09 Febbraio 2026

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Barberino Tavarnelle: il tesoro fotografico di Mario Forconi diventa patrimonio collettivo

Barberino Tavarnelle: il tesoro fotografico di Mario Forconi diventa patrimonio collettivo

La risposta più bella all'irrefrenabile passione di Mario Forconi è la partecipazione di un'intera comunità. Il sentimento, l'empatia sincera delle tantissime persone che ieri sera, negli spazi della biblioteca comunale "Ernesto Balducci", hanno voluto far sentire la loro vicinanza, la loro stima, la loro autentica riconoscenza al concittadino Mario Forconi.  L’evento, promosso e organizzato dal Comune, ha reso omaggio alla Storia che si dipana per immagini, cercata e ricostruita con gli occhi e l’obiettivo del collezionista di scatti d’epoca. In ogni stanza materiale e immateriale della nostra memoria si annidano ricordi, che sfumano con il passare degli anni, si odono voci lontane, si scorgono sguardi, si respirano odori di un tempo che non c’è più, si riaffacciano sorrisi legati ai giochi di infanzia.

Con le testimonianze dei nostri nonni tornano in vita racconti che parlano di dolori, difficoltà, sopravvivenza, resilienza, visioni conservate nei cassetti di casa, scalfite nell’età della natura, all'ombra di monumentali querce, evocate nei campi, tra i boschi del Chianti, condivisi nelle botteghe e nelle piazze del paese. Mario Forconi, il ricercatore di volti, storie ed emozioni del passato, ha rispolverato la parabola di oltre un secolo, ha narrato il cambiamento e l’evoluzione di un’epoca con la potenza muta delle foto del passato, veri e propri tesori in bianco e nero scovati negli album delle famiglie di Barberino Tavarnelle. Un percorso culturale coltivato intimamente, nato nel proprio studio oltre quarant’anni fa quasi per gioco, che si è realizzato e tradotto in un patrimonio collettivo di valore documentale e sociale.

L'enciclopedia visiva di Mario ricostruisce la storia di Barberino Tavarnelle attraverso una collezione unica, costituita da 10mila fotografie d'epoca, dal 1873 agli anni Settanta, accompagnata dall'identificazione dei volti delle famiglie ritratte, 56mila nomi e 600 soprannomi. Oggi questa lunga e importante attività di ricerca è diventata un libro “Con nome e cognome. Un secolo di famiglie toscane della Val di Pesa e della Val d’Elsa” che il Comune di Barberino Tavarnelle ha voluto realizzare come primo tassello di un viaggio sulle tracce delle radici del territorio guidato da Mario.

“Da un lato, con la pubblicazione che contiene 177 foto legate alla ritrattistica familiare, una piccola parte dell’ampia collezione – spiega il sindaco David Baroncelli - fissiamo nel tempo lo straordinario lavoro di narrazione fotografica dell'esploratore di identità, attratto dall'arte di scrivere e dipingere con la luce. Dall'altro continuiamo a viaggiare con lui, a condividere un atto d'amore per il territorio e la sua gente che non ha confini temporali. Il nostro intento è solo quello di promuovere e far conoscere la piena consapevolezza di un cittadino che coltiva dentro di sè lo stimolo ad essere curioso, a non mollare mai, a lasciarsi sorprendere dalle meraviglie del mondo, a credere nelle persone che continueranno a sostenerlo, a vivere a pieno sentendosi parte integrante della comunità. La ricchezza di Mario è la ricchezza di tutti noi e delle generazioni che verranno. E’ così che la nostra storia potrà anche raggiungere il traguardo di un secolo e anche oltre ma non la sentiremo mai vecchia veramente”.

La presentazione del volume è stata arricchita dagli interventi di Mario Forconi, del sindaco David Baroncelli e del presidente della Fondazione Alinari per la Fotografia Giorgio Van Straten. Il libro, non in vendita, è donato alla cittadinanza con offerta libera. Il contributo raccolto sarà erogato alla Consulta dei Giovani di Barberino Tavarnelle per la realizzazione di progetti di interesse collettivo.

“Sono felicissimo e commosso, – commenta Mario Forconi – ringrazio tutti, la mia famiglia, la mia comunità, un ringraziamento speciale a tutte le persone che mi hanno affidato le loro foto, i loro ricordi, senza i quali non avrei potuto realizzare questo sogno. Un lavoro e una passione che ho portato avanti in quarant’anni di attività di ricerca minuziosa per dare un volto alla nostra storia e non disperdere la memoria, valore che vorrei trasmettere alle nuove generazioni perché conoscere, approfondire, amare le nostre radici ci rende più liberi e uniti”.

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