16 Settembre 2026

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Azzighe

Azzighe Livorno: tradizione e innovazione nei piatti di pesce

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Azzighe Livorno: tradizione e innovazione nei piatti di pesce

Mangiare da Azzighe a Livorno è come immergersi in una tavola casalinga, con preparazioni e cura del cliente degne dell'alta ristorazione. Il locale racconta la vera anima della città: inclusiva, schietta e aperta a nuove influenze.

 La struttura è volutamente piccola e familiare, gestita esclusivamente dai titolari con una persona in sala e una in cucina. La parola "azzighe", nel dialetto livornese, significa fare a metà.

Le ricette proposte sono pura livornesità, improntate a una rivisitazione concreta e mai eccessiva. Un esempio lampante è il cacciucco sotto forma di ravioli: un brodetto con riduzione di cozze, cicale e ricci di mare che accompagna ravioli di polpo cacciuccato. Un evergreen della cucina locale preso, smontato e trasformato nel piatto simbolo del locale. I sapori richiamano un cacciucco più delicato, con un raviolo steso finemente per dare centralità assoluta al ripieno.

 

   Pasta bianca e mozzarella

Allo stesso modo, l'acciuga ripiena e fritta con maionese al limone arrostito e cipolla marinata riporta il cliente in mezzo al mare, offrendo un boccone super ripieno e godurioso. Il racconto dei piatti si lega a prodotti di altissima qualità e lavorati il meno possibile, valorizzando il pesce con accostamenti inusuali come il polpo cacio, pepe e funghi. Un incontro di terra e mare inedito, in cui il sottobosco si integra perfettamente con il formaggio e il polpo, un abbinamento che i livornesi sanno apprezzare e che veder replicato in cucina rallegra l'anima e il palato.

                      Polpo cacio, pepe e funghi.

 

 

Acciughe ripiene, maionese al limone e cipolla marinata

C'è spazio anche per i ricordi dello chef con la loro versione di pasta in bianco: in realtà fusilloni con crema di fior di latte, lattume di tonno, albedo e parte bianca della seppia. È un piatto dedicato al babbo, che gli preparava spesso pasta in bianco e mozzarella, reinterpretato inserendo il mare. La delicatezza della seppia è esaltata dalla sapidità del lattume di tonno e avvolta dalla crema di fior di latte, con l'albedo — la parte bianca del limone — che si erge a paladina di gusto ed equilibrio.

 

Il percorso si conclude con le rovelline alla lucchese di triglia, una reinterpretazione della classica ricetta a base di carne di vitello fritta e ripassata nel sugo di pomodoro, prezzemolo e capperi (elementi centrali anche nella tradizione livornese). Ad accompagnare le portate, la scelta è caduta su un bianco siciliano dell'azienda La Segreta, a base di uve Chardonnay e Grecanico dorato.

      Rovelline alla lucchese di triglia

Il servizio è attento, guidato da una vera padrona di casa. La cucina vive di ricordi trasmessi in chiave attuale, recuperando anche suggestioni anni '80 per dar loro una nuova verve contemporanea. Ne è un esempio la rivisitazione della marsigliese: gamberi, pomodoro, brandy e panna, dove però i fagioli zolfino prendono il posto della pasta, l'indivia viene stufata e sfumata con brandy, zenzero e aceto di melograno, e la panna resta il perno del piatto finale.

Azzighe si conferma una piccola realtà capace di soddisfare sia i gourmand e i food scout, grazie a twist di ricette mai banali e giochi di sapori inediti, sia le famiglie, accolte in un ambiente curato e pensato per far star bene le persone. Un luogo che merita il viaggio e offre un rapporto qualità-prezzo difficilmente reperibile in Toscana.

 

In copertina Ravioli di Cacciucco

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