Rifondazione, la Costituzione vince ancora: il popolo boccia lo stravolgimento e chiede una nuova rappresentanza
L’esito del referendum parla chiaro: il popolo italiano ha scelto, ancora una volta, di difendere la nostra Costituzione. Non si tratta di un semplice voto tecnico, ma di un atto di fedeltà ai valori di chi ha sacrificato la vita per la libertà e per un futuro democratico del nostro paese. Questa vittoria dimostra inequivocabilmente che i cittadini esigono dai propri governanti l'applicazione della nostra Costituzione, rifiutando ogni tentativo di stravolgimento volto a favorire gli interessi di una coalizione o dell’altra. È successo oggi con Nordio, è successo ieri con Renzi.
Un voto contro la guerra e l'imperialismo
Un risultato che appartiene all'Italia. Un risultato che si riempe di significati vasti, che coinvolgono la solidarietà al popolo palestinese, lo sdegno verso l'imperialismo israelo-statunitense, la richiesta di un ripudio totale della guerra e delle sue conseguenze economiche avanzata ad un governo succube e fantoccio degli interessi di Washington, e insieme di qualche inquisito che vorrebbe imbavagliare la magistratura. Un governo cialtrone e impreparato alle sfide storiche che il Paese e il mondo si trovano ad affrontare.
La crisi del Partito Democratico e la piazza "NoKings"
Una vittoria che non ammette ambiguità, come quelle che hanno caratterizzato il PD, con diversi esponenti nazionali e locali schierati apertamente per il Sì, e che poche settimane fa si è astenuto (con alcuni voti a favore) sul Ddl antisemitismo, liberticida, revisionista e con non mascherati accenti sionisti. L'immensa partecipazione alla manifestazione NoKings di sabato 28 marzo, e i contenuti precisi portati da larghe componenti di quella piazza sono qui a testimoniarlo.
La bocciatura del sistema bipolare
Il messaggio che emerge dal referendum e dalla fase di mobilitazione che ne è scaturita, quindi, è una bocciatura di un sistema politico che finge un’alternanza, ma che nei fatti vede un centro-destra ancora forte e un centro-sinistra avviluppato nel gestire le proprie contraddizioni. Forze diverse, ma accomunate dal bisogno esistenziale di appartenere allo stesso sistema di potere. Entrambi hanno dimostrato, nel tempo, di voler riscrivere la Costituzione in maniera peggiore rispetto a quanto fatto dai padri costituenti, ignorando le reali necessità del Paese e dei suoi abitanti.
Verso un'alternativa sociale
I cittadini hanno espresso chiaramente la volontà di avere una rappresentanza vera all'interno delle istituzioni. È il momento di dare voce a chi viene sistematicamente schiacciato da questo sistema, tutti coloro che non si riconoscono in una politica fatta di slogan e giochi di potere. La Costituzione deve tornare a essere lo strumento di emancipazione sociale, senza ulteriori tentativi di stravolgerne il senso per fini di convivenza con i principi liberisti. Il voto della scorsa settimana non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una mobilitazione per una vera alternativa che faccia gli interessi della maggioranza sociale del Paese.
fonte: Provinciale di Siena di Rifondazione Comunista
