31 Marzo 2026

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Il Gallo canta vittoria: sua la chiave del 14° Carnevale Medievale di San Casciano

Il Gallo canta vittoria: sua la chiave del 14° Carnevale Medievale di San Casciano

Il Gallo ha cantato vittoria! La contrada giallo-blu si è aggiudicata l’ambita chiave del Castello di San Cassiano, vincendo la quattordicesima edizione del Carnevale Medievale Sancascianese. Sono trascorse ormai alcune ore dalla proclamazione della contrada vincitrice da parte del sindaco Roberto Ciappi. Dal palco della tribuna, domenica pomeriggio, il primo cittadino ha emesso il responso dei cinque membri della giuria comunicando la classifica delle posizioni raggiunte dalle cinque contrade.

Eppure l’emozione è ancora vibrante nelle parole e nello sguardo di Francesco Donati, il capocontrada che, tornato dopo anni alla guida del Gallo, si gode il primo posto conquistato con una poetica rivisitazione della leggenda dell’olivo della strega di Magliano, insieme a tutta la squadra di contradaioli e contradaiole che da mesi lavora alla realizzazione del carro e della relativa rappresentazione artistica e artigianale. Una sensazione di gioia e commozione che in realtà ha pervaso tutta la comunità, comprese le quattro contrade con le quali si è tenuta la disfida teatrale ispirata al Medioevo lungo le antiche mura, davanti ai giardini pubblici di piazza della Repubblica. Al secondo posto si è piazzata la Torre, seguita da Giglio al terzo posto, Cavallo al secondo e Leone ultima nella graduatoria

“Dopo tanti anni in questo gruppo, faticherei a spiegare quanto io abbia sognato questo momento, - dice Francesco Donati - non per me, ma per i miei contradaioli: vedere i loro volti illuminarsi domenica è stato incredibile. Tutto questo è stato possibile grazie alla storia scelta e a chi ha seguito il progetto con passione, creando un’energia unica che ha contagiato tutti. Le persone aumentavano, giorno dopo giorno, portando sempre più dedizione. È stato meraviglioso vedere emergere i talenti di chi ha dedicato tempo, cura dei dettagli ed entusiasmo a questa rappresentazione, regalando qualcosa di speciale a chi ha assistito, e a chi ne ha fatto parte.  Si è creata una magia difficile da descrivere a parole, e sono troppo felice che la nostra emozione e il nostro messaggio siano arrivati ai giudici e al pubblico. Sono davvero onorato di rappresentare la contrada del Gallo”.

“Ancora una volta – aggiunge - questa manifestazione ha dimostrato di essere una dimensione in cui si ricrea la vita che si viveva nelle vecchie piazze: i bambini giocano con i ragazzi e si impara dai più grandi, si scopre il valore dell’impegno preso e da portare avanti nel rispetto di tutti, si cercano e si creano legami che vanno oltre il giorno del Carnevale, e ognuno può trovare uno spazio per esprimere il proprio talento e la propria passione. Ogni stagione di questa meravigliosa manifestazione, se vissuta in questa ottica, non può che essere un successo per tutto il paese e per tutti i partecipanti”. La rappresentazione del Gallo ha puntato la sua carta vincente su una leggenda medievale, il viaggio di un figlio che attraversa e comprende il valore della memoria, del pregiudizio e della conoscenza. La narrazione ha intrecciato fiaba popolare, rito sacro e mito rurale.  Una lezione, quella della madre trasmessa al figlio, destinata a germogliare nel tempo: l’ignoranza ferisce più della lama e il giudizio nato dal terrore acceca l’anima.

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