02 Maggio 2026

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Caso Stosa Cucine: condanna per condotta antisindacale. Scontro aperto tra Fillea Cgil e azienda

Caso Stosa Cucine: condanna per condotta antisindacale. Scontro aperto tra Fillea Cgil e azienda

Il Tribunale di Siena ha emesso una sentenza destinata a far discutere il mondo del lavoro locale e nazionale: Stosa Spa di Radicofani è stata condannata per comportamento antisindacale a seguito del mancato riconoscimento della Rappresentanza Sindacale Aziendale (Rsa) della Fillea Cgil. Mentre il sindacato esulta parlando di una "vittoria della democrazia" che ripristina i diritti delle maestranze, l'azienda replica sottolineando che si è trattato di una controversia tecnico-giuridica sull'interpretazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl), invitando a non strumentalizzare la vicenda.

La posizione della Fillea Cgil

La Fillea Cgil di Siena ha espresso grande soddisfazione per la decisione dei giudici. Secondo il sindacato, la sentenza ha ristabilito la legalità e il diritto dei lavoratori di dotarsi della propria rappresentanza sindacale interna, ponendo fine a un atteggiamento considerato lesivo della dignità dei dipendenti.

«Ha vinto la democrazia, c'è voluto tempo e perseveranza, ma alla fine è stato riconosciuto il diritto basilare del mondo del lavoro. Siamo stati costretti a ricorrere al Tribunale per un comportamento aziendale ingiusto e gravissimo, lesivo della dignità delle maestranze».

Il sindacato auspica ora l'avvio di una nuova pagina di relazioni industriali corrette e rispettose del ruolo sindacale all'interno dell'azienda di Radicofani. La vicenda, nata formalmente nel giugno 2025 quando l'impresa disconobbe la Rsa a favore della Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu), si è conclusa con l'ordine rivolto all'azienda di cessare la condotta antisindacale e di ripristinare le prerogative del delegato.

La replica di Stosa Cucine

Dal canto suo, l'azienda ha pubblicato una nota di chiarimento per ribadire la propria posizione, definendo la vicenda come una pura questione interpretativa e non come un tentativo di ostacolare il dialogo con i dipendenti. Stosa ha articolato la propria replica attorno a tre punti fondamentali

Interpretazione del CCNL: L'azienda ha agito in ottemperanza al Ccnl, che prevede la figura della Rsu – un organo eletto direttamente dai lavoratori – considerata la forma più immediata di espressione democratica.

Pareri discordanti dei giudici: Nel primo grado di giudizio, il magistrato aveva riconosciuto la correttezza dell'interpretazione aziendale, confermando l'oggettiva complessità della materia.

Tutela del benessere aziendale: Per Stosa, il rispetto dei lavoratori si misura attraverso condizioni lavorative, stabilità, sicurezza e dialogo quotidiano, sottolineando che una controversia per condotta antisindacale non rappresenta il modo migliore per costruire relazioni costruttive.

L'azienda ha comunque precisato che si adeguerà alla decisione del giudice di secondo grado e garantirà alla Rsa la dovuta agibilità sindacale.

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