17 Febbraio 2026

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"La battaglia di Camollia 1526": il nuovo saggio di Duccio Balestracci per Betti Editrice

"La battaglia di Camollia 1526": il nuovo saggio di Duccio Balestracci per Betti Editrice

Domani arriva in libreria La battaglia di Camollia 1526, il nuovo saggio di Duccio Balestracci pubblicato dalla Betti Editrice. Un libro che riporta al centro della narrazione storica un episodio troppo a lungo rimasto in ombra, schiacciato dal peso simbolico di Montaperti e dell’ultimo assedio di Siena.
 
Balestracci ricostruisce con precisione e misura il contesto politico e militare del 1526, mostrando come la battaglia di Camollia non sia stata una scaramuccia locale, ma il punto più alto di uno scontro ben più ampio: quello tra la Repubblica di Siena e le ambizioni di Papa Clemente VII, sostenuto dai Medici, determinati a ridisegnare gli equilibri della Toscana e dell’Italia centrale.
 
Il libro affronta con decisione la lettura riduttiva proposta da una certa storiografia fiorentina e restituisce alla vittoria senese il suo valore politico e identitario. Non solo un fatto d’armi, ma un momento in cui una comunità, attraversata da divisioni interne e fragilità strutturali, scelse comunque di difendere la propria “dolce libertà”, armata, come scrivono le fonti, di “elmi di carta e lance di legno”.


 
«Questo saggio rappresenta perfettamente la nostra idea di editoria – afferma Luca Betti, editore e proprietario della Betti Editrice –. Un libro che nasce da una ricerca solida, ma che non rinuncia alla chiarezza e alla forza del racconto. Camollia è una pagina che meritava di essere riletta senza stereotipi e senza provincialismi».
 
Gli fa eco Duccio Balestracci: «Ho voluto ricostruire la complessità di quei mesi, evitando sia l’enfasi celebrativa sia la svalutazione polemica. Camollia è stata una prova di maturità politica per Siena: un passaggio in cui la città ha mostrato, con tutti i suoi limiti, di voler restare padrona del proprio destino».
 
Con questo volume, Betti Editrice propone ai lettori non soltanto la riscoperta di una battaglia, ma la riflessione su cosa significhi, per una piccola potenza del Rinascimento, confrontarsi con forze ben più grandi senza rinunciare alla propria identità. Un saggio destinato a diventare un punto di riferimento per chi voglia comprendere davvero la Siena del primo Cinquecento.

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