14 Febbraio 2026

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Scuola, scoppia il caso "schedatura": dai docenti "di sinistra" agli alunni palestinesi, è bufera sul Ministero

Scuola, scoppia il caso "schedatura": dai docenti "di sinistra" agli alunni palestinesi, è bufera sul Ministero

Il mondo della scuola italiana è scosso da una duplice ondata di polemiche che vede al centro il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Al centro del dibattito, due distinte vicende che sindacati e opposizioni definiscono come tentativi di "schedatura", sollevando dubbi sulla libertà di insegnamento e sulla privacy degli studenti.

Il questionario di Azione Studentesca sui docenti "politicizzati"
Il caso più recente riguarda l'iniziativa di Azione Studentesca, organizzazione giovanile vicina a Fratelli d'Italia, che ha diffuso un questionario nelle scuole di diverse città (tra cui Palermo, Alba e Cuneo). Tra le domande poste agli studenti, una in particolare ha scatenato la reazione dei sindacati: "Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?"

Le organizzazioni sindacali (FLC CGIL, CISL Scuola, USB) e le opposizioni politiche hanno parlato apertamente di "liste di proscrizione" e "delazione di Stato". La segretaria del PD, Elly Schlein, ha chiesto l'intervento diretto della Premier Meloni per ritirare l'iniziativa, definendola un attacco al pluralismo delle idee.

La replica del Ministero

 La sottosegretaria Paola Frassinetti ha minimizzato, definendola un'iniziativa autonoma degli studenti e garantendo l'anonimato del sondaggio, ma ha comunque annunciato accertamenti per verificare che il clima scolastico resti rispettoso e pluralista.

Il monitoraggio degli studenti palestinesi
Parallelamente, il Ministero è finito nel mirino per una circolare inviata agli Uffici Scolastici Regionali per censire il numero di studenti di nazionalità palestinese presenti negli istituti italiani.

La critica: L'Unione Sindacale di Base (USB) ha denunciato l'atto come una "schedatura su base etnica", lamentando l'assenza di un chiaro progetto pedagogico dietro la raccolta di questi dati sensibili.

La difesa del MIM: Il Capo Dipartimento Carmela Palumbo ha risposto con una nota ufficiale, spiegando che la rilevazione ha scopi puramente inclusivi. Il Ministero sostiene che l'obiettivo sia garantire l'accoglienza e l'integrazione, seguendo lo stesso modello utilizzato nel 2022 per i profughi ucraini.


Le polemiche si inseriscono in un clima di forte tensione. Mentre il Ministero difende la trasparenza delle sue azioni, i sindacati annunciano battaglia. La FLC CGIL ha lanciato la campagna social #schedatecitutti, invitando i docenti a rivendicare con orgoglio la propria libertà di pensiero contro ogni forma di controllo ideologico.

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