07 Aprile 2026

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Propaganda suprematista e misoginia, perquisizione della Polizia nei confronti di un quindicenne nell'aretino

Propaganda suprematista e misoginia, perquisizione della Polizia nei confronti di un quindicenne nell'aretino

Un’inquietante miscela di estremismo di destra, misoginia e fascinazione per il terrore. È quanto emerso dall’operazione congiunta delle Digos di Firenze e Arezzo che, lo scorso 4 aprile, hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un ragazzo italiano di 15 anni. L’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, dott. Filippo Focardi, ipotizza il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il monitoraggio dell'Antiterrorismo
L'inchiesta è scattata a seguito del costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo di destra e suprematista da parte della Polizia di Stato e dell’Intelligence Interna. Gli agenti avevano individuato un profilo social che diffondeva contenuti violenti e, in particolare, manifestava apprezzamento per la recente aggressione subita da una docente per mano di uno studente minorenne. I rapidi accertamenti informatici hanno permesso di dare un nome e un volto al titolare del profilo: un adolescente residente in provincia di Arezzo.

Video shock e riferimenti al terrore
La perquisizione locale e informatica ha svelato dettagli allarmanti sulla vita digitale e privata del giovane. Nel cellulare del ragazzo è stato rinvenuto un video, girato tra le mura domestiche, in cui il 15enne simulava un accoltellamento su un cuscino utilizzando un grosso coltello da cucina. Un gesto che, secondo gli inquirenti, rifletterebbe un profondo disprezzo verso il mondo femminile.

Oltre allo smartphone e a una console PlayStation, gli agenti hanno sequestrato materiale cartaceo contenente annotazioni e riferimenti a terroristi e autori di efferati omicidi, segnale di un pericoloso processo di radicalizzazione ideologica. Tutto il materiale sarà ora sottoposto ad analisi tecniche da parte degli esperti dell'Antiterrorismo.

Le garanzie di legge
È doveroso ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato e la fondatezza delle accuse saranno valutate esclusivamente in sede processuale. Il minore, come previsto dall'ordinamento, è assistito dalla presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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