita di Campostaggia, sindaci in piazza contro la chiusura: «Qui in Valdelsa si deve continuare a nascere»

POGGIBONSI – I sindaci della Valdelsa sono scesi in piazza questo pomeriggio per difendere il punto nascita dell'ospedale di Campostaggia, messo a rischio da una relazione del ministero della Salute che ne certifica il calo sotto la soglia dei 500 parti annui. Al presidio, aperto alle 17, hanno preso la parola, tra gli altri, la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni e il direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, il dottor Gabriele Centini, davanti a un pubblico compatto di amministratori, personale sanitario e cittadini. Erano presenti i sindaci Piero Pii (Colle di Val d'Elsa), David Baroncelli (Barberino Tavarnelle), Andrea Frosini (Monteriggioni), Andrea Pieragnoli (Casole d’Elsa), Andrea Marrucci (San Gimignano) e Giuseppe Stiaccini (Castellina in Chianti). 

La relazione ministeriale e la deroga a rischio

A far scattare la mobilitazione è stata la relazione del Comitato percorso nascita, trasmessa dal Ministero nei giorni scorsi, che motiva la possibile revoca della deroga con due elementi: il numero di parti sceso sotto quota 500 e la presunta assenza di condizioni di disagio geografico tali da giustificare un'eccezione alle linee guida nazionali. Lo stesso documento concede invece ulteriori proroghe ad altri punti nascita toscani: sei mesi di osservazione per il Valdarno e un anno per Nottola.

Cenni ha contestato proprio questa disparità di trattamento, ricordando che Campostaggia è stato l'ultimo tra i tre presidi a scendere sotto la soglia critica ma il primo a vedersi negata una proroga. La sindaca ha inoltre sottolineato come la relazione non tenga conto di un dato chiave: il punto nascita di Campostaggia registra la percentuale di tagli cesarei più bassa di tutta la Toscana, un indicatore di qualità assistenziale che secondo le stesse linee guida citate dal ministero dovrebbe pesare nella valutazione.

«Non ci siamo svegliati oggi»

Cenni ha rivendicato un lavoro avviato da tempo: due anni di confronto con le direzioni sanitarie succedutesi, dal precedente direttore fino all'attuale, e risultati concreti come l'arrivo di un nuovo primario di Neonatologia. La Regione, ha annunciato, risponderà alla relazione ministeriale con una contro-relazione basata sui dati di attività del reparto, già in fase di elaborazione. L'obiettivo dichiarato è duplice: mantenere il punto nascita in piena autonomia oppure, in subordine, costruire un'alleanza con altre aziende ospedaliere che però non comporti in alcun modo lo smantellamento di competenze, professionalità e servizi già presenti a Campostaggia.

Il bacino d'utenza «sottostimato» e i pazienti da fuori regione

Ad affiancare la sindaca, il dottor Centini ha rimesso in discussione i numeri alla base della relazione ministeriale, definendo il bacino potenziale stimato di 860 parti annui un dato ormai superato di decenni. Secondo i calcoli del reparto, il bacino reale dei comuni della Valdelsa si aggira intorno ai 450 parti potenziali, a fronte dei 461 effettivamente registrati lo scorso anno: un target, ha spiegato, «ampiamente rispettato».

Centini ha inoltre relativizzato la fuga di pazienti verso Firenze, circa il 30% dei residenti, attribuendola a vincoli organizzativi sull'assistenza territoriale in gravidanza più che a una reale sfiducia nel presidio. A bilanciare il dato, ha raccontato, arriva un flusso importante di pazienti da fuori zona – e persino dall'estero, con casi recenti di donne arrivate dalla Corsica, da Cuneo e dal Regno Unito per partorire proprio a Campostaggia – che il medico ha indicato come prova della reputazione costruita dal reparto. Il ginecologo ha anche denunciato gli effetti concreti della disinformazione, con pazienti convinte erroneamente che il punto nascita sia già chiuso.

Guardando alle prossime settimane, Centini ha anticipato l'avvio, da settembre, di un potenziamento dei punti di ascolto e assistenza psicologica sul territorio, a supporto delle famiglie in un percorso già annunciato in primavera.

«Nessuna divisione politica, solo un valore da difendere»

Sia Cenni sia Centini hanno insistito sulla compattezza istituzionale della protesta: tutti i consigli comunali della Valdelsa hanno approvato all'unanimità risoluzioni a sostegno del punto nascita, al di là degli schieramenti politici. «Perdere il punto nascita – ha detto Centini – vuol dire perdere l'anima dell'ospedale di Campostaggia». Un concetto ribadito da Cenni, che ha chiuso il suo intervento con un appello netto: «In Valdelsa si deve continuare a nascere».

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