02 Febbraio 2026

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Giorno della Memoria a San Casciano: le iniziative e la storia dei Modigliani

Giorno della Memoria a San Casciano: le iniziative e la storia dei Modigliani

“La memoria va diffusa, promossa, valorizzata e messa in atto ogni giorno, nella quotidianità, per evitare il ripetersi di eventi tragici, come quelli che si sono verificati nel secondo conflitto mondiale”. E’ il monito che il sindaco Roberto Ciappi ha rivolto alla comunità sancascianese in occasione delle tante iniziative organizzate dal Comune per celebrare la Giornata internazionale della memoria, tra momenti commemorativi, davanti alle pietre di inciampo dedicate alle famiglie di Giacomo Modigliani e Paolo Sternfeld, che in via Roma, nell'ottobre del 1944, furono arrestati e successivamente deportati ad Auschwitz, incontri letterari in biblioteca e spettacoli in teatro.

Una carrellata di iniziative collettive che è stata condivisa anche con gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo di San Casciano grazie ad uno spettacolo che ogni anno regala grandi emozioni scavando nel passato di uno dei momenti più bui dell’esistenza umana, la Shoah, e riportando alla luce una pagina di memoria locale che si incastona nella grande Storia.

E’ il racconto teatrale in musica, scritto, diretto e interpretato da Tiziana Giuliani “Il gioco interrotto. Storia di una famiglia: i Modigliani, 1943-1944” “Il gioco interrotto. Storia di una famiglia: i Modigliani, 1943-1944”, liberamente ispirato alla vicenda della famiglia Modigliani tra San Casciano e Firenze 1943-1944. Il lavoro della drammaturga è legato alle due pietre di inciampo che il Comune di San Casciano in Val di Pesa, il primo della provincia fiorentina, fece incorporare nel 2018 nel selciato stradale di via Roma al numero civico 34, per ricordare le vite spezzate degli ebrei Giacomo Modigliani (nato nel 1891) e Paolo Sternfeld, residenti a San Casciano. 

Lo spettacolo, messo in scena la mattina e il pomeriggio del 29 gennaio al Teatro Niccolini, per gli allievi e le allieve della scuola secondaria di primo grado e le scuole primarie, ha visto la straordinaria partecipazione di una testimone diretta della cattura degli ebrei che vivevano a due passi da lei: Rosanna Tacci, figlia del partigiano antifascista Dante, perseguitato politico, assediato con la vigilanza speciale, torturato, condannato e imprigionato dal regime fascista. Ad arricchire lo spettacolo la presenza e l’interpretazione di alcuni giovani Bianca Fantoni, Giulia Chellini, Alessandro Squitieri, Irene Lepri e Anna Lotti, accompagnati al violoncello da Filippo Burchietti.

“La memoria ci chiede un atto di responsabilità – ha introdotto l’assessora alla Cultura Sara Albiani – affinché nessun popolo, nessuna persona viva con una dignità inferiore a quella degli altri, memoria significa consapevolezza. Memoria è studio, conoscenza e vigilanza nel presente perché certe dinamiche politiche non si ripetano. Lo spettacolo ha ripercorso una storia vera, quella della famiglia di ebrei, i Modigliani, che vivevano in via Roma, perseguitati dal regime fascista e ha raccontano altre vicende relative alla comunità sancascianese, una storia lontana temporalmente ma vicina a noi per i principi che essa richiama, primo fra tutti il valore della memoria che dobbiamo esercitare con un atteggiamento di costante vigilanza e attenzione verso ciò che accade nel presente”.

Il testo teatrale di Tiziana Giuliani ha conquistato il Premio Giacomo Matteotti 2019, indetto dal Governo, per la sezione opere letterarie e teatrali. Ed è stato assegnato all’artista toscana per la stesura di un’opera che illustra gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e giustizia sociale che hanno ispirato la vita di Giacomo Matteotti. L’opera, nata da un percorso di ricerche e approfondimenti svolto da Tiziana Giuliani, è diventata anche una pubblicazione.

Particolarmente toccante è stato l’intervento della testimone, la novantenne Rosanna Tacci, che si è rivolta ai ragazzi e alle ragazze al termine dello spettacolo. “Io ero una bambina diversa, - ha raccontato - non conoscevo il gioco, non sapevo cosa volesse dire stare con i coetanei e trascorrere del tempo con loro sentendomi uguale agli altri. Ero figlia di un antifascista, mio padre si opponeva al regime, non poteva accettare che potessimo vivere in una totale mancanza di libertà, non eravamo liberi di leggere, di parlare, di stringerci la mano, di salutarci, l’unico saluto era quello ‘romano’. Mio padre lottò con tutto se stesso, scrivendo clandestinamente, divulgando volantini e giornali che si opponevano al regime, e questo lo pagò caro, con quattro anni di galera, è stato arrestato per non aver commesso alcun reato, per essere stato considerato un antifascista, fu portato al tribunale speciale e dichiarato nemico del regime, fu purgato, bastonato a sangue, torturato in maniera spietata, gli è stato sparato addosso. Perennemente in carcere. Le Murate erano la sua casa. Per tutto questo, l’infanzia che mi rubò il regime e la violenza inaudita che subì il mio babbo, io non potrò mai restare indifferente a ciò che accadde e che purtroppo accade oggi in varie parti del mondo. Chiedo a voi, ragazze e ragazzi, di fare lo stesso, non restate indifferenti alle ingiustizie, alla mancanza di libertà. Io non sono nata il 30 novembre del 1935, sono nata il 25 aprile 1945, quando finì la guerra e cadde il fascismo. Quel giorno ho trovato la mia libertà”. Lo spettacolo si è concluso con i ringraziamenti da parte di Tiziana Giuliani alle associazioni Sgabuzzini Storici e La Porticciola di San Casciano.

Alle iniziative hanno partecipato anche la vicesindaca Martina Frosali e la presidente del Consiglio comunale Alessandra Gherardelli con delega alle Politiche per la memoria. Tra gli eventi di rilievo ha destato l’interesse e la partecipazione del pubblico la presentazione del libro “Dialogo intorno al libro Caso per caso. Una storia sociale delle discriminazioni razziali (1938-1943)” (Ed. Viella) con l’autrice Enrica Asquer.

Il percorso di valorizzazione della memoria prosegue dal 7 all’11 maggio con il Viaggio della Memoria, promosso e sostenuto dal Comune. L’iniziativa prevede un pellegrinaggio con la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi delle scuole di San Casciano agli ex campi di sterminio nazisti insieme agli insegnanti, gli amministratori comunali e l’Associazione Nazionale Ex Deportati Sezione Firenze.

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