Certaldo, scontro politico: Fratelli d'Italia replica al Sindaco Campatelli, "Parli a titolo personale"
Prendiamo atto delle dichiarazioni social del Sindaco Giovanni Campatelli, che dopo l’iniziativa del 13 febbraio in Piazza Boccaccio afferma di parlare a nome della “nostra comunità” per sostenere una serie di “no” – dal diritto di riunione, alla cosiddetta “legge Nordio”, fino ai conflitti in corso.
Lo diciamo con rispetto istituzionale ma con altrettanta chiarezza: su temi così delicati, un Sindaco può esprimere legittimamente le proprie opinioni, ma non può presentarle come pensiero unitario di tutta Certaldo, soprattutto quando si entra in questioni nazionali e internazionali che dividono trasversalmente coscienze, culture politiche e mondi professionali.
Il Sindaco richiama l’articolo 17 della Costituzione come se gli eventi di Torino fossero la prova di una “compressione” del diritto di riunione. Ma l’articolo 17 tutela le riunioni “pacificamente e senz’armi” e, per le manifestazioni in luogo pubblico, prevede il preavviso alle autorità, le quali possono intervenire solo per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica.
A Torino, infatti, la manifestazione non risulta “vietata” in quanto tale: il Prefetto ha adottato prescrizioni mirate di ordine pubblico (divieto di caschi/maschere e materiali idonei a occultare il volto; divieto di fumogeni ed esplosivi; divieto di vetro e lattine; limiti alla somministrazione “da asporto”), proprio per prevenire degenerazioni violente.
E soprattutto: le cronache indicano che i disordini sono esplosi quando una parte del corteo ha deviato dal percorso previsto, con presenze a volto coperto, lanci di oggetti e scontri con le forze dell’ordine. Questo non ha nulla a che vedere con il “diritto di riunione” esercitato pacificamente da migliaia di persone: ha a che vedere con chi sceglie la violenza e con chi ritiene di potersi sottrarre a regole e prescrizioni pensate per tutelare tutti.
Quando il Sindaco scrive “Certaldo è e sarà sempre…” e presenta una piattaforma di “no” come identità collettiva, compie un salto improprio: un Sindaco rappresenta tutti, anche chi non era in piazza, anche chi la pensa diversamente, anche chi – pur condividendo valori di pace e diritti – non condivide né i contenuti né i toni di quella narrazione.
Questo vale in modo ancora più evidente sul tema della cosiddetta “legge Nordio”: tra poche settimane si voterà nel referendum confermativo del 22–23 marzo 2026 sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale, nel dibattito spesso etichettata come “riforma Nordio”.
È un tema complesso, che merita argomenti e non slogan; ed è un tema sul quale, com’è naturale in democrazia, non esiste un pensiero unico, né a destra né a sinistra. Proprio per questo, un Sindaco dovrebbe evitare di “intestare” una posizione politica all’intera città.
Siamo d’accordo su un punto di fondo: nessuno può essere indifferente alla sofferenza dei civili e la pace è un valore primario. Ma anche qui, attenzione alle semplificazioni: trasformare la politica estera in una sequenza di “no” indistinti rischia di essere consolatorio, non risolutivo.
E soprattutto non possiamo non notare un elemento di incoerenza tipico di certa retorica: quando governi di area progressista hanno partecipato a operazioni militari, come nel 1999 durante la crisi del Kosovo con il Governo D’Alema, la critica “di principio” non ha avuto lo stesso volume né la stessa perentorietà che vediamo oggi.
Se si vuole parlare seriamente di pace, occorre farlo con criteri, responsabilità, contesto e diritto internazionale, non con litanie buone per ogni stagione politica.
In conclusione: Certaldo è una comunità pluralista, non un cartello. La Costituzione si difende anche così: rispettando la distinzione tra ruolo istituzionale e opinione personale; tra tutela dei diritti e tolleranza verso la violenza; tra solidarietà e propaganda.
Per questo invitiamo il Sindaco Campatelli a parlare, su questi temi, a titolo personale e non “a nome della comunità”, e a mantenere – anche sui social – un profilo istituzionale all’altezza della carica che ricopre.
